Alluvione in Emilia Romagna, i martiri del cataclisma: intrappolati nel fango e nella casa domotica

La Spoon River dell’alluvione: dal barbiere alla cassiera, ecco le 15 vittime ufficiali. Le loro storie, la loro morte: Giamberto prigioniero nella sua abitazione futuristica

Bologna, 15 giugno 2023 – L’acqua scorre e il cuore dimentica. No, non qui. I sofismi di Flaubert non hanno nulla a che fare con la Romagna messa in ginocchio dall’alluvione piombata tra il 16 e il 17 maggio. Un mese fa. Da allora l’acqua si è ritirata e il fango è stato (ormai in larga parte) rimosso a colpi di badile dagli abitanti e da un esercito di volontari, ma tante cose che c’erano si sono perdute. I mobili, gli elettrodomestici e i macchinari torneranno, nuovi, le vite no. Quindici persone non hanno superato la catastrofe ambientale e per questo Flaubert ha torto. Il cuore, in Romagna, non dimentica. In questa pagina pubblichiamo 13 volti delle 15 vittime.

I morti dell'alluvione in Emilia Romagna
I morti dell'alluvione in Emilia Romagna

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A Chiesuola di Russi, nel Ravennate, i soccorritori hanno trovato Delio Foschini e sua moglie Dorotea Delle Fabbriche di 73 e 71 anni fianco a fianco, a casa. Sono rimasti vicini fino alla fine, probabilmente cercando di mettere in sicurezza un frigorifero, che è caduto loro addosso. Oppure che a causa dell’acqua ha generato un corto circuito fatale. Lasciano tre figli e un’azienda agricola.

A Castel Bolognese a 75 anni è morto Giamberto Pavani, ‘prigioniero’ della sua casa domotica, attrezzata con tapparelle elettriche, bloccatesi quando è saltata la corrente. Asserragliato sui mobili, chiedeva aiuto ai vicini, che hanno cercato di salvarlo, ma i varchi della sua abitazione non hanno ceduto.

A Sant’Agata sul Santerno si è scritta una delle pagine più struggenti: a perdere la vita è stato Giovanni Sella, 89 anni, ex barbiere. Era a letto, vegliato dalla moglie. La donna ha tentato di portarlo in salvo al primo piano, ma le sue forte non sono bastate. Allora è rimasta lì, con lui, fino a quando i vigili del fuoco non la hanno evacuata da una finestra. Giovanni non è riuscito a seguirla.

Sempre a Sant’Agata ha perso la vita anche Neride Pollini di 92 anni, cassiera di supermercati rientrata da Roma. E’ stata trovata con le braccia alzate, vicino all’armadio. Cercava una via di fuga.

Fiorenzo Sangiorgi, 68enne che viveva a Fusignano, sempre nel ravvenate, era un agricoltore e nel momento dell’alluvione si trovava su un furgoncino insieme al suo cane. L’animale si è salvato, l’uomo, che un altro agricoltore aveva cercato di aiutare utilizzando un trattore, non ce l’ha fatta. Giordano Feletti era di Faenza, aveva 79 anni ed era un volto noto del Rione Rosso, di cui era stato console. Abitava al terzo piano, lo hanno trovato in giardino. C’è chi dice che fosse sceso in strada per aiutare i vicini.

Cesena ha invece pianto tre vittime. Sauro Manuzzi e Palma Maraldi , 69 anni lui e 73 lei, erano marito e moglie e vivevano nelle campagne di Ronta. Erano usciti per verificare la situazione nei campi: lei è caduta e ha chiesto aiuto, lui è corso, ma è a sua volta rimasto vittima della corrente. Il corpo della donna è stato trovato il giorno successivo sulla spiaggia di Cesenatico.

Riccardo Soldati invece ha perso i suoi 77 anni dopo essere uscito in giardino a Casale, per verificare lo stato dei tombini: uno smottamento lo ha travolto.

A Forlì i morti sono stati tre: Franco Prati di 64 anni e la moglie Adriana Mazzoli di 53 sono stati travolti nella loro abitazione dalla piena del fiume Montone, mentre Vittorio Tozzi ha perso la vita nella cantina di casa. Lo ha sommerso il fango, mentre si adoperava nel tentativo di salvare i suoi coniglietti, ai quali era molto affezionato.

La vittima più giovane è stato Fabio Scheda, di San Lazzaro di Bologna: aveva 43 anni e probabilmente è scivolato dentro a un pozzo nel tentativo di collegare una pompa per aspirare l’acqua che stava minacciando la casa nella quale viveva con la moglie e il figlio di 8 anni.

Il maltempo in Romagna ha causato anche un’altra vittima: il 3 maggio, durante una precedente alluvione, Remo Bianconcini, pensionato 80enne, era stato travolto dalle acque del Senio a Castel Bolognese mentre era in bicicletta.