Alberi tagliati a Villa Baccarini Mancava l’ok della Soprintendenza Presidente Asp accetta la condanna

Al decreto penale di 4800 euro si è opposto il giardiniere, ora a processo. Il dirigente della struttura sanitaria ha rinunciato. I carabinieri forestali riscontrarono "abbattimenti in luogo di potature" .

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Alberi tagliati a Villa Baccarini Mancava l’ok della Soprintendenza Presidente Asp accetta la condanna

Quelle che avrebbero dovuto essere semplici potature, tecnicamente sono diventate "abbattimenti e capitozzature", perché ai sensi del regolamento del verde del Comune di Russi quei rami superavano i 7 centimetri di diametro. Da questi tagli energici è però derivato un processo penale in quanto gli stessi sono stati eseguiti, in assenza di autorizzazione, all’interno di un parco che è tutelato dalla Soprintendenza ai beni paesaggistici, unitamente alla villa che circonda, vale a dire la Casa residenza per anziani Baccarini di via Faentina Nord. La Procura ha emesso decreti penali di condanna (4800 euro) a carico del presidente dell’Asp di Russi, Cervia e Ravenna, Raoul Mosconi, ex assessore a Forlì, in concorso col giardiniere che ha fatto i lavori. Per entrambi l’accusa è quella prevista dal codice dei beni culturali e del paesaggio, che punisce le opere illecite in assenza di autorizzazione. Il presidente dell’Asp – Azienda per i servizi alla persona –, difeso dall’avvocato Massimo Beleffi, si era inizialmente opposto, salvo poi ritirare l’opposizione prima dell’inizio del dibattimento, di fatto accettando la condanna. Il secondo, tutelato dall’avvocato Barbara Sedioli, ha scelto di difendersi davanti al giudice onorario Tommaso Paone. Ieri, nel corso della prima udienza, sono stati sentiti i testimoni dell’accusa, per fatti che risalgono al 2021.

A innescare l’indagine, è emerso, era stato un esposto alla Soprintendenza dell’ex presidente della Pro Loco di Russi, Riccardo Morfino, che aveva riscontrato tagli anomali nel parco di una villa che ha più di 70 anni e perciò è sotto tutela. Un funzionario ha verificato che i lavori erano stati effettuati in assenza di autorizzazione. "Scrissi all’ufficio Verde del Comune – ha spiegato – ma non ricevetti risposta. Nell’esposto erano allegate alcune foto: io sono un architetto conservatore e non un agronomo, ma quel taglio mi sembrava “forte“. Se c’è stato un danno? Per me sì". Partì così una comunicazione alla Procura, che il 15 settembre 2021 delegò un sopralluogo congiunto di carabinieri e Soprintendenza. I militari del Nucleo investigativo forestale riscontrarono "abbattimenti" e "capitozzature" operati su tigli, una quercia, un tasso e un acero campestre. Al funzionario della Soprintendenza risultavano un paio di precedenti richieste di autorizzazioni al taglio tra il 1995 e il 2015. Una dirigente del Comune di Russi ha invece spiegato che, proprio la necessità dell’autorizzazione, supera le violazioni al regolamento del verde, che al più avrebbe comportato sanzioni amministrative. Di fatto il Comune si chiama fuori. Alla prossima udienza, in ottobre, saranno sentiti i testimoni della difesa del giardiniere, mentre è già stata depositata la determina dell’Asp che lo incaricava di effettuare i lavori. La difesa cercherà di dimostrare che al giardiniere era stato richiesto un intervento d’urgenza per la presenza di rami rotti e sporgenti. E, soprattutto, che non non a lui, bensì al dirigente dell’Asp, spettava chiedere l’autorizzazione al taglio alla Soprintendenza.

Lorenzo Priviato