Omicidio Severi, il fratello Romano: “Daniele mi fa paura, ci minacciava, diceva ’Vi taglio la testa’”

Al processo Severi la lunga testimonianza del fratello della vittima e dell’imputato: "Dopo un incidente stradale cominciò ad essere nemico della famiglia"

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Forlì, 24 novembre 2023 – La verità di Romano Severi è una: "Daniele mi ha sempre fatto paura. E anche adesso mi fa paura...". Romano, poliziotto in pensione, è fratello di vittima e imputato. È il primo della schiatta Severi a parlare in aula nel processo contro Daniele per l’omicidio di Franco. E testimonia per quasi cinque ore. Prima stimolato dal pm Federica Messina poi dal suo stesso avvocato, Max Starni – sì perché Romano è pure parte civile assieme agli altri quattro fratelli, tutti contro Daniele – e quindi dai legali dell’imputato, Maria Antonietta Corsetti e Massimiliano Pompignoli.

Romano fin dal primo minuto punta il dito contro Daniele: "Più volte ha minacciato tutti noi di morte. E sempre in un unico modo: ’Io vi taglio la testa!’. Ripeteva sempre questa frase. E alla fine è successo veramente… Tanto che quando ho saputo che a Franco, quando l’hanno trovato morto, mancava la testa, ho chiamato subito il capitano Lifrieri dei carabinieri di Memdola per metterlo in guardia. E gli dissi che secondo me era stato Daniele ad ammazzare Franco in quel modo...".

Romano fissa una linea di demarcazione oltre la quale Daniele è diventato un ‘nemico’ della sua famiglia: "È successo nel 2012. Quando Daniele fu vittima di un grave incidente. Ebbe una convalescenza lunga, circa 15 mesi. Che lui passò nel fondo agricolo di famiglia, dove ancora c’erano i miei genitori. Lui scelse di passare lì la convalescenza perché quella per lui era la sua vera casa. Era ossessionato da quel fondo agricolo, lo sentiva suo. Lo voleva per sé…". Al termine della convalescenza, sostiene Romano, Daniele avrebbe dichiarato guerra ai famigliari. "Litigò subito anche mia mamma e mia sorella Annamaria. Mi chiamarono che ero al lavoro in questura. Dissero: ’Daniele ci sta picchiando!’. Era il 2014".

Nel 2016 Daniele riceve anche un’ordinanza del tribunale che gli impediva di avvicinare la madre. Da quel momento è una progressione di liti. Furibonde. "Tantissimi episodi, anche con mia sorella Milena. La minacciò puntandole contro una pistola" ripete Romano. Romano e Daniele si squadrano di soppiatto. Lo sguardo torvo di Daniele però, di colpo, si commuove, inaspettamente, quando Romano parla del figlio morto in un incidente stradale.

L’avvocato Massimiliano Pompignoli poi vira sul tema testamento. Uno è contestato: per Franco prima e per Romano anche ora quel lascito del padre Attilio a Daniele sarebbe stato falso. Pompignoli però estrae anche un secondo testamento. Del 2019, quindi redatto dopo il primo. Questa volta il padre lascia tutto al figlio maggiore, Mario Angelo. "Sapeva di questo documento?" il legale chiede a Romano. "So che mio padre ne voleva fare un altro... E comunque mio padre mi disse che Daniele lo costrinse a firmare un foglio dove fu scritto il testamento a favore di Daniele...".