ANGELICA MALVATANI
Cronaca

Scuola, concorso tutto da rifare. Gli insegnanti: "Non ci stiamo"

Una ventina di docenti assegnati alle sedi di Ascoli tra coloro che dovranno ripetere le prove "Il nucleo del problema? Un ’errore materiale insanabile’ di cui non vengono rivelato i responsabili".

Una fase durante un concorso per i docenti

Una fase durante un concorso per i docenti

Chi lavora nel mondo della scuola sa la fatica che ci vuole per costruirsi un posto, per vincere un concorso, organizzare una vita, la famiglia, la propria storia. Capita poi che, una volta vinto un concorso, si finisca vittime di una situazione delicata che cancella tutto e riporta tutti indietro nel tempo. È capitato a una sessantina di insegnanti, una decina quelli che fanno capo all’ufficio scolastico di Ascoli, tutti insieme hanno preso carta e penna per raccontare del concorso Pnrr per la scuola primaria che si è tenuto per mesi, fino a giugno, che ha decretato i vincitori, assegnato le cattedre e in cui poi tutto è stato cancellato, per un errore insanabile che non consentiva di andare avanti. La promessa è di rifare tutti gli orali entro settembre, in tempo per l’inizio della scuola, ma gli insegnanti non ci stanno: "Siamo un gruppo di vincitori. Non idonei, non rinunciatari, non assenti". Vincitori, scrivono, "Eppure, oggi ci troviamo senza un ruolo, senza risposte, senza tutele. Siamo diventati spettatori silenziosi di una vicenda che ci riguarda profondamente, e che sta cambiando radicalmente le nostre vite. Nessuno di noi avrebbe mai voluto trovarsi in questa situazione. Abbiamo affrontato prove, attese, sacrifici personali e familiari. E infine, con emozione, accolta la notizia della vittoria in un concorso tanto atteso quanto temuto. Avevamo scelto scuole, confermato disponibilità, organizzato trasferimenti, affitti, vite. Ma tutto questo è stato spazzato via da un decreto che annulla la graduatoria e le prove orali, a causa di un ’errore materiale insanabile’ – di cui, a oggi, non conosciamo né l’entità né il contenuto. Nessuna spiegazione ufficiale. Le griglie? ’Presunte’. Per conoscerle dobbiamo ora avviare noi una richiesta di accesso agli atti. Eppure, le valutazioni ci sono state: le domande erano chiare, precise e coerenti con la classe di concorso. Abbiamo sostenuto prove che hanno toccato aspetti disciplinari, linguistici, normativi, didattici".

Gli insegnanti si chiedono chi abbia commesso l’errore insanabile, e perché colpisca solo i vincitori del concorso, alcuni dei quali, ormai certi del posto, non hanno certo fatto domanda per supplenze che a questo punto non sono più possibili: "La prova scritta era unica e identica per entrambe le classi di concorso: infanzia e primaria. Stesse domande, stesso tempo, stessa struttura, stessa valutazione numerica. A cambiare era solo la griglia di correzione della prova orale. Ma allora ci chiediamo, perché? Perché si sceglie la via più distruttiva, la più penalizzante, la più ingiusta? Noi non stiamo chiedendo favori, né scorciatoie. Stiamo chiedendo che venga esercitata una volontà istituzionale chiara, una responsabilità amministrativa che valuti soluzioni giuste e proporzionate, nel rispetto di chi ha superato tutte le prove, con le proprie competenze e il proprio impegno. Il paradosso è evidente: mentre noi veniamo estromessi senza appello dalla nomina in ruolo (con sede già accettata), a tutti indistintamente verrà concessa una seconda possibilità. E mentre l’Ufficio scolastico regionale si protegge dietro l’autotutela e il parere tecnico di non sanabilità – tutto da verificare –, a noi non viene riconosciuta alcuna tutela. Siamo costretti a rinunciare a ruoli già assegnati, sacrificare spese, stabilità, serenità".

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