Bologna, 21 ottobre 2021 - Green pass obbligatorio fino a dicembre 2021, e questo ormai è ben chiaro a tutti. Specialmente ai lavoratori 'no pass': sia ai più reticenti che hanno optato per ferie o malattia, sia a quelli che si sono prenotati i tamponi in farmacia per due mesi. Ma che accadrà tra due mesi? Quando insieme alla fine dello stato di emergenza, è prevista anche la scadenza delle norme sul green pass e quindi dell’obbligo di esibirlo lì dove oggi è richiesto? Per ora nulla è ancora deciso, ma i ragionamenti tra i tecnici e nel Governo vanno verso una direzione: allungare la durata del green pass anche al 2022, forse fino all’estate, almeno fino alla primavera. Anche visti l'aumento dei contagi e il calo delle vaccinazioni, anche in Emilia Romagna, Veneto e Marche. 

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Sul lavoro poi, non bisogna sottovalutare i vari aspetti legati all'attività contributiva e pensionistica, che la mancanza di green pass comporta. 

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Vaccinazioni in calo mentre il Governo spinge per la terza dose

Lo scopo è di spingere la campagna per le terze dosi del vaccino ora aperto a sanitari, over 80 e da poco anche agli over 60 e portare infine il totale degli immunizzati con due dosi al nuovo target di sicurezza indicato dal commissario Figliuolo: il 90% di vaccinati. Invece nell'ultima settimana sono calate le somministrazioni di vaccino anti Covid: dal 20 al 26 ottobre sono state in media poco più di 152.000 al giorno. E a diminuire, nonostante l'estensione del Green pass a tutti i luoghi di lavoro, sono anche le prime dosi: in 7 giorni si contano infatti -53% nuovi vaccinati. Mentre 11 milioni di dosi rimangono stipate in frigo. È quanto rileva il nuovo monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe aggiornato alle 6 di mattina del 27 ottobre.

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Cosa rischia chi è senza Green pass al lavoro 

Ricordiamo che chi è senza Green pass fino al 31 dicembre non può accedere al proprio posto di lavoro e, dopo cinque giorni di assenza, verrà considerato assente ingiustificato e non sospeso, ma lasciato senza stipendio. Questo significa che continueranno a decorrere termini per la maturazione delle ferie e dei permessi, del Tfr e tutti i diritti connessi con il regolare svolgimento della mansione lavorativa, ma che il lavoratore verrà considerato in permesso non retribuito, fermo restando il divieto di licenziamento. Le sanzioni per chi accede in azienda senza Green pass vanno dai 600 a 1.500 euro, mentre per il datore di lavoro che non controlla si va da 400 a 1.000 euro.

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Cosa rischia chi è senza Green pass da gennaio 2022

Da gennaio 2022 tuttavia ciò che si rischia, stando alle faq del governo e del ministero per la pubblica amministrazione, è molto di più. I lavoratori che non hanno il green pass al lavoro sono considerati assenti ingiustificati il che equivale automaticamente alla sospensione dello stipendio. L’assenza  ingiustificata (come le linee guida per la pubblica amministrazione) non corrisponde solo alla sospensione dello stipendio, ma anche alla mancata maturazione delle ferie e dell’anzianità di servizio.
 

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Green pass lavoro: da gennaio 2022 a rischio la progressione economica orizzontale

Per chi non ha il green pass al lavoro e viene considerato assente ingiustificato è a rischio da gennaio 2022 anche la progressione economica orizzontale, come chiariscono le faq ministeriali. Le linee guida infatti chiariscono come i giorni di assenza ingiustificata per mancato possesso ed esibizione del green pass sul lavoro non concorrono alla maturazione di ferie e comportano la perdita dell’anzianità di servizio corrispondente.
La Faq fa riferimento in particolare all’articolo 16, comma 6 del Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro del comparto funzioni locali che stabilisce che “ai fini della progressione economica orizzontale il lavoratore deve essere in possesso del requisito di un periodo minimo di permanenza nella posizione economica in godimento pari a ventiquattro mesi”.

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Da gennaio non si maturano ferie né anzianità di servizio

Ci si chiede come l’eventuale assenza ingiustificata per mancato possesso del green pass al lavoro possa influire sulla progressione economica orizzontale, una crescita dello stipendio stesso quindi.
La domanda nel dettaglio è: “Se un dipendente ha ottenuto l’ultima progressione con decorrenza dal 1° gennaio 2020 ed effettua delle assenze ingiustificate per mancanza di certificazione verde dal 1° novembre 2021 al 31 dicembre 2021 può partecipare alla selezione per il riconoscimento della progressione economica con decorrenza 1° gennaio 2022?”.
La risposta del ministero è molto chiara: “I giorni di assenza ingiustificata non concorrono alla maturazione di ferie e comportano la corrispondente perdita di anzianità di servizio, a qualunque fine.”
Questo significa che chi fa un’assenza ingiustificata per mancato possesso di green pass non matura l’anzianità di servizio e di conseguenza rischia di non maturare le mensilità necessarie per la progressione economica da gennaio 2022.


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Come chiariscono le linee guida con l’assenza ingiustificata viene meno qualsiasi componente della retribuzione di carattere fisso e continuativo, accessorio o indennitario previsto per la giornata di lavoro non prestata, in questo caso per il mancato possesso del green pass al lavoro. Per essere chiari: “in relazione alle giornate di assenza ingiustificata, al lavoratore non sono dovuti né la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominati, intendendosi qualsiasi componente della retribuzione (anche di natura previdenziale) avente carattere fisso e continuativo, accessorio o indennitario comunque denominato, previsto per la giornata di lavoro non prestata.”
Il che significa che non solo non si matura l’indennità di servizio che fa perdere la progressione economica, ma anche che non si ha diritto, con la sospensione dello stipendio per mancato possesso del green pass al lavoro, per i giorni di assenza ingiustificata: alle quote degli assegni familiari, all’indennità di cassa integrazione per sospensione dell’attività aziendale alla malattia, alla maternità.