La discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo, dove un anno fa morirono 6 persone (Ansa)
La discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo, dove un anno fa morirono 6 persone (Ansa)

Ancona, 6 dicembre 2019 - La Procura della Repubblica di Ancona ha depositato al gip la richiesta di giudizio immediato per sei persone, arrestate il 2 agosto nell'ambito dell'inchiesta sulla strage della discoteca Lanterna azzurra di Corinaldo, in cui morirono cinque adolescenti e una giovane madre e circa 200 persone rimasero ferite. Si tratta della 'banda dello spray', giovani tra i 19 e i 22 anni, del Modenese, che in varie località italiane hanno usato spray urticante in discoteche e locali per rubare catenine e monili.

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La notte dell’8 dicembre 2018, presso la discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo era previsto un DJ set del trapper italiano Sfera Ebbasta. Poco prima dell’arrivo del trapper alcuni malviventi spruzzano dello spray al peperoncino, causando una calca di persone che per il panico si diresse verso l’uscita d’emergenza. 

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I sei sono ritenuti responsabili di omicidio preterintenzionale, associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti con strappo e rapine, lesioni personali e singoli episodi di rapine e furti con strappo.

Secondo la Procura, ad un anno dalla tragedia, alla luce dei risultati emersi durante la complessa attività di indagine coordinata dalla stessa Procura e condotta dai dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Ancona, con il contributo tecnico del Racis e dell'Università Politecnica delle Marche, sono emersi "chiari e concordanti elementi di responsabilità" nei confronti dei componenti della 'banda dello spray', che si trovano in stato di custodia cautelare.

Esce invece dalla vicenda il 65enne ricettatore del gruppo, che il 2 dicembre ha patteggiato con il gip di Ancona una condanna a 4 anni e due mesi di reclusione e una multa di 2.000 euro per associazione per delinquere e ricettazione continuata.