REDAZIONE FERMO

Un malore stronca Vincenzo Rea a 67 anni

Personaggio eclettico, è stato per decenni una figura di riferimento per l’Asur. Il ricordo e il messaggio del sindaco

Si è spento all’alba di un giorno d’estate Vincenzo Rea, a stroncarlo un infarto che non gli ha dato scampo. Ha suscitato profondo cordoglio in tutto il fermano l’improvvisa scomparsa di Rea, per anni numero due della sanità fermana, per decenni figura di riferimento in Asur.

Da pochi mesi aveva chiuso il suo percorso professionale ma non si era fermato, era diventato consulente per una società di medicina e sicurezza sul lavoro, portava una professionalità maturata in trent’anni di carriera. Aveva 67 anni Rea, era campano di origine, nella sua Napoli si era laureato, uomo sicuro e poco avvezzo al compromesso, anche brusco, sempre diretto, non era tipo da mezze misure, ironico e deciso.

E lunedì scorso un’altro lutto ha colpito la sanitaà fermana, che ha pianto anche la scomparsa a settant’anni dello storico ginecologo dell’ospedale Murri, Elio Lauri, di cui si sono svolti ieri i funerali. In pochi giorni dunque l’Asur piange due figure che sono stati dei punti di riferimento nei rispettivi ambiti, per molti anni.

Vincenzo Rea nel fermano ha portato a termine opere importanti, come l’organizzazione della casa della salute di Montegranaro, con la Rsa, il servizio per l’Alzheimer e per i malati oncologici in fase terminale.

Il vice presidente della Provincia Stefano Pompozzi ha ricordato il suo contributo fondamentale nel costruire il percorso di presa in carico dei disturbi dell’apprendimento, insieme con le scuole del territorio, una organizzazione reale che non c’era mai stata prima.

Lavorava in maniera appassionata per garantire anche il piano di sicurezza lungo la costa, nel periodo estivo, per le guardie mediche, per il defibrillatore ovunque.

Aveva trascorso un periodo come direttore sanitario a Rieti, poi di nuovo al servizio sanità della Regione Marche, oggi era dentro un nuovo capitolo sempre insieme con la famiglia, le due figlie, la moglie Patrizia, l’adorato figlio Lorenzo, con cui condivideva anche una grande passione per il calcio e per la Juventus in particolare.

Profondo il dolore del territorio, tanti i messaggi di addio, l’ex direttore di Area vasta Licio Livini, che con Rea ha lavorato per anni, fianco a fianco, lo ricorda come un uomo che non si fermava mai, un direttore che ha lasciato un segno notevole nell’organizzazione sanitaria.

Addolorato si dice anche il sindaco Paolo Calcinaro che ha perso un amico: "Un amico e un professionista che mi era molto caro. Una persona che mi mancherà molto per la competenza, il supporto e il calore umano, ancora non ci posso credere".

L’ultimo saluto a Rea oggi pomeriggio, alle 16, nella chiesa di San Tommaso, a Lido di Fermo aveva scelto di vivere, forte di un legame grande che aveva costruito col fermano e che oggi si stringe ai suoi cari, nell’addio ad un uomo che ha sempre vissuto con la schiena dritta.

Angelica Malvatani