
L’appello di "Aria Nostra" agli altri gruppi cittadini dopo la delusione incassata in consiglio regionale: "Ma noi non ci fermiamo"
"La maggioranza in Regione è uscita malissimo dalla seduta di martedì", secondo l’avvocato Monia Mancini, esperta in reati riguardanti ambiente e salute, che segue in via extragiudiziale il Comitato "Aria Nostra", impegnato per fermare la costruzione del crematorio al cimitero di Tavernelle. In occasione della seduta del 29 luglio il Consiglio Regionale ha respinto la proposta di emendamento a firma di tutta la minoranza e caldeggiata fortemente dal Comitato. Approvando l’emendamento sarebbero stati introdotti, all’interno della legge di assestamento di bilancio, l’impegno a redigere il piano di coordinamento, cogente poiché introdotto con norma di legge, e una moratoria sulla realizzazione degli impianti crematori. Nonostante il presidente della Regione Marche e i consiglieri di maggioranza, a detta del Comitato, abbiano riconosciuto la ragionevolezza della richiesta formalizzata nell’emendamento, l’aula lo ha respinto. "A riprova della condivisione dell’intento – rimarca Daniela Diomedi del Comitato Aria Nostra – la maggioranza ha approvato un ordine del giorno che contiene, sostanzialmente, l’elencazione degli stessi obiettivi contenuti nell’emendamento ma che non impegnerà nessuno, stante l’imminente fine della legislatura".
"Il piano di coordinamento – spiega l’avvocato Mancini – avrebbe dovuto essere approvato entro sei mesi della legge nazionale del 2001 sui crematori. Non è stato fatto e, solo dopo venti anni, la Regione si è impegnata a prepararlo, a maggio 2021, ma cinque anni non sono bastati e oggi, impegnandosi di nuovo con l’ordine del giorno approvato il 29 luglio, dimostra di essere inadempiente. Quello del Comitato è quindi anche un atto dovuto dal punto di vista normativo". "A ottobre – constata Diomedi – i lavori per il crematorio potranno iniziare, ma noi non ci fermiamo. Saremo capillari, quartiere per quartiere, perché è il problema delle emissioni riguarda tutta Ancona. Ci inseriremo nei Ctp e ragioneremo con gli altri comitati ambientalisti che si sono formati in città". L’emendamento proposto al voto del Consiglio regionale delle Marche, aggiunge Diomedi, era identico a quello approvato di recente in Puglia per bloccare il Comune di Capranica che aveva proceduto senza coordinamento regionale. "Il sindaco di Ancona non può continuare a girare la testa dall’altra parte – prosegue Diomedi – cercheremo di convincere Silvetti e la sua truppa che in mancanza di norme regionali precise non può realizzare inceneritori né qui né altrove. L’obiettivo resta quello di raggiungere lo stop a qualunque edificazione. Non andiamo in ferie, anche perché siamo sostenuti dal PD di Ancona, che dopo il voto del 24 settembre ci ha ripensato e ci appoggia insieme al consigliere Rubini, con noi sin dall’inizio. Abbiamo incassato anche l’appoggio del candidato alla presidenza regionale, Matteo Ricci, che si è impegnato a presentare il nostro emendamento, una volta eletto". Simone Spina, portavoce del Comitato Aria Nostra, cita i casi di Lazio e Campania, dove l’emendamento è stato approvato, e propone un incontro a tutti i candidati alle elezioni regionali.