Il tragico schianto in A1 e le vittime: da sinistra Luigi Visconti e Fausto Dal Moro
Il tragico schianto in A1 e le vittime: da sinistra Luigi Visconti e Fausto Dal Moro

Modena, 20 maggio 2019 - L’auto che sfreccia a tutta velocità sulla corsia di sorpasso, le risate e gli scherzi tra due amici e una notte ancora tutta da cominciare. E invece sul sabato sera di festa calano il buio più profondo e la disperazione più cupa. La vita di Luigi Visconti, 39 anni e Fausto Dal Moro, 36, entrambi residenti a Reggio, si interrompe sull’asfalto della A1 in corsia sud, tra Modena nord ed Modena sud, all’altezza di Lesignana (foto). Sono stati entrambi falciati da un’auto dopo che erano scesi dalla Bmw sulla quale viaggiavano, finita contro il guard rail. Un tragico errore commesso dopo che erano stati miracolosamente risparmiati in un primo incidente. Si erano filmati a folle velocità (I familiari delle vittime ci hanno chiesto di non pubblicare il video in questione, per rispettare il loro lutto. Richiesta che abbiamo deciso di accogliere)

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Luigi Visconti, quella passione per velocità e Bmw

Quella Bmw era una sua grande passione. Come la velocità folle, quasi che volesse provare qualcosa. Luigi Visconti, 39 anni, origini napoletane, un lavoro a Castelnovo Sotto (Reggio Emilia) come operatore socio-assistenziale, era stato raggiunto da pochi giorni dai genitori, nell’abitazione di via Reiter a Reggio. 
«Sul lavoro era sempre impeccabile - spiega un amico -, se aveva dei problemi li lasciava fuori da quel contesto. Poi nel fine settimana magari succedeva quello che si vede nel video». 
In quelle immagini e nel video si sente dire che stanno andando a Rovigo per la droga. E ci vanno a 200 all’ora. Le immagini riprendono Visconti mentre ride alla guida, euforico e inconsapevole del rischio che sta correndo e che sta facendo correndo ad altri . Un’incoscienza che sui social molti non hanno perdonato, vista l’età non giovanissimi dei due protagonisti di questa tragedia.
Visconti aveva compiuto gli anni giovedì. Forse il viaggio fatale verso Rovigo voleva essere un modo per festeggiare. Certo con quell’auto sembrava sfogare le proprie tensioni, con quei viaggi a velocità folle. Anche se gli amici ne parlano come una persona che, se lasciava da parte i suoi problemi, si trasformava in un interlocutore sensibile con il quale era bello parlare. 
«Fausto Dal Moro sapeva quanto all’amico piacesse la Bmw e gli dava corda in quelle corse assurde», dicono gli amici. Anche se a volte sembrava dare segnali di non essere tranquillo in quei viaggi pericolosi. Chissà se la richiesta di fermarsi in un autogrill sia stato un tentativo di trovare una scusa per interrompere quella corsa pazza.

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Fausto Dal Moro, l'infanzia difficile e una vita tutta in salita

Il lavoro da parrucchiere in un negozio di Correggio, gestito da cinesi, per lui era solo una parentesi. Un altro momento difficile da superare. In passato Fausto Dal Moro (foto), 36 anni, era passato attraverso esperienze di vita complicate e sofferte, sapeva come reagire. 
Aveva un sogno: aprire con l’anno nuovo un negozio a Reggio dove dar sfogo alla sua abilità. Perchè Fausto Dal Moro ci sapeva fare come parrucchiere. Era arrivato a quel lavoro attraverso scuole come quella di Zeo Baldi, un approdo raggiunto dopo un’infanzia segnata dalle difficoltà familiari, dalla perdita del padre al rapporto complicato con la madre (il ragazzo era stato dato in affido). Da Padova, sua città natale (dove vive ancora l’anziana mamma), Dal Moro era arrivato a Reggio, ma i fantasmi dell’infanzia lo avevano accompagnato a lungo. Un percorso a ostacoli, fatto anche di cadute, fino a scoprire il suo talento da parrucchiere.
Finalmente sembrava aver trovato una strada sicura. Poi una storia d’amore finita male e gestita con grandissima difficoltà gli aveva causato nuovi problemi. Lui era consapevole di aver sbagliato e non si dava pace.

«Diceva sempre che aveva perso una pepita d’oro», dicono gli amici. Era così saltato il lavoro da parrucchiere al centro commerciale Ariosto e ne aveva trovato un altro a Correggio, in un’attività commerciale gestita da cinesi. Dalla casa in via Prampolini si era spostato a Correggio, dove viveva con due pakistani e un ragazzo di colore. Guadagni modesti, ma un modo per ricominiciare, ancora un volta. Una situazione resa complicata dal fatto di non avere un’auto. Per spostarsi usava un motorino.
Era stato vittima anche di un grave incidente che gli aveva lasciato gravi conseguenze alla spalla.

Stava facendo la riabilitazione, ma proprio da quell’incidente sperava di ottenere, grazie all’assicurazione, i soldi per poter aprire il proprio negozio. Fino alla tragedia di sabato sera. Con l’appuntamento sfumato con un’amica che aveva rinunciato perchè stava male e così Dal Moro aveva deciso di passare la serata con l’amico Luigi. Ciò che rimane di quel viaggio è un video tra follia e urla, droga e velocità. Qualche amico, senza volerlo giustificare, ha chiesto di ricordarlo - di fronte alla morte - anche per le difficoltà che ha dovuto affrontare nella sua vita.