Una foto depositata durante la prima udienza
Una foto depositata durante la prima udienza

Faenza (Ravenna), 8 ottobre 2021 - Non solo la figlia Arianna. Per l’omicidio di Ilenia Fabbri, la 46enne massacrata il 6 febbraio scorso nel suo appartamento di via Corbara a Faenza, una richiesta di danni milionaria è arrivata anche dalle altre tre parti offese. Ovvero il padre Luciano, la zia Donatella Graziani e il fidanzato Stefano Tabanelli.

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Nel processo partito mercoledì mattina davanti alla corte d’assise di Ravenna, i tre si sono costituiti parte civile con l’avvocato forlivese Massimiliano Starni. Un passo tutt’altro che scontato soprattutto per Tabanelli visto che lui e Ilenia ancora non convivevano in maniera stabile.

Ecco che allora il legale, oltre a citare sentenze della Cassazione che hanno stabilito che in questi casi il compagno delle defunta può costituirsi parte civile anche se saltuariamente convivente qualora il legame sia "stabile e duraturo", alla sua richiesta, poi accolta dalla corte, ha allegato lettere d’amore, fotografie e filmati che ritraggono i due assieme. Tra il materiale fornito alle parti, figurano anche le immagini delle mani sovrapposte con, al dito, le fedi di promessa di matrimonio (Ilenia era separata ma non ancora divorziata) recanti i rispettivi soprannomi incisi: ’Taba’ e ’Tajadela’ (tagliatella).

Nei documenti depositati, è stata anche indicata la cifra dei lamentati danni: in totale 3 milioni di euro. Per la precisione un milione e 500 mila euro per il padre, 500mila euro per la zia e un milione per il fidanzato.

La richiesta è in solido per entrambi gli imputati: ovvero il 54enne meccanico faentino Claudio Nanni ex marito della vittima, difeso dall’avvocato Francesco Furnari e inquadrato dall’accusa quale mandante del delitto; e il 53enne Pierluigi Barbieri, alias lo Zingaro, di origine cervese ma negli ultimi tempi residente nel Reggiano e sicario reo-confesso dell’omicidio. Così come in solido per entrambi è la richiesta formulata da Arianna nella sua costituzione di parte civile depositata attraverso l’avvocato manfredo Veronica Valeriani.

La giovane ha delineato danni per 2 milioni di euro chiedendo ai giudici anche il sequestro conservativo dei beni, sia mobili che immobili, di entrambi gli imputati - quindi anche il padre - a tutela del patrimonio da cui attingere in futuro il risarcimento.

Sul sequestro , la decisione della corte arriverà nella prossima udienza, fissata per il 21 ottobre. In quella sede si deciderà anche in merito alla richiesta della difesa Barbieri (avvocati Marco Gramiacci e Simone Balzani) per una perizia psichiatrica che vagli se "le sue capacità sono grandemente o parzialmente scemate" alla luce del fatto che l’imputato ha avuto problemi con la cocaina e ha riportato un incidente motociclistico grave tanto da essere stato diverse volte preso in carico da Sert e da centri di salute mentale.

In ragione di quella che è stata definita "estemporaneità della richiesta", il pm Angela Scorza titolare del fascicolo assieme al collega Daniele Barberini, ha chiesto la "possibilità di esaminare la documentazione": da qui la decisione della corte di rinviare il confronto sul punto alla prossima udienza.

Oltre alla pubblica accusa, c’è chi ha già espresso perplessità sulla necessità di una perizia psichiatrica: "Da un rapido esame dei documenti prodotti - ha avuto modo di dire in aula l’avvocato Starni - è evidente che non ci sia alcuna patologia in grado di inficiare la capacità" del Barbieri. Opposto il parere della difesa Nanni: "Dato incontrovertibile - ha sostenuto Furnari - è rappresentato da problematiche del Barbieri legate sia a uso e abuso di sostanze stupefacenti" che a disagi "mentali e fisici connessi a un grave incidente".