Malata di tumore, l’amarezza dopo la rabbia: “Ora, il posto per i controlli l’hanno trovato”

Dopo aver raccontato la sua storia sul Carlino Lara Giommi è stata contattata dall’Urp. “Ho dovuto dire al mondo della mia malattia, per vedere riconosciuto il mio diritto alle cure”

Lara Giommi ha denunciato la sua condizione al Carlino

Lara Giommi ha denunciato la sua condizione al Carlino

Fano, 21 febbraio 2024 – “Raccontare la mia storia sul Carlino ha sortito il suo effetto. Questa mattina infatti mi hanno chiamato dall’Urp dicendomi di mandare oggi stesso le impegnative via mail, così mi trovano subito un posto". E’ passata dal provare rabbia e frustrazione per l’impossibilità di prenotare esami diagnostici salvavita, ad un nuovo senso di amarezza la fanese Lara Giommi, 44 anni, insegnante di scuola primaria che ieri sulle colonne del nostro giornale aveva denunciato l’impossibilità di effettuare gli esami di controllo necessari nel suo percorso clinico di malata oncologica.

La donna, infatti, avrebbe dovuto eseguire pet e tac con mezzo di contrasto ogni 6 mesi per almeno 5 anni dall’intervento con cui nel 2019 le è stato asportato un melanoma allo stadio IIA, ovvero un tumore della pelle con uno spessore di oltre 2 millimetri. Ma negli ultimi due anni non è mai riuscita ad essere messa in lista. E così all’Istituto Nazionale Tumori di Milano che la segue, le avevano consigliato di fare almeno due ecografie prima della visita di controllo del prossimo 18 marzo: una ai linfonodi e l’altra all’addome. Ma pure per quelle ha trovato le agende chiuse.

Vorrei riuscire a provare gratitudine per la telefonata dell’Urp, invece provo una grande tristezza - dice - nel vedere che in questo Paese le cose funzionano così. Bisogna arrivare a violare il nostro diritto alla riservatezza in ambito sanitario. Ho dovuto raccontare al mondo della mia malattia, per vedere riconosciuto il mio diritto alle cure. Quando sarebbe dovuto bastare essere una paziente, oncologica". Una storia, la sua, che ha scosso molto l’opinione pubblica, tant’è che ieri il cellulare di Lara non ha smesso di squillare.

Il telefono è bollente, tant’è che ho smesso di rispondere - prosegue -. Mi hanno chiamato anche da Sky, Canale 5, Rete 4… ma non ho intenzione di andare in tv a raccontare cose sotto gli occhi di tutti. Sui social tanta gente che non conoscevo mi ha contattata per dirmi che è nelle stesse condizioni". Lara farà a giugno (in Emilia Romagna) l’esame total body che avrebbe dovuto fare a febbraio, per il follow up a Milano in programma il 18 marzo. "L’Urp ora ha promesso di trovarmi posto per le ecografie all’addome e ai linfonodi, ma la telefonata ha avuto dell’assurdo - conclude -. Nessuna presa di responsabilità. Hanno avuto il coraggio di dirmi che il motivo per cui trovo difficoltà con le prenotazioni è ‘perché non sei seguita da un’oncologia marchigiana’. Beh, datemi una oncologia d’eccellenza per il melanoma nelle Marche (visto che da me è genetico, c’è morto mio padre) ed io mi faccio curare qui più che volentieri, piuttosto che fare i viaggi fino a Milano. La toppa poi è stata peggio del buco: mi è stato detto che a Milano ‘non possono fare lo scarica barile, farti fare gli esami qui e poi tenerti sotto controllo loro’. Beh, certo… questo è il problema!".