FEDERICO MALAVASI
Cronaca

Ferrara, stadio Paolo Mazza senza pace: altri sequestri

Scattano i sigilli alla curva Est e alla copertura della gradinata Nord

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Ferrara, 19 agosto 2021 - Tutto come in un deja-v . Una calda mattina d’estate e le pattuglie della guardia di finanza che sfilano davanti allo stadio per apporre i sigilli ad alcuni settori del tempio della Spal. Ieri, a due anni dal primo blitz, i militari delle fiamme gialle sono tornati al ‘Paolo Mazza’ e hanno posto sotto sequestro preventivo tutta la curva Est (copertura e struttura di gradinata) e la copertura della gradinata Nord. Il provvedimento è stato emesso dal gip Danilo Russo su richiesta del pubblico ministero Barbara Cavallo, che coordina l’inchiesta (già conclusa) sulle presunte irregolarità nei lavori di ampliamento dell’impianto sportivo svolti nel 2018. Gli indagati: "Vogliamo una perizia super partes" Sotto indagine per quei fatti sono finite nove persone, tra tecnici e titolari delle imprese che hanno realizzato le opere. I reati ipotizzati a vario titolo sono frode nelle pubbliche forniture e falsi in progetto e collaudo. Il provvedimento eseguito ieri nasce dall’ultima nota tecnica del consulente della procura, Carlo Pellegrino. L’ingegnere, lo ricordiamo, già nella sua prima relazione aveva evidenziato situazioni di non conformità in alcuni settori dello stadio. Aveva inoltre indicato una serie di interventi (per un valore di circa seicentomila euro) necessari per mettere in regola le strutture dissequestrate nell’agosto del 2019 e riportarle nei margini di sicurezza previsti dalle norme tecniche per le costruzioni del 2018. Con le più recenti annotazioni, il consulente ha però evidenziato come gli interventi indicati siano stati realizzati solo in minima parte, ritenendoli quindi non pienamente efficaci. Insomma, Pellegrino rimarca "l’insufficienza dei lavori già eseguiti a seguito del primo dissequestro", che hanno "tamponato esigenze di carattere immediato" senza però mettere la struttura in una situazione di sicurezza "intesa come rischio accettabile". Il tecnico rileva infine come "la pericolosità permanga anche dopo gli interventi da ultimo" svolti.

Tacopina: "Mi avevano assicurato che la vicenda era chiusa" Alla luce di questi aspetti, il giudice ha ritenuto "plausibile" che una libera disponibilità dell’impianto possa avere ricadute sull’incolumità pubblica "fintantoché non vi sia stata la messa a norma e il successivo collaudo come sollecitato da Pellegrino". Le porzioni di struttura oggetto del sequestro, puntualizza il gip facendo proprie alcune conclusioni del consulente, al momento sarebbero esposte a un rischio "superiore rispetto a quello considerato accettabile dalle norme tecniche per le costruzioni", con particolare riferimento "alle condizioni atmosferiche sfavorevoli (vento e neve)", eventi accidentali in grado di "influire negativamente sui fattori di rischio già presenti in ragione delle riscontrate difformità". Su queste basi, il 16 agosto il giudice Russo ha disposto il sequestro preventivo della curva Est e della copertura della gradinata Nord, così come chiesto dalla procura a fine giugno, a conclusione delle indagini preliminari. La notizia dei nuovi sequestri, giunta a pochi giorni dall’inizio del campionato, è stata accolta come un fulmine a ciel sereno dai difensori dei nove indagati (Giuseppe Tassi, legale rappresentate di ‘Tassi Group’, impresa appaltatrice incaricata dei lavori, Lorenzo Travagli, progettista e direttore dei lavori, gli imprenditori Giampaolo Lunardelli, Lucio Coccolo, Domenico Di Puorto, Adelino Sebastianutti e Claudio Di Sarno e i collaudatori Alessio Colombi e Fabrizio Chiogna). "È la prova provata che conta di più il parere del consulente del pm piuttosto che il parere di una decina di consulenti tra quelli della difesa e delle parti lese – commenta l’avvocato Alberto Bova, difesa Colombi –. A questo punto è assolutamente indispensabile procedere con l’incidente probatorio". Il difensore di Tassi, l’avvocato Giulio Garuti, sta valutando se impugnare il provvedimento. "A breve comunque – annuncia –, il mio assistito si farà interrogare".