Bologna, 17 novembre 2021 - Dopo il calo dei contagi Covid di ieri, arriva il boom anche in Emilia Romagna: i nuovi positivi oggi sono 756, quasi duecento in più rispetto a 24 ore prima. Il 95,6% dei casi attivi è in isolamento a casa, senza sintomi o con sintomi lievi. L’età media dei nuovi positivi è di 41 anni. Purtroppo si registrano due decessi: uno in provincia di Bologna (un uomo di 86 anni) e uno in provincia di Ravenna (una donna di 98 anni).

L'aggiornamento Contagi oggi, il bollettino dell'Emilia Romagna del 18 novembre 2021. Boom di nuovi casi

Ma la curva dei contagi covid spaventa un po' in tutt'Italia: oggi in Veneto si sfiorano i 1.500 nuovi casi in 24 ore. In Emilia Romagna sono sempre di più, purtroppo, gli studenti in quarantena a causa di nuovi positivi tra i banchi di scuola.

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Covid Emilia Romagna: il bollettino del 17 novembre 2021

Covid, il bollettino di oggi in Emilia Romagna

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 441.494 casi di positività, 756 in più rispetto a ieri, su un totale di 40.443 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è dell’1,9%.

Dei nuovi contagiati, 281 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 271 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 311 sono stati individuati all’interno di focolai già noti. Quanto alle vaccinazioni, alle 15 sono state somministrate complessivamente 7.135.591 dosi; sul totale sono 3.533.701 le persone che hanno completato il ciclo vaccinale. Le terze dosi sono 310.354.

I nuovi casi provincia per provincia

La situazione dei contagi nelle province vede Bologna con 139 nuovi casi e Ravenna con 131; seguono Forlì e Rimini (entrambe 101 casi); poi Ferrara (68), Cesena (64), Reggio Emilia (47) e Imola (36); quindi Piacenza e Parma (entrambe 26 casi), e infine Modena con 17 nuovi casi.

 

Balzo dei ricoveri in Emilia Romagna

Si registra in regione un nuovo balzo di ricoveri con un totale di 500 pazienti Covid-19 negli ospedali, di cui 41 in terapia intensiva. In terapia intensiva c'è un paziente in meno rispetto a ieri ma nei reparti Covid se ne contano ben 26 in più.

Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 2 a Piacenza (-1 rispetto a ieri); 4 a Parma (-1); 5 a Reggio Emilia (invariato); 4 a Modena (invariato); 13 a Bologna (-1); 4 a Imola (+1); 5 a Ferrara (+1); 2 a Ravenna (invariato); 1 a Cesena (invariato); 1 a Rimini (invariato). Nessun ricovero in terapia intensiva a Forlì (invariato).

 

Covid in Italia: superati i 10mila contagi

Ancora in crescita la curva epidemica in Italia. I nuovi casi sono 10.172, per la prima volta sopra quota diecimila dall'8 maggio scorso, contro i 7.698 di ieri e soprattutto i 7.891 di mercoledì scorso. Con 537.765 tamponi, quasi 150mila meno di ieri, tanto che il tasso di positività sale dall'1,1% all'1,9%. I decessi sono 72 (ieri 74), per un totale di 132.965 vittime dall'inizio dell'epidemia. Ancora in crescita i ricoveri: le terapie intensive sono 5 in più (ieri +6) con 39 ingressi del giorno, e salgono a 486, mentre i ricoveri ordinari sono 90 in più (ieri +162), 4.060 in totale. 

Terapi intensive: preoccupa il Friuli-Venezia Giulia

Al momento tutte le nostre regioni rimangono in zona bianca ma alcune potrebbero presto tornare a tingersi di giallo. È il caso, ad esempio, del Friuli-Venezia Giulia, sotto la lente di ingradimento anche per quanto riguarda l'occupazione dei posti letto in ospedale, sia nei reparti ordinari, sia in quelli di terapia intensiva. L'occupazione dei posti letto all'interno dei nosocomi rappresenta, infatti, uno dei parametri, che determinano l'eventuale passaggio in una fascia di rischio più alta e, di conseguenza, il cambio del proprio colore: per la terapia intensiva la soglia critica è 10%, percentuale che sale al 15%per quanto riguarda i reparti ordinari. Secondo gli ultimi dati aggionati dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali ( Agenas), la situazione peggiore si registra, dunque, in Friuli-Venezia Giulia, dove la percentuale di ricoverati positivi in terapia intensiva rispetto ai posti disponibili è del 14%. Una percentuale che scende al 13% nei reparti ordinari. Sul secondo gradino del podio di questa non invidiabile classifica ci sono le Marche, dove le terapie intensive sono occupate al 10% e i reparti ordinari al 7%. Non va meglio nemmeno nella provincia autonoma di Bolzano, dove l'occupazione delle terapie intensive è pari al 9% e quella nei reparti ordinari si attesta al 14%.

