
Cesare Carnaroli
Continua la mobilitazione del comitato Chiaruccia - Tre Ponti e dei residenti di Chiaruccia Verde per informare i cittadini sul polo logistico che l’amministrazione vorrebbe insediare proprio a Chiaruccia. "Stiamo facendo – affermano – quello che avrebbe dovuto fare l’amministrazione comunale: cioè informare". Il primo appuntamento è stato lunedì a Tre Ponti, il secondo ieri sera a Sant’Orso, confinante con Chiaruccia. La prossima iniziativa in programma sarà un incontro pubblico con i capigruppo consiliari "per trovare una soluzione a questa vicenda". "Il polo logistico – dicono – non va bene né allo zuccherificio nè a Chiaruccia. Noi non ci mettiamo contro altri quartiere, è l’Amministrazione comunale che crea le contrapposizioni. Se il polo logistico si insedierà a Chiaruccia, poi sarà possibile qualunque cosa, perfino un termovalorizzatore".
Sulle responsabilità ha le idee chiare Cesare Carnaroli: "L’attuale Prg – ricorda l’ex sindaco – prevede un allargamento della zona industriale verso località Torno di circa 50 ettari e il carico-scarico, della Conad, da non confondere con il polo logistico, potrebbe essere individuato in quell’area. Certo che se Torno fosse stata utilizzata per insediarvi il biodigestore oltre a un possibile Pip (zona artigianale di iniziativa pubblica) per abbattere una rendita fondiaria fuori controllo, oggi tutto sarebbe più semplice e non si parlerebbe di Chiaruccia. Ma le passate giunte di centrosinistra, oltre a non aver mai avuto una visione del futuro di Fano, sono state senza coraggio. L’urbanistica non si fa sui nomi dei proprietari ma per quello che serve alla collettività e la programmazione urbanistica è uno dei pochi poteri rimasti in capo ai Comuni".
Poi l’attacco ad Aguzzi: "E’ il vero responsabile dello stato in cui si trova l’area dell’ex zuccherificio per aver permesso la costruzione dei capannoni revocando il Prg adottato nel 2004. Anche Seri ha la sua responsabilità per non avere avuto la forza di uscire da quella situazione. Venti anni di non decisioni o di decisioni sbagliate sono tanti per una città che ambisce ad essere la terza delle Marche. Ora i nodi non sciolti per inerzia appaiono irrisolvibili e posso capire lo stato d’animo del sindaco Serfilippi. Però gli amministratori non hanno alternativa al fare e fare il meglio possibile perché alla fine la politica presenta il conto e il sommo Poeta collocava gli ignavi al fuoco eterno".
an. mar.