Aveva confermato i sospetti dei medici

Lugo (Ravenna), 30 agosto 2018 - Il virus del Nilo ha fatto la sua terza vittima in poche settimane. Si tratta di un 83enne della Bassa Romagna deceduto lunedì scorso in ospedale a Lugo. L’uomo, già segnato da varie patologie alcune delle quali gravi, era entrato all’‘Umberto I’ tra l’8 e il 9 agosto scorso a causa di una febbre persistente. Era stato poi ricoverato in Terapia Intensiva senza tuttavia mai riprendersi. I test di laboratorio avevano intanto confermato i sospetti dei medici: si trattava proprio di West Nile virus.

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Con quello dell’83enne, salgono a tre i decessi legati al virus sul territorio ravennate, due nella sola Bassa Romagna: prima di lui nei giorni scorsi, stessa sorte era infatti toccata a un 85enne di Lugo e a una 86enne del comprensorio faentino, entrambi segnati da gravi e pregresse patologie. A livello regionale, invece, è la settima vittima: sono infatti 4 i decessi avvenuti in provincia di Ferrara.

Cos'è

In totale sull’intera provincia ravennate, sono nove i casi di West Nile virus diagnosticati in seguito a ricovero e contestuali analisi di laboratorio. Si tratta perlopiù di pazienti ultrasessantenni segnati da altre patologie debilitanti. Di questi, tre sono appunto quelli deceduti e due quelli tutt’ora ricoverati. Tutti gli altri sono già stati dimessi.

Chi avesse dubbi su questo particolare tipo di virus, ha la possibilità di chiarirseli andando a vistare l’apposita sezione del sito dell’Ausl Romagna (www.auslromagna.it). Tra le altre cose, vi si specifica che l’andamento epidemiologico delle forme gravi di malattia da West Nile virus, mostra che a essere colpiti sono prevalentemente anziani e persone con patologie croniche in atto. È bene qui precisare ancora una volta che chi ha contratto il virsu in questione, non è contagioso per le altre persone né in maniera diretta (vedi respirando la stessa aria) né in maniera indiretta (subendo la puntura della medesima zanzara).

La malattia, come precisa l’Ausl sempre on line, non si trasmette cioè da uomo a uomo e la persona malata non è in grado di infettare la zanzara.

Dato che gli uccelli costituiscono il serbatoio di questo virus, la zanzara, che ne è il vettore, si infetta pungendo volatili infetti e, infettandosi a sua volta, può occasionalmente trasmettere la malattia all’uomo.

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L’azienda, che così come i vari Comuni del territorio ravennate ha avviato specifiche misure per contenere la diffusione delle zanzare, ha in più occasioni dispensato i consigli utili da seguire per non essere punti da nessun tipo di zanzara (comune o tigre che sia). È buona prassi ad esempio indossare all’aperto indumenti chiari che coprano la maggior parte del corpo. Meglio inoltre evitare profumi, creme, dopobarba e quant’altro attragga gli insetti. Utili possono rivelarsi i repellenti cutanei, anche spruzzati sugli abiti, la cui efficacia dipende dal principio attivo e dalla sua concentrazione.

Per quanto riguarda infine gli ambienti chiusi, buona cosa sarebbe schermare le finestre con zanzariere a maglie strette. In alternativa, ci sono gli insetticidi, spray o a pastiglia: ma così sarà bene tenere le finestre opportunamente aperte per arieggiare i locali.

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