MARISA COLIBAZZI
Cronaca

Pestaggio, fermani in carcere: "Hanno agito con ferocia"

Convalidato l’arresto per Marco Fantuzi e Marco Marozzini che hanno ridotto in fin di vita un 62enne senza motivo: nell’udienza sottolineata la crudeltà.

Sul caso indaga la squadra mobile

Sul caso indaga la squadra mobile

Li hanno sentiti nitidamente alcuni testimoni, i due balordi, Marco Fantuzi e Marco Marozzini, quando si stavano accanendo sul 62enne parmense, urlandogli addosso tra un colpo e un altro: ‘Ti ammazzo, ti ammazziamo’. Li hanno sentiti, lo hanno raccontato e i due arcinoti pregiudicati che l’altro giorno sono stati arrestati per tentato omicidio dagli agenti della Squadra Mobile, restano in carcere. Lo ha disposto, ieri mattina, il Gip Maria Grazia Leopardi. In sede di convalida dell’arresto è stata sottolineata proprio la ferocia, l’inaudita crudeltà usata dai due individui verso il 62enne, capitato sulla loro strada, in via Pascoli, in una sera in cui, come d’abitudine, stava portando a spasso l’amata cagnolina. Una rabbia immotivata e cieca scattata per futili motivi. Sono contorni di un episodio di efferata violenza, confermati da chi, udendo le urla, ha visto in azione i soliti due balordi che, da qualche anno, spadroneggiano nelle vie del Borgonuovo, seminando paura tra la gente del posto. Gli stessi che, mercoledì sera, hanno infierito sul corpo dell’uomo (venuto in città da Parma per trascorrere qualche giorno nella località balneare come fa da anni), riverso a terra, incosciente, in mezzo a una pozza di sangue.

E sono stati alcuni residenti che, assistendo attoniti ed esterrefatti alla scena, hanno subito chiamato i soccorsi e la squadra mobile, gridando al telefono: ‘Lo stanno ammazzando di botte’.

Restano rinchiusi in carcere dunque, i due quasi 50enni e il pensiero corre anche al 62enne. G.P.F. ancora ricoverato all’ospedale regionale di Ancona, le cui condizioni vengono definite stazionarie: un elemento che, essendo trascorse parecchie ore dal fattaccio, induce a un pizzico di ottimismo anche se è difficile fare una qualsiasi ipotesi finché non viene sciolta la prognosi e la cautela resta d’obbligo, insieme alla speranza che possa superare le conseguenze dei colpi ricevuti. Intanto, nel quartiere Borgonuovo, tra i residenti si respira quel sollievo che si agognava da tempo, si riassapora il gusto di fare una semplice passeggiata in tranquillità, di portare un bambino al parco giochi o anche semplicemente di rifornirsi alla stazione di carburanti della zona "dove ultimamente si era arrivati al punto che, di sera, molti avevano timore a fermarsi perché i due, erano soliti nascondersi in qualche angolo meno illuminato per comparire davanti all’ultimo momento, con fare minaccioso" sono i racconti della gente del posto.

Marisa Colibazzi