Bologna, 16 settembre 2021 -  Sono in leggera crescita i contagi da Coronavirus  in Emilia Romagna: il bollettino di oggi ne registra 364 (ieri 324) ma si registrano 6 vittime legate alla pandemia (ieri 3).

L'aggiornamento Coronavirus, il bollettino dell'Emilia Romagna del 17 settembre 

I nuovi infetti sono stati individuati dall'analisi di 28.502 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore, il tasso di positività da ieri è dell’1,3% (ieri 1,1%)

In calo i ricoveri: mentre il numero dei pazienti in terapia intensiva Covid rimane invariato (44), diminuisce di 23 unità quello dei reparti ordinari (427).

La situazione dei contagi nelle province vede Modena con 85 nuovi casi; seguono Rimini (54), Parma (48) e Bologna (47) più 9 nel Circondario imolese; poi Reggio Emilia (33) e Ravenna (30); quindi Piacenza (18), la zona di Forlì (17) e Ferrara (14); infine l'area di Cesena (9).

Contagi Covid oggi in Emilia Romagna: i dati del 16 settembre

Gli emiliano romagnoli guariti sono 771 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 392.457. Diminuiscono i casi attivi, cioè i malati effettivi in carico al servizio sanitario, che oggi sono 13.372 (-413 rispetto a ieri).
Il 96,5% dei casi attivi è in isolamento a casa, senza sintomi o con sintomi lievi.

Covid: la nuova mappa del rischio Ue. I colori delle regioni

Intanto la terza dose di vaccino anti Covid è alle porte. Da lunedì si parte anche in Emilia-Romagna e non ci sarà bisogno di prenotazioni. Le persone appartenenti alle categorie per le quali è prevista la somministrazione non dovranno fare nulla, perché verranno contattate dalle Aziende sanitarie, assicura la Regione, precisando che le prime convocazioni sono già partite.

Quanto ai numeri delle vaccinazioni, alle 15 di oggi sono state somministrate complessivamente 6.225.237 dosi; sul totale, 2.976.694 sono le persone che hanno completato il ciclo vaccinale. Qui il conteggio in tempo reale. 

Coronavirus in Italia, dati e tabella delle regioni

Sono 5.117 i nuovi contagi da Covid-19 in Italia (+287) con 306mila tamponi (-11mila). Lo evidenzia il bollettino odierno del ministero della Salute che registra anche 67 decessi (-6) e un tasso di positività all'1,7% (+0,2 punti percentuali). In Sicilia sono stati rilevati 878 casi, in Veneto 613 e in Lombardia 573. Gli attualmente contagiati sono 116.342 (-2.145) dei quali 4.018 ricoverati nei reparti ordinari (-110) e 531 in terapia intensiva (-9). Restano in isolamento domiciliare 111mila pazienti mentre sono 7.193 le persone dimesse o guarite.

Contagi in Emilia Romagna

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 419.249 casi di positività, 364 in più rispetto a ieri, su un totale di 28.502 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è dell’1,3%.

Dei nuovi contagiati, 135 sono asintomatici: 78 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 6 con lo screening sierologico 28 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 10 tramite i test pre-ricovero. Per 13 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

Tra i nuovi positivi 138 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 175 sono stati individuati all’interno di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 38,3 anni.

Ecco la mappa del contagio sul territorio dall’inizio dell’epidemia da Covid: 25.967 a Piacenza (+18 rispetto a ieri, di cui 9 sintomatici), 31.807 a Parma (+48, di cui 18 sintomatici), 50.621 a Reggio Emilia (+33, di cui 22 sintomatici), 70.950 a Modena (+85, di cui 49 sintomatici), 87.962 a Bologna (+47, di cui 35 sintomatici), 13.396 casi a Imola (+9, tutti sintomatici), 25.368 a Ferrara (+14, di cui 12 sintomatici), 32.923 a Ravenna (+30, di cui 19 sintomatici), 18.260 a Forlì (+17, di cui 9 sintomatici), 21.218 a Cesena (+9, di cui 7 sintomatici) e 40.777 a Rimini (+54, di cui 40 sintomatici).

Morti Covid in Emilia Romagna

Il bollettino di oggi registra 6 vittime legate alla pandemia: 2 in provincia di Modena (entrambi uomini di 82 e 93 anni), 1 in provincia di Bologna (un uomo di 93 anni), 1 in provincia Reggio Emilia (un uomo di 95 anni), 1 in provincia di Ferrara (una donna di 86 anni), 1 a Forlì (un uomo di 73 anni).

In totale, dall’inizio dell’epidemia, i decessi in regione sono stati 13.420.

