Evole Berardi, ex metalmeccanico, aveva 65 anni. È l’ottava vittima medicinese
Evole Berardi, ex metalmeccanico, aveva 65 anni. È l’ottava vittima medicinese

Medicina, 15 marzo 2020 - C’è una foto in bianco e nero, sintesi di una vita insieme. Poi ci sono due fratelli, Fabio e Federico, distrutti dalla scomparsa del padre, Evole Berardi e una moglie che non si dà pace. Lunga la scia di dolore che si lascia dietro il Coronavirus, tante famiglie spezzate, in un grande paese adagiato nelle pianure fra Imola e Bologna. Lì il Covid-19 sta colpendo con tutta la sua forza. Partito dal centro anziani ogni giorno miete vittime. Tre quelle di ieri, un nero bilancio sul quale si leggono i nomi di Sergio Brazzi, ex ferroviere di Trenitalia, appassionatissimo di calcio e tifoso del Bologna, Mario Moncieri e anche di Evole Berardi.

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Lui, il più giovane dei tre, aveva 65 anni (gli altri rispettivamente 69 e 70): "Un uomo dal cuore immenso, allegro, onesto, uno dei barzellettieri migliori che abbia mai conosciuto – lo racconta il figlio, Fabio -. Amava il giardinaggio, ma soprattutto stare a contatto con la natura". Nativo di Lugo, era venuto ad abitare tanti anni fa a Medicina. Lo aveva fatto per amore, per la sua Giuliana, la moglie di 66 anni. Quando poteva non si faceva mai mancare una partita a carte al Medicivitas. Aveva lavorato come metalmeccanico a Castenaso, e ora si stava godendo la meritata pensione e i suoi nipotini. Evole era amato da tutti, il fratello Daniele per esempio gli dedica una vecchia foto in bianco e nero in cui si abbracciano, e così commenta: "Una tragica sequenza di eventi ti stronca la spalla che dalla nascita hai sempre avuto vicino e che per niente al mondo avresti voluto perdere".

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E’ un dramma che non si arresta quello nel comune del Circondario, dove purtroppo il bilancio, quasi ogni giorno è tragico. In tutto – al momento – i contagi verificati da Covid-19 sono 53, mentre gli esperti UOC di Igiene e Sanità Pubblica proseguono le loro indagini epidemiologiche. C’è speranza però nelle parole del sindaco, Matteo Montanari: "Sono in contatto con i nostri medici e con molte delle persone a casa in quarantena – scrive sul suo profilo Facebook -. Per 14 di loro il periodo è finito ieri (venerdì, ndr) e ne sono uscite sane. So che molti si sentono meglio, la febbre si è abbassata o addirittura sparita. Rimane la paura e ovviamente lo ‘scombussolamento’ generale. Sono in contatto anche con tutte le famiglie che in questi giorni hanno subito un lutto. Quando questa tempesta finirà ricorderemo i vostri cari come meritano, insieme. È una promessa. Prendiamo le cose con più calma. Troviamo un attimo per quelle attività per cui non c’è mai tempo, per fare quella telefonata che rimandiamo da un po’ o per leggere quel libro sul comodino da mesi perché è troppo lungo". E la
raccomandazione rimane sempre quella: "Usciamo solo se proprio non possiamo farne a meno".


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Nel frattempo infatti sempre più tamponi vengono refertati in tutto il territorio, e oggi le persone risultate positive al Coronavirus toccano quota 16: 14 residenti a Medicina, 1 altro in città a Imola. A queste si aggiunge il primo caso in assoluto a Dozza, si tratta di un uomo, direttamente riconducibile al focolaio lombardo. Per quanto riguarda i numeri dell’emergenza Coronavirus aggiornati a ieri, salgono a 63 i casi positivi nel Circondario Imolese (compresi i 9 decessi). Si tratta di 49 uomini e 14 donne; 53 residenti a Medicina, 3 a Castel San Pietro Terme, 1 a Dozza e 6 a Imola. Tra i positivi, 28 hanno più di 75 anni, 20 tra i 66 ed i 75 anni, 4 tra i 56 e i 65 anni e 8 tra i 36 e 55 anni e 2 tra i 26 e i 35.