Massimo Bergamin
Massimo Bergamin

Rovigo, 22 febbraio 2019 - Era stata una candidatura quasi a sorpresa quella di Massimo Bergamin nel 2015. Era stato imposto dalla Lega all’alleato Forza Italia che ha dovuto sostenerlo perché già all’epoca la voce grossa a destra, sopratutto in Veneto, era quella del Carroccio. Al primo turno però, nonostante il traino del presidente della Regione Luca Zaia che quel 31 maggio aveva stravinto le regionali, Bergamin si era fermato al 18,5 per cento dei consensi, parecchi punti dietro la candidata del Partito democratico, Nadia Romeo che al primo turno aveva raccolto quasi il 25 per cento. Dietro di loro la coalizione centrista dell’ex sindaco Paolo Avezzù (terzo) e quella civica di Silvia Menon (quarta), entrambi al 15,5 per cento.

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Al ballottaggio Avezzù, che aveva un pre accordo con il Pd, ha cambiato idea all’ultimo momento stringendo il patto con Bergamin. La civica di Silvia Menon così come il Movimento 5 stelle (10 per cento) sono rimasti neutrali. Così ha vinto la Lega Nord sfiorando il 60 per cento e Nadia Romeo si è seduta tra i banchi dell’opposizione. Quella di Bergamin era stata una resurrezione perché, da braccio destro dell’allora capo provinciale del Carroccio, Antonello Contiero, aveva combattuto contro l’allora capo regionale della Lega, l’ex sindaco di Verona, Flavio Tosi. Quando però è iniziato il declino di Tosi e la sua successiva espulsione, Bergamin è stato fatto rientrare dalla porta principale grazie all’amicizia con l’ex sindaco di Padova, Massimo Bitonci. Il suo mandato è iniziato con Ezio Conchi (Forza Italia) vice sindaco ed una giunta di assessori che sono stati via via rimossi, silurati e sfiduciati in successione.

Fino all’ultima formazione che era completamente stravolta rispetto a quella di partenza. La prima ad essere stata fatta fuori era stata Roberta Ravenni (urbanistica, Lega). Era l’11 dicembre 2015, a pochi mesi dalle elezioni. Poi è stata la volta di Michele Brusaferro (commercio, gruppo Avezzù), maggio 2016, poi Beatrice Di Meo (sociale) il 10 ottobre 2016, Andrea Donzelli (cultura, uomo di fiducia del sindaco) ha dovuto fare le valigie il 19 luglio 2017. Poi è stata la volta di Ezio Conchi, il 31 gennaio 2018. La revoca degli ultimi 8 è dello scorso 31 gennaio, se ne sono dovuti andare in un colpo solo Andrea Bimbatti (vicesindaco), Susanna Garbo, Antonio Saccardin, Alessandra Sguotti, Federica Moretti, Luigi Paulon, Patrizia Borile e Stefano Falconi. Bergamin era rimasto solo, una solitudine a durata 22 giorni, fino a ieri, quando 22 consiglieri si sono dimessi e l’hanno mandato a casa.

t. m.