Sassuolo, 20 novembre 2021 - "Con i bambini ha un modo di fare aggressivo. Non accetta che uno dei suoi figli abbia un problema da risolvere. Con la psicologa ha provato a negare le discussioni quotidiane ma l’ho smascherato davanti a lei: discutiamo tutti i giorni e anche per i bambini questa situazione non va bene...".

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Da una parte c’era la paura legata a quello che avrebbe potuto fare a lei e ai suoi tre bambini. Ma, ancor prima di andarsene di casa e trasferirsi dalla mamma Simonetta Elisa Mulas, nel confidarsi con un’amica, inviando una serie di audio spiegava quando fosse difficile andare d’accordo con il compagno. Nabil – spiegava la vittima – negava davanti agli altri e soprattutto alla psicologa a cui si era rivolta le continue discussioni tra le mura domestiche, ma anche l’aggressività con i due figli di 2 e 5 anni. Una lunga conversazione tra due amiche dalla quale emergono i motivi che hanno spinto la 43enne, via via, ad allontanarsi da quello che si è poi trasformato nel suo assassino.

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"Non lo sopporto più, è un rapporto ormai inutile", lamentava la donna confessando all’amica anche la difficoltà nella gestione dei bambini, soprattutto da quando aveva notato in uno dei due piccoli alcuni ‘comportamenti’ che andavano corretti con un’educazione basata su amore e comprensione. Mentre lui, Nabil, interveniva nei confronti del piccolo con aggressività. "Davanti alla dottoressa mi sono girata e gli ho detto che lui mi ha detto queste cose. L’ho detto davanti a lui – spiegava Elisa facendo riferimento alle liti continue – Mi continua a dire di andare dalla psichiatra e gli ho detto che vado dalla psicologa perché ho bisogno di supporto nella gestione dei piccoli".

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E ancora: "Quando la psicologa ha chiesto se in famiglia discutiamo...che lui mi ha guardato... lui ha detto no e mi sono girata. Ho detto: no? Ma se tutti i giorni... quando gli viene il nervoso non guarda chi c’è in casa. Lui pensava che la dottoressa non gli dicesse niente, che io fossi una visionaria e avessi visto nel nostro bambino cose che non esistevano. Ma una mamma non si sbaglia… Gli avevo detto che il bimbo aveva qualcosa ma lui non lo accetta. Se lui non vuole venire dalla psicologa prendo su i bambini e vado a vivere con loro... Se devo avere a che fare con delle teste così dure ... Il percorso si fa in due. Mi sono scocciata", ribadiva la vittima.

Dopo di che Elisa aveva confidato all’amica che il padre si rivolgeva ai piccoli in modo aggressivo. "Ha quelle maniere con i bambini che tendono all’aggressività. Quando li sgrida... Se devo avere a che fare con uno così. Se non vuole ascoltare nessuno e pensa di essere il re sceso in terra... Avrebbe bisogno di terapia". Elisa chiudeva poi la conversazione con un tono triste, quasi rassegnato sottolineando di volersene andare ma di non avere le possibilità economiche per farlo. "Meglio divisi che... Fosse per me, avessi le possibilità, ma ne ho tre. Dovrei essere a posto con il lavoro: come faccio a gestire una cosa del genere? Delle volte con la smania della famiglia felice... Ma per piacere. Ma uno sta felice e in pace da solo. P oi niente da dire per i miei bimbi. Ma da sola stavo bene. Pazienza, la vita prende delle strade…".