Reggio Emilia, 28 agosto 2021 - Avevano 21 e 35 anni le due vittime del terribile incidente durante il rally dell'Appennino (foto), a Reggio Emilia. Si chiamavano Davide Rabotti il più giovane di Reggio Emilia e Cristian Poggioli di Lama Mocogno (Modena) l'altro. I due sfortunati ragazzi erano spettatori del noto evento motoristico e sono morti investiti da un'auto che partecipava alla competizione e che è uscita di strada. Sull'accaduto è già stata aperta un'inchiesta. "In quel punto - ha spiegato il sindaco di san Polo d'Enza Franco Palù - non c'erano barriere".

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Incidente rally Reggio Emilia, Gubertini: "Mio fratello è devastato, un lutto di tutti" Cristian Poggioli investito dall'amico mentre lo applaudiva - Davide Rabotti morto durante il rally: aveva appena filmato la gara - Il pilota è illeso ma sotto choc. "Forse tradito da un avvallamento" 

Aggiornamento L'inchiesta: 9 indagati

La dinamica

Dalle prime notizie, l'incidente è avvenuto in un tratto rettilineo del circuito in località Riverzana: l'equipaggio numero 42 - una Peugeot 208 della scuderia Millenium Sport Promotion guidata dal duo Claudio Gubertini di Serramazzoni, in provincia di Modena, e Alberto Ialungo - ha perso il controllo del mezzo che è uscita dal circuito. A causa della forte velocità e di un terrapieno che ha fatto da rampa, l'auto si è staccata dal suolo ed è precipitata su una collinetta dove si era radunata qualche persona del pubblico. L'auto è piombata sulla gente, travolgendo e uccidendo i due giovani. I due componenti l’equipaggio sono rimasti illesi, ma sono entrambi sotto choc.

Cristian Poggiali

Cristian Poggioli, la vittima di 35 anni di Lama Mocogno, non era per caso su quella maledetta semicurva: era amico di uno dei due piloti in gara e per questo era salito sulla collinetta: per fare il tifo.

Davide Rabotti

Aveva soltanto 21 anni, Davide Rabotti. Su quella maledetta collinetta è andato assieme a Cristian: erano soltanto loro ad avere sfidato il freddo quasi invernale per evedre passare le auto. E Davide quel momento l'ha voluto immortalare: nella sua ultima story su Instagram ha postato un video delle auto che sfrecciano pochi metri più in basso. Il punto ripreso, secondo quanto appreso, non sarebbe quello dell'impatto mortale avvenuto poco dopo.

I soccorsi

Immediati i soccorsi degli operatori sanitari in servizio sul percorso e, in un disperato tentativo di salvare la vita alle due persone, è stato fatto levare in volo anche l'elisoccorso dall'Ospedale Maggiore di Parma: purtroppo ogni soccorso è risultato vano. La polizia municipale della Unione Val d'Enza assieme ai carabinieri stanno ora ricostruendo la dinamica di quanto successo. Era in corso la prima prova speciale dell'ultima giornata della competizione iniziata ieri. In seguito all'incidente la manifestazione è stata sospesa

Il direttore di gara: "L'auto in corsa è impazzita"

"L'auto è come impazzita". Così ha detto il direttore di gara Simone Bettati in conferenza stampa al teatro comunale di Ciano d'Enza, sull'incidente avvenuto oggi al Rally dell'Appennino. "La dinamica è ancora da chiarire - ha spiegato Bettati -, è stata aperta un'inchiesta, gli inquirenti stanno indagando e la dinamica è al loro vaglio. Per quanto possiamo ricostruire, noi ci possiamo basare sulla posizione in cui era la vettura al termine della corsa, questa si trovava sopra un terrapieno di sei metri, distante più di 50 metri da punto di uscita della sede stradale. Nella sua corsa impazzita la vettura ha travolto due persone, che purtroppo sono decedute". 

Il medico di gara: "Le vittime morte sul colpo" 

L'Sos è stato attivato dalla stessa vettura che ha avuto l'incidente, i soccorsi sono intervenuti rapidamente, ma le due persone travolte dall'auto uscita fuori strada sarebbero decedute sul colpo. È la sintesi di quanto ricostruito da Gherardo Vandelli, medico di gara, sempre nel corso della conferenza stampa.

"Il segnale di Sos - spiega Vandelli - è stato attivato dalla stessa vettura che ha avuto l'incidente. L'ambulanza era a due chilometri circa dal luogo dell'incidente. È partita alle 9.54 ed è arrivata alle 9.57". Sul posto "il medico dell'ambulanza ha constatato la presenza di due gravi politraumi: i pazienti non respiravano, erano incoscienti e non avevano polso centrale". A quel punto è stato chiesto anche l'intervento della seconda ambulanza presente, al punto di partenza, arrivata "alle 10.11", mentre "alle 10.03" veniva attivato anche l'intervento dell'elisoccorso. I medici hanno iniziato tutte le manovre rianimatorie necessarie, "protratte fino a cinque minuti dopo l'arrivo dell'elisoccorso", ma le ferite riportate erano talmente gravi che è stato dichiarato il decesso sul posto. I pazienti non sono mai stati caricati in elisoccorso. 

Il sindaco: "Nel punto della tragedia non c'erano barriere"

Il punto in cui si trovavano i due ragazzi travolti e uccisi dalla vettura del Rally dell'Appennino reggiano era una specie di collinetta, un 'montarotto', alto 3-4 metri e distante una ventina di metri dalla strada, "non c'erano barriere". A dirlo è il sindaco di San Polo d'Enza Franco Palù che si è recato sul posto dell'incidente. È stato "un incidente particolare - ha detto il sindaco -  in una zona che di per sé non era pericolosissima, era al termine di un breve rettilineo in cui l'auto avrebbe dovuto girare a sinistra ma, non so per quale motivo, forse per una perdita di controllo dello sterzo, è finita sulla destra andando sul montarotto dove c'erano i due ragazzi deceduti. Che io sappia lì c'erano solo i due ragazzi e non altre persone".

"Il rally in questione - ha aggiunto Palù - è una manifestazione storica della zona, un classico del nostro Appennino. Questa era l'edizione numero 41, tornata a disputarsi dopo un anno di stop
per il Covid".

Il sindaco di Reggio

"Tutta la comunità reggiana si stringe attorno al dolore delle famiglie di Davide Rabotti e Cristian Poggioli, deceduti oggi a seguito dell'incidente durante il Rally dell'Appennino a Canossa. Una tragedia che lascia sgomenti tutti noi", scrive sui social Luca Vecchi, il sindaco di Reggio Emilia.

L'altro schianto

Stanotte, in provincia di Ferrara, due amici sono morti in un terribile incidente avvenuto a Codigoro: avevano 42 e 53 anni. Nello schianto sono rimaste ferite tre persone.