MAURIZIO BURNACCI
Cronaca

Alluvione dell’apocalisse a Forlì, chi sono le tre vittime: marito e moglie annegati nel Montone

Dopo il decesso di martedì in via Firenze, i sommozzatori dei carabinieri hanno rinvenuto una coppia in via Padulli

Forlì, 18 maggio 2023 – Tre morti. L’apocalisse d’acqua fa la conta più tragica con tre vittime travolte dalla furia del Montone, il fiume che già nella tarda serata di martedì non aveva dato scampo a un uomo di 67 anni, trovato senza vita al piano terra della sua abitazione di via Firenze.

Alluvione, tutte le notizie di oggi, 18 maggio / La nostra raccolta fondi

Ieri una doppia tragedia. I corpi di un uomo e una donna, marito e moglie, di 64 e 53 anni, sono stati recuperati ieri poco prima di mezzogiorno vicino alla loro abitazione di via Padulli, alla Cava, dai sommozzatori dei carabinieri arrivati da Genova. Al momento non si sa nulla né della dinamica degli eventi né delle generalità dei morti, che le autorità non hanno divulgato.

Un salvataggio in via Padulli alla Cava (foto Frasca)
Un salvataggio in via Padulli alla Cava (foto Frasca)

Poi verso le 18 di ieri è scattato un ennesimo allarme, su possibili altri due dispersi. Anche in questo caso si parla di coniugi di 55 anni, alla Cava; i vicini non hanno tracce di loro da due giorni. Un altro allarme è arrivato in serata per una famiglia residente vicino all’Electrolux, che non dà notizie di sè da ore. I soccorsi sono andati avanti tutta la giornata.

Una ragazza in via Isonzo è stata salvata da alcuni vicini. Era aggrappata alla sua casa; due persone hanno chiesto una camera d’aria da un gommista, l’hanno usata come salvagente, si sono legati con una corda e sono riusciti a raggiungerla e a trarla in salvo. Una famiglia con una bambina è stata presa dall’elicottero col verricello della brigata aeromobile Friuli alle 4 di mattina.

Il fiume Montone ha rotto l’argine lungo via Lughese all’altezza di San Tomè. In serata poi purtroppo un’altra rottura: a Villafranca. Allagata anche la Protezione civile in via Cadore. Borgo Sisa è stata completamente evacuata con l’aiuto della polizia municipale di Ravenna. Alle 12 gli sfollati in città erano circa 250. Chiusi i caselli dell’A14, la tangenziale, mentre resta non transitabile il ponte di Schiavonia.Il quartiere Romiti è rimasto ieri isolato.

La pioggia ha ieri rallentanto la sua corsa. Poco prima di mezzogiorno il cielo sembrava essersi svuotato dopo quasi 36 ore di precipitazioni, che secondo gli esperti ha scaraventato a terra oltre 200millimetri d’acqua. In un giorno e mezzo è caduta l’acqua di tre mesi.

Le ferite sono evidenti. Il paesaggio è un’immensa palude. Dalla Cava al Ronco una laguna sommerge, a sud e a nord della via Emilia, campi e strade. Centinaia di case stanno in bilico sull’acqua che ha divorato lo scenario fino all’orizzonte. Gli sfollati si contano a decine. "Una tragedia", dice il sindaco Gian Luca Zattini. Che poco dopo firma l’ordinanza di chiusura delle scuole per tutta la settimana. Anche perché gran parte della città permane senza energia elettrica, specie nella fascia nord, che corre da Schiavonia a via dell’Appennino fino al confine con Castrocaro.

Ieri sera tecnici dell’Enel, accompagnati dalla polizia, sono riusciti a raggiungere il centro direzionale operativo messo in piedi dai vigili del fuoco in viale Bologna. L’obiettivo è installare nuovi gruppi elettrogeni per sostituire quelli avariati dalla furia delle acque. Gravissimi anche i problemi che la fiumana ha causato alle comunicazioni via cellulare, compreso internet. Proprio per problemi legati alla mancanza dell’energia elettrica una cinquantina di pazienti d Villa Serena (rimasta con un solo generatore) sono stati trasportati a Villa Igea, struttura dello stesso gruppo. Disagi poi all’Irst di Meldola: da ieri è sospesa la procedura di gestione degli appuntamenti in tutte le sedi.

Per tutto ieri hanno continuato a sorvolare la città gli elicotteri dei soccorsi. La macchina di emergenza e solidarietà verso le aree alluvionate vede attivi anche gli ‘Angeli Barilla’ della Protezione civile. A Forlì sono giunte anche le squadre del soccorso alpino delle Marche – tecnici di soccorso in forra, specializzati in ambiente calamitoso acquatico – e unità specializzate dei vigili del fuoco da Umbria e Basilicata per prestare soccorso in ambiente acquatico.