Nelle nostre regioni, Emilia Romagna e Veneto, la percentuale di occupazione di terapie intensive e reparti ordinari è del 5%. Un dato che rassicura, almeno per ora, sulla permanenza in zona bianca

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Nuovi medici di base

La Regione corre ai ripari contro la carenza dei medici di famiglia e apre a 317 laureati in Medicina e Chirurgia l'opportunità di accedere a un bando di concorso pubblico (per esami), e a un avviso per graduatoria riservata, per il corso triennale di formazione specifica in medicina generale 2021-2024. L'impegno finanziario della Regione è di 3,5 milioni di euro: risorse regionali che serviranno a far fronte alle spese di organizzazione del corso. Rispetto ai 95 posti messi a disposizione per il bando 2021-2023, sono 178 quelli stabiliti per il corso 2021-2024, ai quali si aggiungono anche per quest'anno i 78 da graduatoria riservata ("Decreto Calabria" del 2019), e, novità assoluta, gli ulteriori 61 stabiliti dal Pnrr.

Covid a Bologna: in arrivo nuovi posti letto

"Non c'è dubbio che stiamo raccogliendo una riduzione nella percezione del rischio, in parte dovuto al fatto che abbiamo visto ridursi l'impatto sulla gravità clinica dell'infezione da Covid": così Lorenzo Roti, direttore sanitario dell'Ausl di Bologna spiega l'aumento dei contagi sotto le Due Torri. Sul ruolo che possano avere le manifestazioni 'No Green Pass' Roti glissa: in generale "i comportamenti stanno lasciando spazio ad un rischio di contatto e di contagio maggiore rispetto a qualche mese fa. Dobbiamo semplicemente continuare a ribadire: distanza, mascherina, aerazione delle stanze". Ma intanto la sanità bolognese si attrezza: domani apriranno altri 12 posti letto di degenza ordinaria al Maggiore ed è vicino un accordo con l'ospedale privato Villa Laura.

Sull'ipotesi di un Covid hospital bolognese, invece, "stiamo ragionando, siamo all'inizio di un ragionamento", frena Roti. "Vediamo che utilità può avere". Un unico ospedale per il Covid avrebbe il vantaggio di "non tenere impegnati gli ospedali dove facciamo anche attività programmata e che talora risente della presenza di pazienti Covid". Ma gli aspetti da chiarire "sono che effettiva utilità possa avere un ospedale Covid che non abbia riscontri di terapia intensiva al suo interno". Inoltre "c'è anche un tema di personale e qualificazione del personale".

Vaccinazioni, continuano ancora le prime dosi, sono 19.000 al giorno

Mentre l'azienda farmaceutica Johnson & Johnson richiede all'European Medicines Agency l'autorizzazione a procedere con il secondo richiamo, prosegue la diffusione delle prime dosi per chi ancora non ha attuato la profilassi. L'obiettivo è quello di mantenere un ritmo costante di 19.000 inoculazioni al giorno, su scala nazionale. A dirlo è il ministro della Salute Roberto Speranza, intervenendo questa mattina al convegno dal titolo 'Riflessioni sulla pandemia da Sars-CoV-2': "Le prime dosi sono fondamentali. Continuiamo a farne circa 19.000 al giorno: sembra un numero residuale e invece è importante, perché ogni singola dose di vaccino in più significa rendere più forte il nostro scudo contro il Covid-19. Dobbiamo insistere".

Green Pass, in arrivo nuove regole

Nel mentre, in Parlamento si discute sul decreto-legge 'Green Pass'. Si ipotizza, infatti, un  potenziale giro di vite in vista delle festività Natalizie. "Oggi va rivista la modalità di rilascio del Green pass, noi lo rilasciamo come accade anche in Europa, ai guariti, ai vaccinati e ai tamponati. Ma il tampone antigenico è il vero tallone d'Achille in questo momento, nel migliore dei casi non certifica la positività almeno del 30% dei soggetti. Quindi ci sono dei falsi negativi che pensano di essere al sicuro ma entrano in ambienti e infettano, anche qualche vaccinato. Quindi, è una mia idea ma condivisa da altri esperti, dovremmo irrigidire la modalità di rilascio del certificato. Il tampone per avere il Green pass è una misura non adeguata a questa fase epidemica". Così Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute Roberto Speranza, ospite di 'The Breakfast Club' su Radio Capital, sulle previsioni per il Natale. "Rispetto allo scorso anno abbiamo un'arma in più che è il vaccino. Se aumentiamo la copertura vaccinale e se adoperiamo cautela, anche da vaccinati, potrà essere un Natale tranquillo passato anche con familiari e amici stretti se ci comportiamo bene". 

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