I posti di blocco della polizia agli ingressi di Medicina, ‘zona rossa’ dal 16 marzo
I posti di blocco della polizia agli ingressi di Medicina, ‘zona rossa’ dal 16 marzo

Medicina (Bologna), 3 aprile 2020 - Medicina si prepara a tornare a respirare e il rosso fuoco della zona off limits, nelle prossime ore, inizierà pian piano a sbiadirsi. L’annuncio arriva in serata dal presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini: "Anche lì – dice il governatore – stanno arrivando risultati importanti e d’intesa con il sindaco potremo iniziare ad allentare le misure restrittive".

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Scattate il 16 marzo con l’ordinanza notturna firmata dallo stesso Bonaccini (che per ben due volte aveva chiesto il provvedimento al Governo, ma senza ottenere risultati): chiuso il capoluogo comunale e la frazione di Ganzanigo, come settimane prima era avvenuto con Codogno in Lombardia. Così da quel momento, nella cittadina epicentro del contagio bolognese – che oggi conta ben 21 morti, l’ultimo proprio ieri – non si è potuto più né entrare né uscire.

Troppo a rischio Bologna e Imola. "Una misura – riprende subito Bonaccini nell’intervento sulla sua pagina Facebook – durissima, la più dura presa negli ultimi cinque anni". Ma necessaria. Da quel giorno, però, grazie all’enorme collaborazione dei residenti, la situazione è letteralmente migliorata, i positivi al Covid-19 sono via via andati riducendosi (ieri 3, due giorni fa 0) e adesso la luce in fondo al tunnel sembrerebbe essere sempre più vicina. Anche grazie alla terapia sperimentale con il mix di farmaci antimalarici e antivirali.

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Plaudendo alla decisione del Governo, e annunciando che "tutte le misure restrittive adottate in Emilia Romagna verranno prorogate fino al 13 aprile", Bonaccini ha però precisato che il Comune di Medicina sì "uscirà dall’isolamento pressoché totale", ma le restrizioni da quelle parti resteranno le più imponenti di tutta la regione. Seppur "omogeneizzate a quelle previste per le province di Rimini e Piacenza", dove i controlli sul distanziamento sociale (superiore a 1,5 metri) sono più rigorosi e la gran parte delle attività economiche sono sospese. Ad esclusione, ad esempio, delle attività di beni alimentari, di spedizione di prodotti in giacenza in magazzino, o quelle legate ai servizi urgenti per le abitazioni (come idraulici e elettricisti), e per il trasporto (meccanici, gommisti). In attesa della nuova decisione, prevista oggi alla scadenza della precedente ordinanza regionale, Medicina e Ganzanigo iniziano a sentirsi un po’ meno isolati.



Ma non sarà tutto rose e fiori, come tiene a sottolineare subito Sergio Venturi, commissario per l’emergenza della Regione: "Stiamo cercando di allentare le misure, – conferma – capire in che modo e come poterlo fare. Ma senza passare immediatemente a una situazione di ‘tana libera tutti’. A Medicina sta andando bene, ma abbiamo bisogno ancora di qualche giorno per avere la conferma dello spegnimento di un incendio che ha causato tanti morti e che ci ha preoccupato per la sua enorme virulenza".

Grande cautela anche quella utilizzata dal sindaco di Medicina, Matteo Montanari, che da un lato non nasconde la soddisfazione per essere prossimi a una situazione un po’ più serena, ma dall’altra è ancora troppo presto per cantare vittoria. "Il provvedimento ancora non c’è – dice –, si stanno confrontando Regione e Governo. Domani mattina (oggi, ndr) sapremo tutto con precisione. Ci sono possibilità che le restrizioni vengano allentate ma – è l’imperativo – non abbiamo nessuna intenzione di dare il via libera totale in modo da vanificare quanto fatto fino ad oggi". Vanificare "quell’enorme sacrificio" che da oltre due settimane a oggi "tutta la popolazione sta facendo".