LORENZO PRIVIATO
Cronaca

Abbattuto il quinto autovelox: fleximan colpisce sulla San Vitale e ne anticipa la ‘pensione’

Godo di Russi, due anni fa ne fu annunciata la rimozione dopo il completamento della rotatoria. Ma la rotonda è pronta da tempo e il dispositivo continua a mietere verbali e a fare strage di punti patente

Ravenna, 16  febbrai 2024 – Due anni fa la Provincia spiegò che dopo il completamento della rotonda nei pressi della via Monaldina il velox sarebbe stato eliminato. La rotonda è pronta da tempo, ma l’occhio elettronico sulla San Vitale con direzione Russi nel frattempo ha continuato a mietere verbali e a fare strage di punti patente.

L’intervento della Polizia locale dopo la segnalazione dell’ennesimo abbattimento in provincia di un autovelox: questa volta è toccato ad uno sulla San Vitale, sempre tarato ai 70 come nei casi precedenti (Foto Corelli)
L’intervento della Polizia locale dopo la segnalazione dell’ennesimo abbattimento in provincia di un autovelox: questa volta è toccato ad uno sulla San Vitale, sempre tarato ai 70 come nei casi precedenti (Foto Corelli)

Dato che qui le cose le fanno senza fretta, ci ha pensato Fleximan ad accelerare l’iter.  Ennesima sciabolata alla base del cilindro metallico, quinto velox in provincia di Ravenna che cade esanime, dopo quelli di via Mandriole, Osteria, Castel Bolognese e Faenza. Si tratta di un apparecchio tarato al limite dei 70 orari, quindi sulla carta neppure uno dei più odiosi e insidiosi, un lusso in un periodo in cui da più parti si agitano minacce di aree ai trenta. Eppure, tanto prezioso e remunerativo per gli enti pubblici, era particolarmente detestato da pendolari e utenti della provinciale, in special modo da coloro che la considerano una pista di decollo.

Solamente a distanza di un anno dall’installazione, i due autovelox fissi in funzione da luglio 2015, in entrambi i sensi di marcia nel tratto compreso tra le rotonde di San Michele e Godo, avevano scattato multe per 4,7 milioni di euro in dieci mesi.

Il prefetto Castrese De Rosa aveva annunciato un incremento dei controlli notturni, pure nella consapevolezza di non potere presidiare ogni singolo apparecchio installato, che in provincia sono 25. Ma ad oggi ricerca dei responsabili e iniziative di prevenzione non sembrano aver dato frutti. "Le indagini continuano, ma non è facile sorprendere sul fatto persone che agiscono col favore delle tenebre su un comprensorio così grande come la provincia di Ravenna", ha commentato il prefetto.

Identikit della  banda dei fleximan

A distanza di neppure due mesi dai primi abbattimenti, si può già tracciare un profilo della banda dei fleximen. Anzitutto, finora, hanno colpito solo in aree di aperta campagna, dove non ci sono telecamere, e a danno di apparecchi che fotografano targhe che superano i 70, quelli tutto sommato tollerabili. Quelli più detestabili, tipo quello di Mezzano sulla Reale che punisce sopra i 50, o quello bifronte sul ponte di Cesenatico, sono stati fin qui risparmiati. Così le varie colonnine arancioni di cui le strade sono disseminate.

Trattasi, insomma, secondo chi indaga – finora principalmente la Polizia locale di Ravenna – di fleximen non particolarmente temerari, che prediligono il lavoro comodo e a rischio tutto sommato contenuto.

Eppure, al momento, sono ancora imprendibili. Si attende anche qualche passo falso – tipo bullarsi al bar dell’impresa – per poterli incastrare. La tesi delle istituzioni è sempre quella che si tratti di vandali che compiono atti emulativi di quanto successo altrove, che i velox non servono per fare cassa ma sono a garanzia dei cittadini e che – aveva spiegato la comandante della polizia provinciale, Lorenza Mazzotti –, i costi di questi gesti ricadono sulla collettività, dato che reinstallare un velox abbattuto può costare dai 30 ai 40 mila euro.