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Cronaca

Fortuna Maris, task force per il restauro

Una camera isotermica la proteggerà. Videoconferenza ieri sul progetto tra l’assessore alla Cultura Emanuele Mari e la Soprintendenza

di Monica Forti

Da nave romana a leggenda metropolitana, amplificata dalle incertezze del suo destino di gioiello storico, riemerso 38 anni fa e svelato solo agli occhi di pochi. Oggi però nel futuro della Fortuna Maris, c’è un ormai prossimo restauro che, dall’affidamento, si concluderà tra i tre e cinque anni. E’ stato ribadito ieri durante una videoconferenza tra Soprintendenza e Comune di Comacchio. "La Soprintendenza lavora al bando per arriavare alla gara d’appalto dei lavori – spiega l’assessore alla Cultura Emanuele Mari – oggi abbiamo avuto un incontro on-line con la nuova soprintendente Lisa Lambusier e il suo staff di cui, tra gli altri, fanno parte il progettista del restauro, Roberto Monaco, Sara Campagnari, coordinatrice del progetto". Il meeting ha tracciato le richieste della Soprintenza e l’impegno, squisitamente logistico, del nostro Comune a mettere in campo una proficua collaborazione che passa dalla realizzazione di una camera isotermica indispensabile alla buona riuscita dei lavori. La nave è custodita nel fabbricato confinante con la Scuola di Musica, ed è destinata a restare nella medesima ala dell’edificio la cui manutenzione sarà oggetto di precisi controlli della Soprintendenza. Ormai le quattro mura in cui è rinchiusa la nave sono la sua ‘casa’ e lo resteranno sia durante il restauro sia in un secondo momento quando, conferma l’assessore Mari, veranno trasformate nel museo definitivo dell’antica imbarcazione. Insomma, una tessera in più nel puzzle in divenire pensato per dar lustro all’identità culturale della capitale del Parco regionale del Delta del Po. "Non sarà un’operazione a breve termine – dice l’assessore – per parte sua la municipalità ha il compito di mettere il cantiere in sicurezza, garantire che non vi siano difficoltà nell’usufruirne e assicurare le condizioni richieste per mandare in porto i delicati lavori". Insieme ai 500 mila euro, portafoglio di fondi messi a disposizione dal Mibact per il restauro, si aggiunge una spesa valutata dall’assessore in poche decine di miglia di euro a carico del Comune impegnato a rendere il cantiere adatto alla buona riuscita del restauro. Non sono escluse aperture mirate di brecce temporanee nell’edificio dove è custodita la Fortuna Maris, così da dare respiro alle necessità cantieristiche. "Non è una spesa esponenziale, può essere recuperata nelle pieghe della voce comunale dedicata alla manutenzione; non è un sacrificio impossibile tanto più a fronte di un primo passo verso un progetto di musealizzazione, che in futuro darà lustro alla città. Non si pensa certo alla replica del Museo del carico della nave romana bensì a quello dell’imbarcazione stessa, non è da tutti". Il recupero dello scafo, come precisato, sarà realizzato all’interno del padiglione finora inacessibile, mentre le parti in legno potrebbero essere consolidate altrove, fuori dalla camera isotermica. "Si è parlato di un possibile laboratorio aperto, ovvero di poter ammirare il reperto prima della sua definitiva musealizzazione – aggiunge Mari – è una delle ipotesi emerse, ma l’ultima parola spetta alla Soprintendenza. Si tratta di una soluzione che potrebbe profilarsi solo se il restauro procederà senza rischi per un tesoro approdato a noi dal passato". L’innalzarsi del profilo culturale di Comacchio pare il filo conduttore del progetto, che nella Fortuna Maris ha un fiore all’occhiello da spendere in un prossimo futuro. "Il nostro impegno e la responsabilità per favorire il progetto ci sono; a questo proposito – conclude Mari – ci siamo candidati all’interno del recovery plan riservato alla cultura e destinato ai Comuni dell’area del Delta del Po. Si tratta di 25 milioni di euro complessivi, 2 dei quali per Comacchio, da far confluire nella ristrutturazione dello stabile che diventerà Museo della Nave".