Bologna, 12 marzo 2021 – Con un Rt all'1,34 l'intera Emilia-Romagna, assieme a Lombardia, Veneto, Marche, Friuli, Piemonte, Lazio, Puglia e la Provincia autonoma di Trento vanno in zona rossa per almeno due settimane. Il Ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla base dei dati e delle indicazioni della Cabina di Regia, firma nuove ordinanze che andranno in vigore a partire da lunedì 15 marzo.

Il focus Zona rossa: regole. Cosa si può fare

Ad anticiparlo, ieri, era stato l'assessore regionale alla Sanità, Raffaele Donini, che ha definito quella attuale come una situazione "preoccupante, problematica e critica". E oggi la conferma è arrivata con il superamento della soglia di 250 casi per 100.000 abitanti, che impone il massimo livello di mitigazione possibile. Soglia già superata oltre che dall'Emilia Romagna anche dalla Provincia Autonoma di Trento, Provincia Autonoma di Bolzano, Marche, Friuli Venezia-Giulia, Piemonte e Lombardia.     

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Non che ci saranno grandi novità rispetto ad oggi: in zona rossa - per decisione della Regione - ci sono già Bologna, Modena e tutta la Romagna. Cambierà (ma poco) per Reggio Emilia, che ora è in arancione scuro, mentre cambierà un po' di più per Ferrara, Parma e Piacenza, che finora erano rimaste in zona arancione 'standard'. Ma - visti i contagi alle stelle e la sofferenza degli ospedali - la decisione sembrava ormai scontata. Sono 16 le regioni con un indice di trasmissibilità sopra 1. Il valore più alto è in Basilicata con 1.53 e in Campania con 1.5. Il Friuli Venezia Giulia registra un Rt di 1.39, l'Emilia Romaga 1.34, il Piemonte 1.41, il Lazio 1.31 e la Lombardia a 1.3. Nello scorso monitoraggio le regioni con Rt sopra 1 erano 10.

Zona rossa: le regole

In zona rossa non può uscire di casa se non per motivi di salute, di necessità e per andare al lavoro. L'ingresso in zona rossa farà la differenza soprattutto per le bar e ristoranti che resteranno aperti per il solo asporto (i bar solo fino alle 18) e le consegne a domicilio. Ma la misura che impatta maggiormente sulla vita delle famiglie è l'obbligo di didattica a distanza attivata per tutti gli studenti di ogni ordine e grado di scuola, università compresa. Resta però, anche in zona rossa, la possibilità di andare nelle seconde case anche da o verso le zone arancione o rossa.

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Almeno altri 15 giorni rossi

La decisione,  a differenza del caso degli ultimi provvedimenti sui colori delle province,è giunta direttamente da Palazzo Chigi, con la conseguenza di una durata minima degli inasprimenti delle restrizioni di 14 giorni ulteriori, da aggiungere al tempo già trascorso in zona rossa da chi ci si è ritrovato già una settimana fa. La Romagna, ultima area ad aggiungersi nella zona rossa di decisione regionale, aveva come termine dell'ordinanza il 21 marzo. Ora, invece, i tempi si allungano.

Mappa Ue: confermata la zona rosso scuro

Intanto, la Ue ha confermato l'Emilia-Romagna nelle zone 'rosso scuro', ossia quelle a maggior rischio Covid. E da questa settimana entrano in questa fascia anche le Marche, assieme a Campania, Lombardia, Friuli-Venezia Giulia.

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L'incidenza

"Coi dati che stanno emergendo" che passi tutta la regione in zona rossa "è nelle cose - aveva spiegato l'assessore Donini a Skytg24 -. L'incidenza dei casi è sopra 250 per 100mila abitanti per settimana e nei reparti abbiamo una saturazione al 45% in terapia intensiva e 49% nei reparti covid covid. Speriamo tutti di avere il picco in questi giorni ma stiamo registrando tanti, tanti casi, anche molto problematici dal punto di vista clinico".

Il caso Bologna

In particolare, la situazione è critica negli ospedali bolognesi, che nella prima ondata avevano invece accolto malati da altre zone, permettendo a centri più piccoli di reggere l'urto. Una funzione che ora non è più così scontata. Nell'unica terapia intensiva pediatrica regionale, che è al Sant'Orsola di Bologna, sono ricoverati due ragazzini malati di covid: lei, 11 anni, è di Ferrara, lui, 14 anni è di Modena.