Bologna, 30 settembre 2021 - Si avvicina il momento del voto per gli emiliano-romagnoli. Domenica 3 e lunedì 4 ottobre 2021 le urne saranno aperte in 48 comuni dell'Emilia Romagna in cui gli elettori sono chiamati a scegliere sindaci e consigli comunali. Al voto quasi 865mila elettori di tutte le 9 province, circa un quarto dell’intero corpo elettorale della regione. Le città capoluogo di provincia al voto sono: Bologna, Ravenna Rimini.

Aggiornamento I dati dell'affluenza

Elezioni in Emilia Romagna, si vota in 48 Comuni il 3 e 4 ottobre 2021

I seggi, suddivisi in 1.157 sezioni, saranno aperti domenica 3 dalle ore 7 alle 23, e lunedì 4 dalle ore 7 alle 15: le operazioni di scrutinio avranno inizio subito dopo la chiusura delle urne. Per le consultazioni amministrative, votano gli iscritti nelle liste elettorali di ciascun comune che abbiano compiuto il diciottesimo anno di età entro domenica 3 ottobre 2021 compresa. La scheda è azzurra.

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I documenti necessari per votare

L'elettore deve presentarsi al seggio con un documento di identità valido e la tessera elettorale. Chi non ha la tessera o l'ha smarrita può richiederla all'ufficio elettorale del comune di residenza.

Come si vota nei Comuni sopra i 15mila abitanti e nei capoluoghi di provincia

Nei tre capoluoghi di provincia al voto, Bologna, Ravenna e Rimini, nonché in altri 6 comuni con popolazione legale superiore ai 15mila abitanti - San Giovanni in Persiceto (Bo), Cento (Fe), Cesenatico (Fc), Pavullo nel Frignano e Finale Emilia (Mo), Cattolica (Rn) - si voterà con il sistema elettorale maggioritario a doppio turno. Si vota su una sola scheda, nella quale saranno già riportati i nominativi dei candidati alla carica di sindaco e, sotto ciascuno di essi, il simbolo o i simboli delle liste che lo appoggiano.
Tre sono le possibilità di voto:
- Si può tracciare un segno solo sul simbolo di una lista, assegnando in tal modo la propria preferenza alla lista contrassegnata e al candidato sindaco da quest'ultima appoggiato.
- Si può tracciare un segno sul simbolo di una lista, tracciando contestualmente un segno sul nome di un candidato sindaco non collegato alla lista votata: così facendo si ottiene il cosiddetto ‘voto disgiunto’.
- Si può tracciare un segno solo sul nome del candidato sindaco, votando così solo per il candidato sindaco e non per la lista o le liste a quest'ultimo collegate.



Ogni elettore può poi esprimere, nelle apposite righe affiancate al simbolo della lista, uno o due voti di preferenza, scrivendo il cognome di non più di due candidati compresi nella lista da lui votata. Nel caso di espressione di due preferenze, esse devono riguardare candidati di sesso diverso della stessa lista, pena l'annullamento della seconda preferenza. È eletto sindaco al primo turno il candidato che ottiene la maggioranza assoluta dei voti validi (almeno il 50% più uno). Qualora nessun candidato raggiunga tale soglia si tornerà a votare il 17 e 18 ottobre per scegliere tra i due candidati che al primo turno hanno ottenuto il maggior numero di voti (ballottaggio). Gli orari del ballottaggio sono gli stessi orari previsti per il primo turno. Al secondo turno viene eletto sindaco il candidato che ottiene il maggior numero di voti.

Come si vota nei Comuni sotto i 15mila abitanti

Negli altri 39 comuni al voto (qui l'elenco), si vota con una sola scheda per eleggere sia il sindaco che i consiglieri comunali. Sulla scheda è già stampato il nome del candidato sindaco, con accanto il contrassegno dell'unica lista che lo appoggia. Il voto si esprime tracciando un segno sul contrassegno della lista o sul nominativo del candidato sindaco.

Non è possibile votare per un candidato alla carica di sindaco diverso da quello collegato alla lista. I voti conseguiti dal candidato alla carica di sindaco sono attribuiti alla lista ad esso collegata.

