
Sopra un esame diagnostico. Accanto Tiziano Carradori (Ausl) e Maria Giorgini (Cgil)
Una lettera in cassetta può vuol dire molte cose, ma per 100mila famiglie romagnole in questi giorni significa ricevere una richiesta di pagamento dall’Ausl Romagna. L’Azienda ha, infatti, avviato il recupero dei ticket relativi a prestazioni sanitarie usufruite ma non saldate tra il 2019 e il 2020.
L’ente ha accumulato un arretrato di oltre 10 milioni di euro di quote non pagate, di questi ne sono stati recuperati solo 314.500. Il tasso di riscossione, infatti, si attesta intorno al 3,01%, tra i peggiori in Regione.
Federconsumatori aveva contestato le richieste, evidenziando il possibile impatto economico su molte famiglie, chiedendo un incontro con la direzione dell’Azienda, che si è tenuto lunedì. "L’invio tardivo delle richieste e, di conseguenza, la spedizione massiva e il rallentamento è dovuto alla pandemia e alle difficoltà connesse all’alluvione – specificano in una nota congiunta Ausl e Federconsumatori –. Gli importi dovuti sono relativi solo al costo del ticket senza alcuna spesa aggiuntiva. Insieme alla lettera è stato allegato un bollettino PagoPa e una mail da contattare per eventuali chiarimenti".
Se il cittadino vuole ricostruire l’evento clinico oggetto del pagamento potrà farlo personalmente attraverso il Fascicolo sanitario. Per vincoli di privacy l’Azienda non potrà inviare documentazione tramite mail. "Durante l’incontro è stato precisato che si stanno attivando una serie di correttivi che consentiranno al medico del Pronto soccorso di stampare, contemporaneamente al referto, il modulo per il saldo del ticket – continua la nota –. L’impegno reciproco sarà quello di monitorare eventuali criticità e controversie, predisporre la rateizzazione per gli importi superiori a 50 euro e definire una nuova campagna d’informazione su questo tema".
Le Cgil della Romagna hanno espresso apprezzamento per l’esito dell’incontro: tra i firmatari della nota anche Maria Giorgini, segretaria generale di Cgil Forlì. "È importante che l’Azienda abbia riconosciuto la necessità di porre rimedio a una procedura che, per quanto legittima, ha causato disagi e preoccupazione". Tuttavia, l’organizzazione ritiene sia urgente un confronto diretto tra i sindacati e la Conferenza Territoriale Socio-Sanitaria: "Stanno emergendo segnalazioni che fanno pensare anche a procedure non omogenee tra territori e strutture. Inoltre – prosegue la nota –, l’Ausl chiarisca quali misure intende adottare affinché non si ripetano situazioni come quella attuale".
"Il rischio – conclude l’ente – è che senza l’adeguata informazione, si alimenti la sfiducia nei cittadini. Allo stesso tempo non è sostenibile che un’Azienda resti a credito per milioni di euro in un momento in cui la tenuta del servizio pubblico è messa a dura prova da tagli e sottofinanziamento".
Valentina Paiano