Matteo Cagnoni vorrebbe venire ricoverato in una clinica di Brisighella
Matteo Cagnoni vorrebbe venire ricoverato in una clinica di Brisighella

Bologna, 26 settembre 2019 - Ergastolo. La Corte d'appello  di Bologna ha confermato la pena del giudizio di primo grado per Matteo Cagnoni, 54 anni, accusato di aver ucciso la moglie Giulia Ballestri, 39 anni a  bastonate il 16 settembre 2016 nella villa di famiglia di via Padre Genocchi, a Ravenna. L'impianto della sentenza di primo grado è stato confermato in toto, comprese le aggravanti.

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Così come sono state confermate le provvisionali per i genitori di Giulia Ballestri, per il fratello e per i tre figli della donna, per un totale di 4 milioni e 200mila euro. Cagnoni dovrà risarcire inoltre le altre parti civili: il Comune di Ravenna, l'Udi, Linea Rosa e Dalla parte dei minori, come aveva stabilito anche la sentenza di primo grado.

In mattinata avevano parlato gli avvocati Giovanni Scudellari, che tutela gli interessi della famiglia Ballestri, e Gabriele Bordoni, il legale difensore del dermatologo che aveva chiesto una perizia psichiatrica per il proprio cliente. Richiesta respinta  dalla giuria che ha accolto  la tesi del procuratore generale Gianluca Chiapponi confermando il verdetto del giugno 2018. Ora a Cagnoni, che si è visto rifiutare anche la richiesta di domiciliari in clinicaresta solo l'ultima carta del ricorso in Cassazione

"Le cose sono andate come dovevano andare. Ogni sentenza è uno strazio perché si riapre una ferita. È soltanto il secondo grado, aspettiamo la sentenza definitiva", è il commento di Giovanni Scudellari, che assiste come parte civile la famiglia di Giulia Ballestri.