Bologna, 10 agosto 2018 - Ci vorranno due mesi per riparare il ponte dell'A14 crollato dopo l'esplosione dell'autocisterna di lunedì, che ha provocato la morte dell'autista e il ferimento di 145 persone, oltre a milioni di euro di danni. La fine del cantiere, che prevede il posizionamento di 12 nuovi travi in cemento armato, è prevista entro la metà di ottobre.  Dopo il veloce ok ai lavori, il primo test per Bologna è quello del weekend da bollino nero in arrivo, che porta dritti a Ferragosto. L’allarme traffico è già attivo, anche se il tratto interessato è percorso solo da chi si muove sulla direttrice Firenze-Ancona e Autostrade ha tenuto a far sapere che in seguito all’incidente non ci sono state conseguenze sulla circolazioni in A1, A13 e A14. «È evidente che qualche rallentamento ci potrà essere – ha puntualizzato però Irene Priolo, assessore alla Mobilità del Comune di Bologna –, ma lavoreremo tutti per smaltire al meglio il traffico».

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LAVORI SUL PONTE - I tecnici di Autostrade hanno condiviso il progetto con il Comune e la Regione:  gli ultimi lavori di demolizione verranno completati oggi, sempre oggi sono iniziate le attività di ripristino degli appoggi del nuovo impalcato, che si concluderanno lunedì prossimo. Le 12 travi in cemento armato precompresso, fornite da una ditta italiana, arriveranno tra la fine di agosto e i primi di settembre. La posa delle travi scelte comincerà il 10 settembre. 

RISARCIMENTI - E' un numero verde il canale ufficiale  per i cittadini danneggiati dall'incidente, è 800686868. E sono già iniziate le telefonate al numero messo a disposizione da Allianz. La compagnia assicurativa, a cui si era affidata la ditta proprietaria dell'autocisterna sta già raccogliendo domande e richieste sui risarcimenti danni.

"Per il momento i volumi di chiamate in ingresso sono linea con le aspettative - riferiscono da Allianz- e riguardano principalmente i danni alle abitazioni, fabbricati e lesioni". Inoltre, assicura la compagnia, "stiamo proseguendo a collaborare con il Comune di Bologna".

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L'INCHIESTA - L’inchiesta per disastro e omicidio colposo, aperta dalla procura di Bologna, guidata dal procuratore capo Giuseppe Amato, vuole fare luce sull’incidente mortale avvenuto lunedì sul tratto di A14, che passa parallela alla tangenziale di Borgo Panigale. Gli investigatori vogliono capire perché l’autocisterna carica di gpl, guidata dal vicentino Andrea Anzolin, abbia tamponato il camion che la precedeva, causando poi l’incendio e l’esplosione in cui ha perso la vita lo stesso Anzolin, 145 feriti e milioni di euro di danni, tra i quali il crollo di parte dell’autostrada e della tangenziale.

Nei giorni scorsi il nucleo scientifico dei vigili del fuoco arrivato da Roma ha ispezionato l’area con strumentazione laser e droni, per ottenere una ricostruzione volumetrica del cratere e dell’onda d’urto e di calore. Un’operazione fondamentale per studiare l’incidente. Col passare delle ore, inoltre, con gli approfondimenti della Polstrada che vanno avanti, perde peso l’ipotesi di un aggravio di lavoro e colpo di sonno per Anzolin. 

Dall'analisi delle buste paga, sarebbe emerso che l’autista dell’autocisterna avrebbe già usufruito di 17 giorni di ferie, e non avrebbe lavorato né sabato pomeriggio, né tutta la domenica. È in corso, inoltre, l’acquisizione dei tabulati telefonici del cellulare dell’autista, per capire se fosse al cellulare al momento dell’impatto, ma anche se dovesse emergere una chiamata non sarebbe possibile stabilire se Anzolin stesse usando l’auricolare o il vivavoce.

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I FERITI - Il professor Edoardo Caleffi, direttore proprio del dipartimento Centri Ustioni e Chirurgia plastica dell'Azienda ospedaliera Università di Parma, ha seguito direttamente tre pazienti coinvolti nel disastro, due operati nei
giorni scorsi e il terzo che tra poco verrà portato in sala operatoria. In un'intervista rilasciata all'agenzia Dire ha dichiarato che i i pazienti stanno meglio: "Per quel che possono consentire le condizioni, stanno bene. Sono stabili e stanno progredendo e migliorando, sono stati operati e sottoposti a una valutazione delle ustioni grazie ad una apparecchiatura che rileva come circola il flusso di sangue delle parti ustionate attraverso l'uso di una colorazione che si chiama endocianina. - descrive -. Sono stati sottoposti a medicazione chimica che definisce le parti profonde pulendole. Due pazienti sono stati già operati e un terzo tra poche ore verrà trasportato in sala operatoria.

La prognosi è ancora riservata, ma le loro condizioni fanno ben sperare. Non sono in pericolo di vita. Questi pazienti che abbiamo qui nella nostra struttura, nel dramma, sono stati fortunati perché sono rimasti ustionati nella parte posteriore e non davanti. Perché l'onda di calore dovuta all'incidente li ha travolti da dietro e quindi hanno ustioni nella parte posteriore del corpo. In particolare riportano ustioni sul dorso, nella parte posteriore delle braccia e sulla nuca, e sulle gambe, ma hanno salvi il viso e le mani e quindi da un punto di vista morfo-funzionale le loro funzioni vitali per ora sono garantite. Possiamo dire che faranno dunque un decorso migliore rispetto ad altri".

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