Bologna, 4 marzo 2021 - Mettete insieme la nuova ordinanza regionale su Bologna e Modena in rosso, il nuovo Dpcm dell’esecutivo Draghi, le ordinanze dei sindaci. Risultato: disorientamento, tam tam di chat e telefonate, dubbi sulle date d’inizio delle nuove regole. Unica certezza, come ha detto ieri il governatore Stefano Bonaccini, è che "l’arancione non basta più. La variante inglese del virus è maggioritaria in Italia e in Emilia-Romagna, ormai è quasi un nuovo virus. Dobbiamo agire in fretta per evitare di esserne travolti".

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Bologna zona rossa, Merola: "Parchi chiusi se i comportamenti non saranno adeguati"

Senza contare che dopo Bologna e Modena, "l’intera regione potrebbe diventare rossa" da lunedì. In ogni caso, visto il caos di norme, ieri Regione e sindaci hanno precisato che la chiusura dei negozi che vendono beni non essenziali per Bologna e Modena partirà da oggi, ma lo stop di nidi e materne da lunedì.

Una decisione, trapela dal Comune, presa d’intesa coi sindaci Virginio Merola e il collega di Modena Gian Carlo Muzzarelli, per dare più tempo ai genitori di organizzarsi e – specificano da Viale Aldo Moro – per renderla più coerente col Dpcm.

Bollettino Covid Italia ed Emilia Romagna del 4 marzoLe regole della zona rossa: cosa cambia - Le differenze tra la zona rossa e la zona arancione scuro
 

Negozi chiusi da oggi. Come da ordinanza regionale, Bologna e provincia, con Modena, sono rosse da oggi. Stop, quindi, alle attività commerciali non essenziali. Restano aperti solo i negozi di generi alimentari, le farmacie e le parafarmacie, le edicole e altre specifiche categorie. Restano aperti i mercati che vendono alimentari.
 

Scuola. Come previsto dalla zona arancione scura, resta la didattica a distanza dalle elementari alle Superiori, compresa l’Università. Mentre per nidi e materne – ed è questa la novità – la chiusura scatta da lunedì, come previsto dal Dpcm. In pratica: i piccoli potranno andare al nido e alla materna in presenza fino a domani compreso.
 

Servizi alla persona. Altro punto non chiaro fino alla fine è stato quello delle chiusure per barbieri, parrucchieri ed estetisti. Alla fine l’ordinanza regionale segue il provvedimento nazionale: stop da sabato. In pratica, per l’ultima piega avete tempo oggi e domani.
 

Parchi. La zona rossa scatta da domani, ma la Regione non ha previsto chiusure. Toccherà ai sindaci decidere, caso per caso, con ordinanze ad hoc. Merola, per ora, non ha assunto decisioni in merito: "Mi riserverò di valutare la situazione, in particolare per quanto riguarda i grandi parchi".
 

Spostamenti. Sono limitati (anche nel proprio Comune) per motivi di salute, lavoro e necessità. Vietati gli spostamenti tra Comuni, le visite a parenti e amici, consentita l’attività motoria (con mascherina) nei pressi delle propria abitazione.
 

Ristoranti e bar. Come per la zona arancione scura, restano aperti solo per asporto e consegne a domicilio.
 

Asporto di bevande alcoliche. Il Dpcm Draghi ha tolto il divieto dalle 18, spostandolo alle 22. Ma a Bologna il sindaco ha definito "il provvedimento incoerente". In arrivo, quindi, un’ordinanza ad hoc nelle prossime ore che estenderà il divieto di asporto di bevande alcoliche dalle 18 a tutta la città (ad oggi la regola vige solo il centro).
 

Movida. Presto scenderanno in campo i tutor di strada, personale qualificat o, sia a Bologna sia Imola, per evitare assembramenti.
 

Terza ondata. Ieri Bonaccini e l’assessore regionale Raffaele Donini hanno spiegato con i numeri la scelta di anticipare Dpcm ed eventuali colorazioni rosse di tutta la Regione con l’ordinanza. "Non possiamo più aspettare. La politica deve decidere, per evitare guai peggiori", ha detto il governatore. "Negli ultimi 15 giorni in Emilia-Romagna si sono registrati 423 decessi e 24.878 nuovi casi, con l’incidenza (cioè numero di contagi su 100mila abitanti) passata da 255 nella settimana dal 15 al 21 febbraio a 425 nella settimana successiva", dice l’assessore regionale alla Sanità. Da qui, l’allarme saturazione posti letto nei reparti Covid (da 477 a 641) e nelle terapie intensive Covid: in città ci sono 80 posti occupati su 85.