Vittorio Prodi, folla al funerale oggi a Bologna. Il figlio prete: “Fate figli e fate politica”

Sulla bara un girasole assieme a una bibbia aperta e alla costituzione. Il ricordo del fratello Romano: “Persona intelligente, dolce e buona”

Funerale di Vittorio Prodi a Bologna, fratello di Romano (nella foto a sinistra). FotoSchicchi

Funerale di Vittorio Prodi a Bologna, fratello di Romano (nella foto a sinistra). FotoSchicchi

Bologna, 1 agosto 2023 – Ultimo abbraccio a Vittorio Prodi: folla stamattina alla chiesa di Sant’Anna in Siepelunga. Un girasole, la bibbia aperta e una costituzione sulla bara.

Toccante il ricordo dell’ex parlamentare europeo, morto domenica a 86 anni dopo una lunga malattia.  A sottolineare la scelta della famiglia è stato il figlio don Matteo Prodi, che ha celebrato le esequie del padre. Durante l'omelia ha spiegato: “Abbiamo voluto mettere invece che tanti fiori, la Bibbia e la Costituzione italiana sulla bara del papà; il libretto della Costituzione era di Matteo e anche questo è un piccolo grande significato perché basterebbe questo segno, questa congiunzione del Vangelo con la Costituzione per raccontare la più parte della vita di papà”.

Il libro della Costituzione scelto per accompagnare Vittorio Prodi nell'ultimo saluto apparteneva al nipote Matteo, morto a 18 anni nel 2020, vittima di un incidente stradale in bici sui colli bolognesi.

"Papà ha avuto una bellissima vita - così ha iniziato il suo ricordo don Matteo - Sarebbe ingiusto che oggi noi fossimo solo immersi nella tristezza; noi dobbiamo profondamente ringraziare. Rimane un buco incolmabile, però davvero innanzitutto dobbiamo avere la parola ringraziamento nel nostro cuore e nella nostra mente”.

"Non è un periodo bello. In quattro mesi due fratelli e la moglie. Però c'è un grande affetto tra di noi e dagli amici e dai cittadini per Vittorio”, dice commosso Romano Prodi. “Vittorio era una persona intelligente. Era dolce e buono - prosegue - Non ha mai preso la politica come avversità. Tanti hanno parlato di lui con affetto e in parte appartiene al rito per una persona defunta. Ma c'è di più. Tutti quelli che hanno lavorato con Vittorio hanno visto una disponibilità e una bontà fuori misura”.

Alle esequie oltre ai familiari, parenti, amici, anche il presidente della Cei, arcivescovo di Bologna, cardinale Matteo Maria Zuppi, molte autorità (in prima fila il sindaco Matteo Lepore, il prefetto Attilio Visconti, i ministri Anna Maria Bernini e Matteo Piantedosi), e cittadini.

"Fate figli e fate politica” è l'esortazione di don Matteo. “Ripeto quello che già dissi al saluto a Matteino: fate figli, come non mi interessa. La Chiesa si dice che è frustrante e castrante sulla sessualità. Io oggi vi dico di fare figli, con chi volete, non importa”.

Parole che fanno scattare una risata collettiva in chiesa. Ma don Matteo spiega le sue ragioni: “Perché se non abbiamo una famiglia numerosa, se mi muore l'unico zio che ho è un disastro, se me ne muore uno di venti è faticosissimo ma è uno di venti. Quindi purtroppo mi risulta - prosegue - che dopo il mio appello al saluto a Matteino non sia successo niente. Se volete vi mando un tutorial su YouTube - scherza e insiste - fate figli, fate famiglie numerose, perché se sorella Morte arriva a visitarci nell'unica persona a cui vogliamo bene è un disastro; se viene a visitarci quando la comunità è come per fortuna siamo noi di 120-130, questa è una grande fortuna”.

Zuppi: “Una stella in mezzo a tanta oscurità”

“Si è sempre sentito parte della sua Chiesa - ricorda il cardinale Zuppi nel suo saluto - con fiducia, con obbedienza, ma anche con tanta libertà di ricerca e coscienza e sempre con gentilezza. Mi ha sempre tanto colpito la sua gentilezza. Ci sono persone, dice papa Francesco, gentili che diventano stelle in mezzo all'oscurità e chi possiede questa qualità aiuta gli altri, affinché la loro esistenza sia più sopportabile, portando il peso dei loro problemi, delle urgenze e delle angosce. Vittorio - prosegue - è stata una stella in mezzo a tanta oscurità con la sua gentile mitezza, ma anche con tanta determinazione e fede, capendo che il mondo è a una svolta e speriamo che lo capiamo anche noi di più, per imparare la manutenzione del mondo, e vivendo quell'amore politico, che lui ha vissuto traducendo la ricerca della giustizia in scelte”.

"Io vorrei anche ringraziarlo per la Scuola della Pace di Montesole a Marzabotto che è anche frutto di tanta sensibilità”, sottolinea Zuppi. 

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