ANDREA COLOMBARI
Cronaca

Inchiesta sull’alluvione: a Ravenna la procura indaga per disastro colposo

Fascicolo contro ignoti: raccolti per ora le foto del disastro e i primi verbali. Gli sciacalli colpiscono ancora, denunciate altre tre persone

Ravenna, 23 maggio 2023 – Dentro per ora ci sono le prime relazioni della Protezione civile e delle forze dell’ordine. Ma soprattutto ci sono decine e decine di foto che, allineate, restituiscono quasi al rallentatore la dimensione della tragedia. La Procura di Ravenna ha aperto un fascicolo per disastro colposo sui giorni che hanno stravolto l’interno territorio della provincia romagnola. Al momento contro ignoti: ciò non esclude che con il progredire dell’inchiesta, le verifiche si possano canalizzare verso nomi precisi.

Ancora acqua alta in alcuni paesi del Ravennate, come Conselice
Ancora acqua alta in alcuni paesi del Ravennate, come Conselice

La rabbia degli alluvionati a Conselice / Il maxi concerto / La nostra raccolta fondi

La decisione di fare chiarezza, è arrivata dallo stesso procuratore capo, Daniele Barberini. Ed è parallela e analoga a quella presa dalla Procura della vicina Forlì, anche in questo caso contro ignoti. Il passo per gli inquirenti ravennati è stato quasi un atto dovuto alla luce di una circostanza che ha reso ancora più pesante il bilancio: 7 sono stati i morti finora accertati, perlopiù tutti annegati nelle loro abitazioni o comunque deceduti a causa dell’arrivo dell’acqua, come la coppia folgorata nel comune di Russi mentre cercava di spostare un pesante congelatore dal piano terra.

Ed è questa una delle differenze più nette rispetto alla prima alluvione, di inizio mese, nella quale, al di là degli allagamenti, il bilancio delle vittime si era fermata a una. Anche in tale circostanza era stato aperto un fascicolo sugli allagamenti: di quelli però che vengono indicati come ‘conoscitivi’. Tecnicamente, un modello 45: cioè senza ipotesi di reato. Lo stesso è accaduto anche per i 7 morti: ma non è detto che il Pm di turno Angela Scorza, anche alla luce dell’impulso che ora potrà dare l’inchiesta principale, non possa decidere di approfondire attraverso singole inchieste per omicidio colposo. Del resto la carta in più che ora gli inquirenti hanno in mano, è il confronto con quanto realizzato da amministratori e soccorritori dopo la prima alluvione sapendo cioè in anticipo quali potessero essere i punti dove l’acqua avrebbe spinto di più. Certo: per districarsi, occorreranno consulenze tecniche e sopralluoghi mirati. Un lavoro tutt’altro che semplice e impossibile da avviare prima che i luoghi vengano prosciugati dall’acqua.

Nell’attesa, la Procura deve fare i conti con un’altra piaga: lo sciacallaggio. Stamattina sarà la volta dell’udienza di convalida per i due coniugi di origine albanese di 40 e 33 anni arrestati domenica mattina dalla polizia con l’accusa di essersi mescolati agli ‘angeli del fango’ per depredare 5.500 euro a una coppia di anziani di Fornace Zarattini, frazione alle porte di Ravenna ancora sott’acqua. E non è un caso isolato: domenica sera nel comune di Castel Bolognese, i carabinieri hanno denunciato un uomo, una donna e un minorenne originari dell’est europeo a piede libero (si era fuori dalla flagranza di reato) per tentata rapina impropria.

Ad aiutare i militari inseguendo e bloccando il primo dei sospettati, è stato un operaio 48enne della zona, Enrico Montanari, che abita tra il fiume Senio e un canale, "e sono esondati tutti e due…". Per questo stava spalando il fango quando tutto è accaduto: "Saranno state le 17.40 – ha detto – quando con mio cognato abbiamo notato queste tre persone che osservano il fiume: avevano un borsone pieno di utensili da cucina: i miei… Se me li avessero chiesti, magari glieli avrei pure dati. Ma lo sciacallaggio proprio no!".