Per i comuni inferiori ai 5.000 abitanti si può esprimere la preferenza per un candidato al consiglio comunale, scrivendo il cognome nella apposita riga affiancata al simbolo della lista.

Per i comuni compresi tra 5.000 e 15.000, si possono esprimere una o due preferenze per i candidati al consiglio comunale. Nel caso siano due, esse devono riguardare candidati di sesso diverso della stessa lista, pena l'annullamento della seconda preferenza. Viene eletto sindaco il candidato che ottiene il maggior numero di voti. Solo in caso di parità di voti tra due candidati si tornerà a votare per questi ultimi il 17 e 18 ottobre.

Anche in questo caso risulterà eletto chi dei due avrà ottenuto più voti. In caso di ulteriore parità viene dichiarato eletto il più anziano. Una volta eletto il sindaco viene anche definito il consiglio: alla lista che appoggia il sindaco eletto andranno i 2/3 dei seggi disponibili, mentre i restanti seggi saranno distribuiti proporzionalmente tra le altre liste.

A Bologna si vota anche per il rinnovo dei Consigli di Quartiere

A Bologna si vota anche per il rinnovo dei sei Consigli di Quartiere: la scheda è rosa. L'elettore esprime il proprio voto tracciando un segno sul contrassegno della lista prescelta, con facoltà di esprimere una o due preferenze, per non più di due candidature della lista da lui votata. Nel caso di espressione di due preferenze, esse devono riguardare candidature di sesso diverso della stessa lista, pena l'annullamento della seconda preferenza. Alla lista che ha riportato il maggior numero di voti è attribuito il 60 per cento dei seggi assegnati al Consiglio. I restanti seggi sono ripartiti proporzionalmente fra le altre liste. Nell'ambito di ogni lista, i candidati sono proclamati eletti consiglieri circoscrizionali secondo l'ordine delle rispettive preferenze: a parità di quest’ultime, sono proclamati eletti i candidati che precedono nell'ordine di lista.

Il presidente del Consiglio di Quartiere è eletto dal Consiglio nella prima seduta dopo la convalida dei consiglieri neoeletti, per appello nominale e con la maggioranza dei consiglieri assegnati al Quartiere stesso, sulla base di un documento programmatico sottoscritto da almeno un terzo dei componenti.

Le misure anti-Covid

Anche per questa tornata elettorale, dopo quella delle amministrative e referendaria del 2020, scattano le misure di sicurezza sanitaria legate all’emergenza Covid-19. Il Governo con un Decreto legge (Dl 117/17 agosto 2021) ha definito le “Disposizioni urgenti concernenti modalità operative precauzionali e di sicurezza per la raccolta del voto nelle consultazioni elettorali dell'anno 2021” a cui si aggiunge un “Protocollo sanitario e di sicurezza per lo svolgimento delle consultazioni elettorali dell’anno 2021”, sottoscritto dal ministro dell’Interno e dal ministro della Salute, nel quale sono contenute le indicazioni operative circa le misure di prevenzione da adottare durante tutte le operazioni di voto. Per accedere ai seggi è obbligatorio l'uso della mascherina da parte di tutti gli elettori.

Nei seggi che prevedono più sezioni elettorali, al fine di evitare la formazione di assembramenti, deve essere prevista un'area di attesa all'esterno. Al momento dell'accesso nel seggio, l'elettore dovrà procedere alla igienizzazione delle mani con gel idroalcolico messo a disposizione in prossimità della porta. Quindi, dopo essersi avvicinato ai componenti del seggio per l'identificazione e prima di ricevere la scheda e la matita, provvederà a igienizzare nuovamente le mani. Completate le operazioni di voto, è consigliata una ulteriore detersione delle mani prima di lasciare il seggio. Nel corso delle operazioni di voto, occorre che siano anche previste periodiche operazioni di pulizia dei locali e disinfezione delle superfici di contatto, compresi tavoli, cabine elettorali e servizi igienici. Nei seggi, compatibilmente con le caratteristiche strutturali degli edifici adibiti a seggi elettorali, devono esserci percorsi dedicati e distinti di ingresso e di uscita, chiaramente identificati con opportuna segnaletica.

