Omicidio di Fossombrone, l’interrogatorio del killer: tre ore di delirio davanti al gip

L’uomo in tribunale a mani giunte. Ha parlato dei suoi incubi e della persecuzione del 5G Ieri a Fossombrone i funerali di Marina. Lo strazio in chiesa di due famiglie distrutte

Il killer Andrea Marchionni e la bara della cognata Marina Luzi

Il killer Andrea Marchionni e la bara della cognata Marina Luzi

Urbino, 29 luglio 2023 – Tre ore di delirio. Avrebbe parlato di incubi e fantasmi, di "persecuzioni da parte del 5G" e simili Andrea Marchionni, l’assassino di Marina Luzi, la mamma, sua cognata (compagna del fratello), che lui ha ucciso martedì scorso, con un colpo in fronte esploso dalla Beretta semiautomatica che deteneva regolarmente. Marchionni sembra rimasto dunque preda dei suoi demoni, affastellati uno sull’altro, anche ieri mattina, davanti a tutti quelli che lo ascoltavano nell’aula del tribunale di Urbino, durante l’interrogatorio di convalida: il gip Francesca D’Orazio, il suo legale Donatella De Castro, il pm della procura di Urbino Simonetta Catani. Tutti hanno provato a seguirlo, perdendosi però inevitabilmente nel castello di frasi sconnesse che l’ex falegname con l’hobby della pittura costruiva via via. Il perché abbia deciso di uccidere Marina, resta un mistero, che i carabinieri del capitano Giuseppe Beltempo proveranno a risolvere anche con l’analisi dei contenuti del cellulare e del pc sequestrati all’uomo.

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Alla fine il gip, Francesca D’Orazi, si è ritirata in camera di consiglio e ha scritto l’ordinanza: per dire che l’arresto di Marchionni è convalidato, e che viene imposta la misura cautelare in carcere. Anche questo, come il delitto avvenuto in centro a Pesaro (vittima Pierpaolo Panzieri, l’assassino Michael Alessandrini, nello scorso febbraio) si annuncia come un delitto della follia, e sulla infermità mentale, totale o parziale, degli imputati si giocherà il grosso dei loro destini penali.

Marchionni arriva a Urbino dentro il cellulare della polizia penitenziaria alle 9,20 di ieri mattina. L’uomo capace di aver eliminato la cognata con la mano ferma del killer, ha lo sguardo perso, fisso nel vuoto. Indossa jeans, una polo grigio scura e un paio di sneakers. Scende dal furgone, tiene le mani giunte, come se pregasse. Sparisce nei corridoi del tribunale per riapparire oltre tre ore dopo, alle 12,50. Ha il volto provato, come se si fosse accorto tutto in un momento dell’enormità della tragedia che ha causato. In mano ha una bottiglietta d’acqua, di nuovo lo inghiotte il furgone, diretto nel carcere di Villa Fastiggi, dove è detenuto per omicidio volontario.

Poche ore dopo, alle 16, c’è l’ultimo saluto alla cognata, Marina. L’addio è a Fossombrone, dove la donna viveva, nella bifamiliare di campagna, assieme al compagno Enrico, fratello di Andrea, e alla figlioletta, nata nel settembre del 2021. Ieri era ultimo giorno di lutto cittadino. Nel manifesto funebre, i colleghi parlano di "ingiustificabile scomparsa" di Marina, conferma del fatto che l’assenza di motivi rende questa tragedia ancora più insopportabile. In chiesa c’erano entrambe le mamme travolte da questa tragedia: Franca, la mamma di Marina e Milena, e Luciana, la mamma di Enrico e Andrea, "due madri straziate in maniera differente da un dolore che ora sembra inconsolabile", dice dal pulpito il parroco che celebra la funzione, don Steven Carboni.

L’idea di una famiglia devastata accende però la solidarietà: le amiche di Marina e Milena hanno organizzato una raccolta per la famiglia Luzi. La causale è "Pro Marina Luzi" e l’iban, intestato alla parrocchia di Maria Ausiliatrice, è: IT93 Q087 0068 2900 0000 0078 060