
Un 45enne ha dato in escadescenza lunedì pomeriggio a Cavriago. Il sindacato dei militari contro la decisione del giudice: "Siamo poco tutelati".
Ha aggredito due carabinieri che sono stati costretti a utilizzare il taser per bloccarlo e arrestarlo dopo diverse difficoltà. L’uomo, stamattina è comparso davanti al giudice del tribunale di Reggio che ha convalidato l’arresto per poi rimetterlo immediatamente in libertà. Un provvedimento che ha scatenato l’ira del Sim: "Esprimiamo profonda indignazione", ha detto il sindacato dei militari dell’Arma, tramite una nota. Un altro scontro coi togati che viene da lontano, rispetto ai temi della certezza della pena e con l’applicazione delle leggi, dibattito assai acceso anche dopo la recente riforma della giustizia.
I fatti risalgono al tardo pomeriggio di lunedì, poco prima delle 19,30, a Cavriago. I carabinieri della stazione di Montecchio sono stati allertati da una donna scesa in strada per paura che il marito, un 45enne, potesse aggredirla per avergli nascosto le chiavi dell’auto al fine di non farlo guidare, ma anche fare del male a sé stesso, avendo messo in pratica atti autolesionistici nella loro abitazione. Una volta arrivati sul posto, i militari hanno cercato di tranquillizzare e riportare l’uomo alla calma.
Ma lui, in evidente stato di alterazione, ha cominciato prima a sfogarsi per alcune situazioni sue personali, mostrando un’iniziale collaborazione. Poi, all’arrivo del personale sanitario che avrebbe dovuto portarlo in ospedale per i controlli del caso, si è agitato nuovamente e infine si è scagliato contro i due militari. I quali, nonostante siano rimasti feriti (per loro, tre e sette giorni di prognosi riportati dopo le cure mediche per le gomitate ricevute al volto e alla schiena), sono riusciti poi a immobilizzarlo con gli strumenti in dotazione.
Ieri mattina all’udienza di convalida, è stato però liberato su decisione del giudice. "Nonostante la gravità dei fatti e la convalida dell’arresto, si è assistiti all’ennesima immediata liberazione – tuona il Sim – Un epilogo che suscita sconcerto e amarezza tra i Carabinieri, i quali ogni giorno rischiano la vita per garantire sicurezza e legalità ai cittadini. Per noi non è accettabile che chi alza le mani contro un appartenente alle forze dell’ordine possa tornare subito in libertà".
Infine, il grido d’appello forte e chiaro rivolto alle istituzioni: "Servono norme più severe e una reale tutela per chi indossa una divisa e rappresenta lo Stato. Ribadiamo la vicinanza ai colleghi feriti, augurando loro una pronta guarigione. E chiediamo con forza che si apra un serio confronto istituzionale per colmare il divario tra l’enorme responsabilità affidata agli operatori della sicurezza e la continua impunità sotto gli occhi di tutti di chi ogni giorno li aggredisce", conclude il sindacato italiano militari carabinieri.