Reggio Emilia, 22 settembre 2021 - E' stato tradito dai social e riconosciuto dal neo che è un tratto distintivo del volto: è stato arrestato stamattina alla periferia nord di Parigi lo zio di di Saman Abbas (foto), la ragazza di 18 anni scomparsa da fine aprile scorso. Si teme (ed è quasi una certezza) che sia stata uccisa e fatta a pezzi dai suoi familiari: volevano imporle un matrimonio combinato nel suo Paese d'origine, ma lei si è ribellata.

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Grazie a un mandato di cattura europeo, Danish Hasnain è stato rintracciato in una casa del quartiere di Garges les Gonesse: non era solo in casa e in tutti questi mesi ha potuto contare su un solida rete di connazionali che l'hanno protetto e nascosto. Il pakistano è stato rintracciato grazie a indagini svolte in collaborazione con i carabinieri di Reggio Emilia: è stato indicato come "la mente" e l'esecutore dell'omicidio. Lo accusa anche il fratello minore di Saman: "Secondo me l'ha uccisa strangolandola, anche perché quando è venuto a casa non aveva nulla in mano", ha detto.

Ad incastrare lo zio c'è anche il video che lo ritrae il 29 aprile, con i due cugini, vicino al casa di famiglia di Saman, a Novellara, con pala e piede di porco: secondo gli investigatori stavano andando a scavare la buca per seppellire la diciottenne. Hasnain è poi partito per la Francia assieme ai due cugini e al fratello di Saman, che però era stato fermato, il 10 maggio, e collocato in comunità in quanto minorenne. 

Il suo arresto è "fondamentale perché ci consentirà di avere una versione dei fatti, sempre che la voglia rendere, delle indicazioni anche su dove si trova il corpo di Saman", spiega la procuratrice di Reggio Isabella Chesi (video). Dal momento che il cugino è già in carcere, la procuratrice ha parlato della possibilità di "mettere a confronto le versioni dei fatti"£ dei due indagati.

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Gli indagati

Hasnain è uno dei cinque parenti della ragazza di 18 anni indagati per l'omicidio: in cella c'è uno dei cugini di Saman, Ikram Ijaz, anche lui arrestato in Francia. Restano ricercati i genitoriShabbar Abbas e Nazia Shaheen, che però sono riusciti a fuggire in Pakistan (video) e un altro cugino, Nomanhulaq Nomanhulaq. Ad accusare la famiglia è anche il fidanzato della ragazza, anche lui di origine pachistana e con il quale la giovane aveva deciso di sposarsi. Ma la loro relazione era osteggiata dalla famiglia che aveva scelto per lei un altro sposo in Pakistan

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La giovane si era ribellata a un matrimonio forzato in patria ed è scomparsa da Novellara dal 30 aprile. Il corpo della ragazza non è mai stato trovato, nonostante le lunghe settimane di ricerche nei campi di Novellara: secondo una lettera anonima, sarebbe nel torrente Bagna.

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In Italia tra una settimana

Per la consegna all'Italia dalla Francia - spiega la procuratrice di Reggio Emilia Isabella Chiesi, che non ha nascosto la sua soddisfazione per questo arresto, affiancata dal nuovo comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Andrea Milani - "di solito i tempi sono una settimana, dieci giorni. Per allora contiamo di avere contezza di qualcosa di più". 

La storia

L'allontanamento: a novembre 2020 Saman denuncia i genitori, rifiutando il progetto di matrimonio combinato (22 dicembre) che avevano per lei. Siccome la ragazza era ancora minorenne, è stata affidata a una struttura protetta nel Bolognese.

La scomparsa: la 18enne pachistana Saman Abbas si allontana dalla comunità in cui vive, da novembre 2020, l’11 aprile scorso. Ritorna a casa per prendere i suoi documenti, ma i genitiori non ne vogliono sapere. E lei li denuncia di nuovo. Il 5 maggio i carabinieri vanno a cercarla a casa a Novellara, ma non c’è: è scomparsa da fine aprile.

Il viaggio in Pakistan: Shabbar Abbas , 45 anni, e Nazia Shaheen, 48, sono i genitori di Saman: hanno fatto rientro in Pakistan l’1 maggio scorso, con un biglietto comprato due giorni prima. Il padre aveva detto che Saman era in Belgio e stava bene.

L’inchiesta: la procura di Reggio Emilia apre un fascicolo per omicidio premeditato indagando il padre Shabbar Abbas, la madre Nazia Shaheen, lo zio Danish Hasnain, i cugini Nomanulhaq Nomanulhaq e Ikram Ijaz.

Gli amici: alcuni conoscenti di Saman hanno raccontato che la ragazza poco prima di scomparire aveva svelato di essere felice, perché i genitori le avevano detto di aver accettato i suoi sentimenti: "Mi lasciano partire con il mio ragazzo".

Il video choc: spunta un video dalle telecamere di servizio dell’azienda agricola in cui lavorava la famiglia di Saman: si vedono lo zio e i cugini che passano davanti alle telecamere con le pale. La Procura è certa che stessero preparando una buca per seppellire il corpo della ragazza.

L’ordinanza: nelle carte dell’inchiesta, il fratello della giovane racconta che a uccidere la sorella è stato lo zio Danish. "Probabilmente l’ha strangolata", spiega. A quanto racconta il ragazzo, nella famiglia tutti temevano lo zio.

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