MANUEL SPADAZZI
Cronaca

I Mutoid fanno causa: si allontana lo sfratto

Ricorso al Tar contro il Comune. Il processo andrà per le lunghe: artisti salvi almeno fino al 2026, in attesa di una soluzione

Ricorso al Tar contro il Comune. Il processo andrà per le lunghe: artisti salvi almeno fino al 2026, in attesa di una soluzione

Ricorso al Tar contro il Comune. Il processo andrà per le lunghe: artisti salvi almeno fino al 2026, in attesa di una soluzione

Lo sfratto è uno spettro che si allontana, per i Mutoid. In attesa di capire i prossimi passi del Comune e della Regione per garantire agli artisti la permanenza a Santarcangelo, dopo che a gennaio – con sentenza definitiva – i giudici del Consiglio di Stato hanno dichiarato le loro abitazioni abusive, una prima conquista i Mutoid l’hanno già ottenuta. Stefano Valeriani, l’avvocato che assiste gli artisti da tanti anni, ha presentato da pochi giorni al Tar il ricorso contro il nuovo provvedimento di sgombero notificato dal Comune. Era un atto dovuto dell’amministrazione, dopo la sentenza del Consiglio di Stato. I Mutoid l’hanno impugnato, facendo ricorso al Tribunale amministrativo regionale e allontanando così i tempi di un eventuale sgombero.

"Il nostro atto è già stato notificato al Comune – spiega l’avvocato Valeriani – Abbiamo evitato di chiedere al Tar la sospensiva del provvedimento. Chiediamo ai giudici di entrare nel merito". Una mossa decisa per guadagnare tempo. Senza richiesta di sospensiva i tempi per l’udienza si allungheranno, e di molto. I giudici devono ancora fissare la data dell’inizio del processo. Visti e considerati i tempi (biblici) della giustizia, è certo che se ne riparlerà tra un anno. Insomma: i Mutoid potranno dormire sonni tranquilli fino al 2026. Il ricorso presentato dagli artisti è piuttosto articolato. "Principalmente si basa sul difetto di istruttoria – continua Valeriani – Prima dell’atto di sgombero, il Comune non ha fatto alcun sopralluogo. Né ha emesso una nuova ordinanza. Si è limitato a comunicare che era di nuovo valida l’ordinanza del 2013". Ovvero quella emessa dall’amministrazione – all’epoca appena commissariata – in seguito agli abusi rilevati al campo Mutoid. Quell’ordinanza fu revocata l’anno dopo, nel 2014, quando il Comune approvò un piano urbanistico speciale dedicato a Mutonia, per stabilire una volta per tutte l’unicità del campo e delle sue abitazioni e legittimare l’insediamento dove gli artisti vivono dal 1990. Ma quel piano è decaduto quando a gennaio i giudici del Consiglio di Stato – accogliendo il ricorso di un residente – hanno stabilito che le case dei Mutoid sono abusive e che gli abusi non sono sanabili. Nel ricorso dei Mutoid la questione degli abusi non viene affrontata. La sentenza è definitiva, su quello non ci si può fare nulla. Il ricorso al Tar "contesta esclusivamente – conferma Valeriani – il nuovo provvedimento di sgombero". In attesa che il Comune e la Regione trovino insieme una soluzione giuridica e amministrativa che permetta ai Mutoid, una volta per tutte, di restare a Santarcangelo.

Manuel Spadazzi