Delitto Gozzoli, verso il processo i due ventenni. "Lo hanno ucciso per rapinarlo"

L’uomo, 41 anni, fu trovato morto nella sua casa di Casinalbo: era stato legato al letto e poi derubato. Gli indagati scapparono all’estero ma furono arrestati poco dopo su mandato di cattura internazionale

Delitto Gozzoli, le indagini e, nella foto piccola, la vittima

Delitto Gozzoli, le indagini e, nella foto piccola, la vittima

Modena, 28 febbraio 2024 – Aprì loro la porta di casa sua per trascorrere una serata spensierata in compagnia. Non poteva certo sapere che di lì a poco avrebbe trovato la morte proprio per mano loro: di due ragazzi poco più che 20enni.

La procura ha chiuso le indagini preliminari sul delitto di Alessandro Gozzoli, il 41enne di Bazzano trovato morto sul suo letto, con mani e piedi legati, nella sua abitazione di Casinalbo lo scorso 10 marzo.

A quasi un anno di distanza, quindi, le indagini su quanto accaduto quella terribile notte nell’appartamento della vittima sono arrivate a conclusione ed ora si attende la fissazione dell’udienza preliminare nei confronti dei due indagati. In carcere per l’omicidio del 41enne bolognese ci sono due rumeni: un 20enne difeso dall’avvocato La Rossa e un 21enne rappresentato dall’avvocato Andrea Margotti del foro di Bologna.

I due, dopo il delitto erano fuggiti il primo in Romania e il secondo a Wembley, in Inghilterra, ed erano stati arrestati su mandato di cattura internazionale grazie alle brillanti indagini svolte dai carabinieri di Sassuolo e Modena. I giovani amici si avvicinano al processo con accuse pesantissime: rispondono infatti di omicidio in concorso per aver causato la morte della vittima per asfissia meccanica acuta da compressione, rapina in concorso e indebito utilizzo di carte di credito.

“Il mio assistito ha già chiarito nell’interrogatorio al pubblico ministero la propria posizione, fornendo le prove della sua estraneità rispetto all’omicidio, nonché indicazioni utili per trovare riscontri alle sue dichiarazioni – afferma il difensore del 21enne, l’avvocato del foro di Bologna Andrea Margotti –. Confidiamo pertanto che nel prosieguo del processo si possa accertare la sua innocenza" conclude il legale.

Dagli accertamenti – coordinati dalla procura, nella persona del sostituto procuratore Francesca Graziano – era emerso come quella notte i due, dopo aver conosciuto la vittima in un locale felsineo, si fossero recati nella sua abitazione di Formigine per trascorrere appunto la serata insieme.

Durante la stessa, nell’ambito di un rapporto gli indagati lo avevano però immobilizzato bloccandogli le gambe con lacci al letto e legandogli i polsi dietro alla schiena. Con estrema violenza i due amici lo avevano poi ucciso soffocandolo. (La morte della vittima, come emerso dall’accertamento autoptico, era infatti legata ad asfissia meccanica acuta).

Le indagini condotte nell’immediatezza dall’Arma avevano poi messo in luce come i due giovani si fossero allontanati a bordo della Lancia Y della vittima dopo avergli ripulito l’abitazione: gli indagati infatti si erano intascati carte di credito, il Notebook del 41enne, un portatile e un orologio. Da qui l’accusa di rapina, con l’aggravante della violenza commessa da più persone riunite e del fatto commesso all’interno di un luogo di privata dimora.

Una volta fuggiti dall’abitazione del 41enne gli indagati, nelle ore successive al delitto hanno poi effettuato diversi pagamenti con le carte sottratte alla vittima, per un importo di circa quattrocento euro.

Gozzoli lavorava da cinque anni come consulente del lavoro in uno studio di via Giardini a Modena, ed era originario di Bazzano, in provincia di Bologna.

A fare la terribile scoperta, era stata la sorella della vittima insieme ai datori di lavoro del 41enne e ad un amico medico. Il 41enne, infatti, da ore non rispondeva al telefono e non si era presentato sul posto di lavoro. In pochissimo tempo gli inquirenti erano riusciti a chiudere il cerchio attorno ai responsabili del delitto. Ora si attende la fissazione dell’udienza preliminare.