Nella foto Zanza con Lucia, l’ex socia che aveva aperto un bar insieme a lui e che attualmente gestisce una lavanderia in via Tripoli
Nella foto Zanza con Lucia, l’ex socia che aveva aperto un bar insieme a lui e che attualmente gestisce una lavanderia in via Tripoli

Rimini, 28 settembre 2018 - In Svezia gli hanno eretto addirittura una statua. Nella sua Rimini si merita «almeno una strada, una rotatoria o un giardino», dicono gli amici storici. Perché Zanza, nel bene e nel male, è stato il simbolo di un’epoca irripetibile di Rimini. Perché ha vissuto una vita da film.

IL FUNERALE / Rose bianche e giornalisti da tutto il mondo

E la morte di Maurizio Zanfanti è stata degna del suo mito di latin lover. Zanza è morto a 63 anni, facendo quello che sapeva fare meglio: amare le donne. Il ‘re dei playboy’ si è spento per un arresto cardiocircolatorio, che lo ha colpito subito dopo aver fatto l’amore con una ragazza (di origini romene), più giovane di lui di quasi 40 anni.

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Ieri, in tarda mattinata, è arrivato il nulla osta del magistrato per le esequie. I funerali si svolgeranno domani (sabato 29) alle 15 alla chiesa del cimitero comunale di Rimini. Ma la famiglia Zanfanti, prima di decidere per il cimitero centrale alle Celle, aveva valutato anche altre possibilità. La chiesa di Bellariva, ad esempio, «ma abbiamo dovuto rinunciare – dicono i familiari – perché era già occupata». E la chiesa di Regina Pacis in via Lagomaggio. «Qui Maurizio – ricorda la zia del playboy, Nives Succi, sorella della madre di Zanza – aveva fatto la comunione e la cresima. E poi è proprio la chiesa vicino a casa sua».

Ma quando la famiglia ha chiesto ad Amir (l’agenzia di pompe funebri incaricata) di organizzare i funerali a Regina Pacis, dopo un po’ si è sentita rispondere che «non era possibile. Abbiamo chiesto il motivo – continua Nives – ci è stato spiegato da Amir che il parroco preferiva evitare che i funerali venissero celebrati a Regina Pacis, per il troppo clamore mediatico che la morte di Maurizio ha sollevato».

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Nel pomeriggio così si è deciso di celebrare le esequie al cimitero comunale. Ma «restiamo molto stupiti e amareggiati per questa vicenda – continua Nives Succi – Noi familiari, e anche i tanti vicini di casa che in queste ore sono venuti a informarsi della data e del luogo dei funerali». Nives e altri parenti di Zanza vogliono andare fino in fondo alla questione: «Chiederemo spiegazioni alla Curia». Il parroco di Regina Pacis, don Raffaele Masi, da noi interpellato al telefono in serata, si trincera dietro al silenzio. «Mi hanno chiamato in tanti per Zanza, non intendo fare alcuna dichiarazione».

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Anche la madre Teresa e i fratelli del playboy, Loris e Mara, continuano a essere subissati di telefonate. «Sapevamo che Mauro (come gli amici intimi e i familiari lo chiamavano) era famoso, ma non immaginavamo fino a questo punto – confessa Mara – E’ un bel segnale di affetto nei suoi confronti». Ma «ora – conclude – vorremmo essere lasciati un po’ in pace. Rispettate il nostro dolore e ricordate Mauro per quello che era davvero: una persona speciale, buona, gentile e generosa». Perché dietro a quell’aria da Casanova di provincia e all’improbabile zazzera bionda «c’era molto di più».

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