ANTONELLA MARCHIONNI
Cronaca

Caso latte Tre Valli: ipotesi di stop alla produzione per Fattorie marchigiane

L’azienda di Colli al Metauro: "Prevista attività di controllo dei processi" E intanto i prodotti non andranno alla Fiera Cibus di Parma

Lo stabilimento di ‘Fattorie marchigiane’

Lo stabilimento di ‘Fattorie marchigiane’

Pesaro, 7 maggio 2024 – “E’ prevista un’attività di controllo dei processi che si potrebbe tradurre in una sospensione della produzione ancora da definire". E’ ciò che si delinea all’orizzonte dello stabilimento di Fattorie Marchigiane, almeno secondo quanto ha profilato nella serata di ieri la direttrice marketing dell’azienda Tre Valli, Milvia Panico.

Aggiornamento: sospesa l’attività e dimissioni del presidente 

L’azienda di Montemaggiore al Metauro, controllata del gruppo jesino Tre Valli Cooperlat e che dà lavoro a circa 70 dipendenti, è coinvolta nell’inchiesta condotta dalla procura di Pesaro con l’ipotesi di reato di frode in commercio e adulterazione del prodotto.

Dopo una prima perquisizione condotta dal Nas di Ancona e dagli Ispettori del Ministero del 22 aprile scorso sono emersi i primi risultati delle analisi chimiche effettuate dall’istituto zooprofilattico di Perugia e che riportano una carica microbica superiore alla norma nei campioni analizzati. Venerdì scorso è stata compiuta un’ulteriore perquisizione e sequestro di prodotti e sabato è stato disposto da parte dell’azienda un richiamo di tre lotti di prodotti di mozzarelle per pizzeria.

Ora gli ulteriori sviluppi, stando a quanto riferisce la portavoce del gruppo, potrebbero andare nella direzione di uno stop. Ma non solo: lo stabilimento di Fattorie Marchigiane avrebbe dovuto presentare i propri prodotti allo stand Tre Valli della fiera Cibus di Parma che inizia oggi e termina venerdì prossimo. Si tratta di una grande manifestazione di riferimento per il settore agroalimentare Made in Italy. Anche in questo caso, tuttavia, l’azienda mostra cautela.

“Inizialmente erano previsti anche i prodotti di Colli Metauro – continua Milvia Panico –. Parteciperemo invece, per cautela, solo con quelli dello stabilimento di Amandola". Del resto anche gli stessi dipendenti si stanno interrogando sulle eventuali prossime mosse in attesa di comunicazioni ufficiali da parte dell’azienda.

Ieri nello stabilimento di via Cerbara sono intervenuti 5 tecnici del servizio veterinario di igiene degli alimenti di origine animale. "E’ stato fatto un sopralluogo per ulteriori accertamenti –, illustra Claudio Benedetti, responsabile del servizio veterinario Ast – in materia di sicurezza e igiene degli alimenti. I primi resi oggetto del richiamo dei prodotti da parte dei clienti sono già tornati e sono a disposizione dell’autorità giudiziaria".

La procedura di richiamo che si è concretizzata con la pubblicazione dell’allerta sul sito del Ministero della Salute riguarda 3 lotti di produzione (L2411300 L2411400 L2411500) con scadenza il 22, 23 e 24 maggio 2024. Viene indicato anche il marchio di identificazione dello stabilimento/produttore (IT 11 21 CE) e la ragione sociale a nome del quale viene commercializzato il prodotto "Fattorie Marchigiane Cons. Coop. Agricola".

E non sono mancate neanche reazioni alle dichiarazioni dell’assessore regionale alle politiche del lavoro ed ex sindaco di Colli al Metauro Alessandro Aguzzi che, in un’intervista al Carlino, ha difeso Fattorie Marchigiane. "Non ho dubbi sulla qualità delle persone che dirigono Fattorie Marchigiane. Per questo non credo alle accuse".

Gli risponde con una nota il consigliere regionale Romano Carancini del gruppo assembleare Partito Democratico. "L’assessore regionale Aguzzi non può dimenticarsi del ruolo istituzionale che ricopre e non può continuare a manifestare posizioni del tutto personali e prive di fondamento oggettivo in una vicenda che coinvolge autorità amministrative e giudiziarie".