I locali destinati al seggio devono prevedere un ambiente sufficientemente ampio per consentire un distanziamento non inferiore a un metro sia tra i componenti del seggio che tra questi ultimi e l'elettore. Si deve, però, anche garantire la distanza di due metri al momento dell'identificazione dell'elettore, quando a quest'ultimo sarà necessariamente chiesto di rimuovere la mascherina limitatamente al tempo occorrente per il suo riconoscimento.

Green pass

Al primo turno non sarà necessario il Green Pass, che diventa obbligatorio dal 15 ottobre. Ciò implica che, per il secondo turno, tutti i componenti del seggio, in quanto assimilati ai dipendenti pubblici, dovranno essere in possesso della certificazione verde.

Come può votare chi è in quarantena o isolamento

Con il decreto-legge 117/2021 sono state disciplinate le modalità di raccolta del voto degli elettori in condizioni di quarantena o di isolamento fiduciario e degli elettori sottoposti a trattamento ospedaliero o domiciliare per Covid-19. E' stata prevista l’istituzione di sezioni ospedaliere nelle strutture sanitarie con almeno 100 posti letto che ospitano reparti Covid-19 le quali, attraverso i relativi seggi speciali, saranno chiamate anche a provvedere alla raccolta del voto domiciliare e del voto dei ricoverati nei reparti Covid-19 di strutture sanitarie con meno di 100 posti letto.

In caso dell’impossibilità di una loro costituzione, le sezioni ospedaliere e i seggi speciali potranno essere composti da personale delle Unità speciali di continuità assistenziale regionale (Uscar) o, in subordine, da soggetti appartenenti alle organizzazioni di protezione civile che abbiano manifestato disponibilità.

Ove ulteriormente necessario, il sindaco provvederà alla nomina di suoi delegati. Per assicurare l’esercizio del diritto di voto da parte di coloro che si trovino in trattamento domiciliare, in condizioni di quarantena o di isolamento fiduciario, è stata riconosciuta ai Comuni nei quali non sono ubicate strutture sanitarie Covid la possibilità di istituire seggi speciali per la raccolta del voto domiciliare. In caso di accertata impossibilità per il Comune di costituire tali seggi speciali, potrà essere istituito un solo seggio speciale per due o più enti locali. Per garantire adeguate condizioni di sicurezza, infine, è stato disposto che i componenti delle sezioni ospedaliere e dei seggi speciali dovranno essere in possesso del Green pass.

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Liste e candidati: i numeri in Emilia Romagna

Sono 143 i candidati sindaco in corsa per una delle 48 poltrone da primo cittadino nei comuni al voto in Emilia-Romagna domenica 3 e lunedì 4 ottobre 2021. Di questi poco più di uno su cinque è donna. Le liste a sostegno di questi candidati sono 228 di cui, per quanto riguarda i capoluoghi di provincia, 30 nel solo comune di Ravenna (11 candidati a sindaco, una donna), 21 a Rimini (6 candidati a sindaco, 1 donna) e 19 a Bologna (8 candidati a sindaco, 2 donne).

Corsa solitaria. In Emilia-Romagna la prossima tornata elettorale amministrativa registra una sola lista e un solo candidato sindaco nel comune dell’Appenino bolognese Gaggio Montano: quindi l’unico ‘avversario’ dell’aspirante sindaco della località montana sarà il quorum del 40% più uno dei votanti (per le difficoltà legate alla pandemia la soglia è stata abbassata per legge rispetto al consueto 50%), condizione che rende valida la votazione.

La prima volta. Sassofeltrio, comune riminese, passato recentemente dalle Marche al territorio regionale, vota per la prima volta tra le municipalità dell’Emilia-Romagna.

La carica degli aspiranti consiglieri. Per uno dei 680 posti da consigliere comunale sono in campo 4.214 contendenti, 1854 donne, il 44%, e 2.360 uomini, il 56%. Si va da Bologna con 641 candidati consiglieri (293 donne e 348 uomini) per 36 seggi, a 832 candidati per Ravenna (384 donne e 448 uomini) e a 586 a Rimini (257 donne e 329 uomini) per 32 seggi ciascuno. A Cento, comune in provincia di Ferrara, 258 candidati (111 e 147 uomini) donne per 24 posti in consiglio.