Ricoveri

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 44 (invariato rispetto a ieri): 3 a Piacenza (numero invariato rispetto a ieri); 6 a Parma (+1); 4 a Reggio Emilia (invariato); 5 a Modena (invariato); 10 a Bologna (invariato); 2 a Imola (invariato); 6 a Ferrara (invariato); 1 a Forlì (invariato); 7 a Rimini (-1). Nessun ricovero in terapia intensiva a Ravenna e a Cesena (come ieri).

Sono invece 427 gli emiliano romagnoli curati negli altri reparti Covid (-23).

Contagi oggi a Bologna

Tra i 47 nuovi casi di positività in provincia di Bologna, 35 hanno effettuato il tampone per presenza di sintomi, 3 sono stati individuati attraverso le attività di contact-tracing, 3 casi mediante i test per categoria, 1 caso attraverso i test pre-ricovero mentre per 5 casi sono in corso le indagini epidemiologiche. Tra i 47 nuovi contagi, 26 sono sporadici e 21 sono inseriti in focolai. 5 casi sono stati importati dall’estero, nessun caso da altre regioni.

Green pass: ultime notizie

Via libera unanime del Consiglio dei ministri al decreto che estende a tutti i lavoratori, della pubblica amministrazione ma anche del comparto privato, l'obbligo di green pass. Il dl per l'estensione del Green pass: scatterà dal 15 ottobre, per tutti i lavoratori pubblici e privati.  

La bozza prevede sanzioni, inclusa la sospensione e lo stop allo stipendio, per chi per cinque giorni consecutivi si presenti al lavoro senza carta verde. Ma in ogni caso non si potrà arrivare al licenziamento del lavoratore.

Secondo la bozza del decreto, non bisognerà più attendere 15 giorni dalla prima dose di vaccino anticovid per avere il Green pass ma lo si otterrà subito dopo la prima somministrazione.

Si valuterà il primo ottobre, in base all'andamento della curva epidemiologica, se aumentare la capienza nei luoghi in cui si svolgono eventi, nei cinema e nei teatri. Il tema è stato posto dal ministro Dario Franceschini e l'orientamento del governo sarebbe favorevole ma la scelta è non compiere passi affrettati, perché aumentare la capienza vorrebbe dire ridurre il distanziamento, dunque si valuterà tra due settimane alla luce dell'andamento della curva dopo l'apertura delle scuole.

Coronavirus, l'analisi della Fondazione Gimbe

Migliora in Emilia Romagna, nella settimana dall'8 al 14 settembre, l'indicatore relativo ai casi attualmente positivi al Covid ogni 100.000 abitanti (314) e si registra una diminuzione (-12,4%) dei nuovi casi rispetto alla settimana precedente.
I dati emergono dal monitoraggio effettuato dalla Fondazione Gimbe

Nuovi casi per 100mila abitanti settimana 8-14 settembre per provincia: Rimini 104, Modena 86, Forlì Cesena 69, Parma 68, Bologna 67, Piacenza 60, Ravenna 58, Reggio Emilia 56, Ferrara 49.

Quanto agli ospedali, in regione restano sotto la soglia la saturazione sia i posti letti in area 5%, sia quelli in terapia intensiva (5%, media Italia 6%). La soglia di rischio  è del 15% per area medica e del  10% per terapie intensive, dati Agenas. 

Sopra la media nazionale (69%) invece è la percentuale di popolazione che ha completato il ciclo vaccinale, pari al 68% ; la percentuale di 12-19enni che ha completato il ciclo è pari al 31,7% , sotto alla media Italia (33,7%).

Covid: lo studio sui contagi della prima ondata

Non sono le relazioni in famiglia ad aver influenzato l'alta circolazione del Covid in Italia, soprattutto a danno degli anziani in particolare durante la prima ondata. La responsabilità invece è dei tanti contatti e incontri fuori casa, ossia della maggiore socialità tipica degli italiani rispetto ad altri Paesi europei. La conferma arriva da uno studio portato avanti dalle Università di Bologna e Trento, insieme alla Sorbona.

Durante la prima ondata, in Italia la velocità di diffusione del Covid e il livello di letalità sono stati più elevati rispetto ad altri Paesi europei.

Molti studiosi hanno cercato di spiegare questo fenomeno, facendo notare che nella società italiana ci sono legami familiari molto stretti tra nonni, genitori, figli e nipoti, che spesso vivono insieme o comunque si vedono molto di frequente. Una caratteristica che avrebbe contribuito alla rapida diffusione del virus tra gli anziani.

La nuova ricerca, pubblicata sulla rivista Plos One, invece 'scagiona' la famiglia italiana e suggerisce che ad accelerare la diffusione del Covid sia stato il fatto che, in media, gli italiani hanno ogni giorno più contatti faccia a faccia con altre persone, di qualsiasi età, rispetto alle popolazioni di altri Paesi come Germania o Regno Unito.