Ravenna, 7 marzo 2021 - Lo Zingaro, per il giudice, era uno che aveva fatto una scelta precisa: “La violenza come stile ordinario di vita”. E c’è una intercettazione in particolare che ha fatto “emergere prepotentemente” quella che è stata definita essere “la sua propensione per la commissione di delitti a pagamento”. Come quello appunto di Ilenia Fabbri, la 46enne ammazzata il 6 febbraio nel suo appartamento di Faenza. Per gli inquirenti, il sicario è proprio il 53enne Pierluigi Barbieri, originario di Cervia ma domiciliato nel Reggiano e conosciuto anche come ‘lo Zingaro’. A incaricarlo dietro compenso, sarebbe stato l’ex marito della vittima, il 54enne faentino Claudio Nanni.

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A questo punto si arriva all’intercettazione citata dal gip Corrado Schiaretti nella sua ordinanza di carcerazione per i due sospettati. Il contesto è quello di una spedizione punitiva compiuta il 17 febbraio 2020 a Predappio ai danni di un 52enne, peraltro disabile, che si era tirato indietro dopo essere stato contattato per guidare un carico rubato di materiale ferroso da Marghera a Ravenna. Un episodio per il quale Barbieri era stato arrestato il 6 aprile assieme ad altre tre persone. Il 10 agosto era stato scarcerato e il 20 gennaio in abbreviato condannato a 5 anni e 4 mesi. Per l’accusa, i quattro volevano estorcere al malcapitato 500 euro quale indennizzo per il ‘disturbo’. E il Barbieri, indicato alla vittima come ‘capo degli zingari’ e anche come ‘Denis Sinto’, era stato ingaggiato quale “valido e affidabile picchiatore” svolgendo “diligentemente tale funzione”. Secondo il racconto del 52enne, era stato Barbieri a infierire con un manganello telescopico in metallo strappato di mano a un altro degli aggressori: e così la vittima, cercando di ripararsi con la mano sinistra, aveva riportato la frattura di anulare e mignolo.

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Non solo: la Zingaro a un certo punto, aprendosi la camicia, a suo dire gli aveva mostrato il calcio di una pistola: “C’è anche questa per te!”. E sempre lo Zingaro era stato quello che aveva preso varie banconote dall’appartamento. Di quell’‘impresa’, il Barbieri si era vantato parlando al telefono con un conoscente, ignaro del fatto che quella intercettazione, datata 16 marzo 2020, lo avrebbe inguaiato doppiamente: da subito per la spedizione punitiva, in futuro per l’omicidio di Ilenia. Ecco le sue parole a partire dalla ricerca dell’appartamento dello sventurato: “Sono passato dietro, sono salito su nel condominio e ho iniziato a…a suonare i campanelli: conoscete tizio? ‘no no no’, uno mi dice ‘l’ultimo piano’. Benissimo vado su”. E’ a quel punto che il 53enne entra in azione: “Busso gli do quattro legnate alla…al coso…alla porta e sento dopo un po’ uno che si muove…ho detto…(imprecazione)…eccolo, si era, si era nascosto in casa, con un calcio gli ho buttato giù la porta…proprio buttata giù…bu bum, sono entrato nel frattempo si era chiuso nella camera da letto e aveva telefonato ai carabinieri”. Non è certo quella seconda porta chiusa a scoraggiare lo Zingaro: “Gli ho dato un calcio e non veniva giù, due calci e non veniv a…tre calci e bum è andata giù”. Ed ecco il bersaglio della spedizione punitiva: “Io non l’avevo mai visto questo…gli son volato addosso con il frustino d’acciaio, bum bum bum”. E ancora: “Ti spacco i denti, gli stavo dando una legnata sui denti, me lo tolgono, vado in cucina, ritorno, fa: ‘ma no ma sei matto’. Ho detto: se non tiri fuori i soldi ti rovino”. E’ per danaro, secondo l’accusa, che Barbieri aveva agito con tanta determinazione: e sempre “per danaro, e per nessun altro possibile interesse, che ha accettato di sopprimere la vita di Ilenia Fabbri”.