Bologna, 21 marzo 2021 – Colori regioni confermati per quasi tutta Italia. Le uniche a cambiare sono il Molise che lascia il rosso per l’arancione e la Sardegna, che con un doppio salto è costretta ad abbandonare il bianco per diventare arancione.

Emilia-Romagna, Marche e Veneto manterranno la zona rossa almeno fino al 28 marzo, visto che il cambio di colore è stato il 15 marzo e rimarrà in vigore per due settimane. Ma le previsioni per il prossimo monitoraggio non sono incoraggianti: a meno che non arrivi un deciso cambio di rotta, la zona rossa potrebbe proseguire anche nella settimana di Pasqua. Il corso della pandemia, intanto, è stabile. In Italia l’Rt è fermo a 1.16, mentre l’incidenza sale da 225 di sette giorni fa a 250. Secondo uno studio, l'Italia ha raggiunto in questi giorno il picco dei contagi.

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I dati di Marche e Veneto sono in leggero rialzo, sia per Rt (l’indice che misura la velocità di diffusione del virus) sia per incidenza (quanti casi di positività al Covid-19 ci sono ogni 100mila abitanti). Quelli dell’Emilia-Romagna, invece, cominciano a migliorare e si nota un notevole calo dell’Rt da 1.34 a 1.18. Le terapie intensive e i reparti Covid, però, sono ancora in sofferenza, con percentuali di occupazione molto alte. (Qui l'analisi approfondita dei parametri ospedalieri).

Autocertificazione: il modulo in Pdf - Zona rossa: quando si può uscire dal comune

Visto l’aumento di contagi e ricoveri, il governatore del Veneto, Luca Zaia, non esclude una possibile ordinanza per vietare gli spostamenti da fuori Regione verso le seconde case in Veneto. Su fronte vaccini, ieri 20 marzo, sono riprese le prenotazioni per AstraZeneca nelle Marche, così come è ripartita la campagna vaccinale in Emilia-Romagna.

Prendiamo ora in analisi l’ultimo monitoraggio dei dati Covid del Ministero della Salute, il numero 44, inerente la settimana dall’8 al 14 marzo, riguardo Emilia-Romagna, Marche e Veneto.

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Emilia-Romagna: migliora solo l'Rt

Dopo sei settimane di dati in continuo peggioramento, si registra per la prima volta un miglioramento di Rt, incidenza e numero di casi settimanali. Non vale, però, per gli ospedali, in cui aumentano le percentuali di occupazione dei posti letto.

Si parla di un aumento dal 46% del 12 marzo al 51% del 19 marzo per le terapie intensive, mentre i reparti Covid non critici passano dal 50% al 55%. Entrambi i dati sono sopra le soglie di criticità e superano anche le medie nazionali, rispettivamente di 37% e 41%.

Questa nota dolente si attenua in prospettiva di tempi migliori. Il calo dell’Rt da 1.34 a 1.18, infatti fa ben sperare, così come la leggera diminuzione dell’incidenza da 434 a 403 (anche se è ancora ben al di sopra della soglia critica di 250 casi di positività ogni 100mila abitanti) e i casi settimanali che sono stati 18.014 (ce ne erano stati 19.386 nella prima settimana di marzo).

Il miglioramento dell’Rt permette alla Regione di passare da uno scenario di tipo 3 (con una trasmissibilità del virus rischiosa per la tenuta del sistema sanitario nel medio periodo) ad uno di tipo 2, in cui la trasmissibilità è sempre sostenuta e diffusa, ma gestibile nel medio-breve periodo.

I parametri di valutazione rimangono gli stessi della settimana precedente. La valutazione di probabilità di diffusione (che monitora i casi settimanali e l’Rt) è ‘moderata’; la valutazione di impatto sui sistemi ospedalieri è ‘alta’; mentre la classificazione complessiva di rischio è ‘alta’.

Si presenta poi un’altra voce che potrà interferire con un eventuale cambio di colore. La classificazione di rischio è stata ‘altaper più di tre settimane e questo significa che per tornare arancioni serviranno dati stabili e più bassi per diverse settimane. Per questo motivo, è difficile che una volta scaduta la zona rossa, il 29 marzo si cambi colore. Senza dimenticare che anche Pasqua sarà un lockdown per tutta Italia.

Marche a rischio alto

Le valutazioni sanitarie delle Marche sono uguali a quelle dell’Emilia-Romagna. E anche qui la classificazione di rischio è stata ‘altaper più di tre settimane. Quindi è difficile che si verifichi un cambio colore prima di Pasqua. Per di più, a differenza della Regione emiliano-romagnola, le Marche non vedono un decremento dei parametri sanitari.

Anzi, rispetto alla prima settimana di marzo, l’Rt è salito da 1.08 a 1.19, pur non raggiungendo la soglia di 1.25 e rimanendo quindi in uno scenario di tipo 2. Salgono, anche se di poco, l’incidenza (da 310 a 319, ma sempre sopra il valore critico di 250) e i casi settimanali (da 4.700 a 4.826).

Sempre peggiore la situazione ospedaliera. L’aumento dell’occupazione dei posti letto in terapia intensiva è di undici punti percentuale rispetto al 12 marzo: quindi 59% al 19 marzo. Da 57% a 64% i reparti Covid non critici.

Veneto: una speranza c'è

Panoramica leggermente migliore in Veneto, ma di poco. Cala l’Rt da 1.28 a 1.25 e questo permette alla regione di passare come l’Emilia-Romagna da uno scenario di tipo 3 a uno di tipo 2. L’Rt rimane, comunque, da zona rossa, e se anche l’incidenza non lo è, si avvicina. Cresce, infatti, passando da 194 a 245.

Ci sono stati più casi settimanali: 11.986 contro i 9.486 della settimana prima. E cresce anche l’occupazione ospedaliera, ma con dati molto buoni e al di sotto della media nazionale. Le terapie intensive salgono dal 15 al 20% (ancora lontana è la soglia di allarme del 30%, mentre in Italia la media è del 37%). I reparti Covid non critici passano da 18% a 23%. Anche qui lontana la soglia del 40%. In Italia la media è al 41%.

La buona situazione ospedaliera conferma la valutazione di impatto come ‘bassa’. Così come ‘moderata’ la valutazione di probabilità di diffusione del virus. ‘Alta’, invece, la classificazione complessiva di rischio.

Cruciale sarà la prossima settimana per capire se il Veneto potrà tornare arancione prima di Pasqua. L’Rt sta calando, anche se gli altri parametri continuano a crescere. Potrebbe essere un buon presupposto da cui partire.

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