Green pass: cosa cambia dal 15 ottobre
Green pass: cosa cambia dal 15 ottobre

Bologna, 10 ottobre 2021 - La data del 15 ottobre si avvicina e come ormai tutti i i lavoratori sanno bene, per loro il Green pass diventerà obbligatorio. Ma a pochi giorni da questa importante novità introdotta dal governo Draghi sono ancora tanti i dubbi che attanagliano i cittadini, uno su tutti: chi paga i tamponi necessari ai lavoratori non vaccinati? E chi controlla? Il rischio caos è dietro l'angolo, secondo una parte della politica e dell'industria. Se alcune aziende hanno deciso di coprire le spese ai dipendenti, come quelle metalmeccaniche di Bologna, altre si stanno attrezzando e altre ancora non sanno che pesci pigliare.

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E ancora: i tamponi basteranno per tutti? Il Governatore del Veneto, Luca Zaia, allora rilancia l'idea dei tamponi fai da te, da sempre uno dei suoi cavalli di battaglia. Mentre il leader della Lega, Matteo Salvini insiste sul prolungare da 48 a 72 ore la validità del Green pass post tampone. Cerchiamo di fare un po' di chiarezza e di capire perché si parla di rischio caos.

Green pass: cosa succede dal 15 ottobre

Chi non ha potuto, o voluto, sottoporsi alla vaccinazione anti-Covid, dal 15 ottobre e fino al 31 dicembre (quando terminerà lo stato di emergenza) dovrà esibire la certificazione verde, ottenuta con un test negativo per poter accedere al posto di lavoro. 

Cosa rischia chi è senza green pass

Chi è senza green pass dal 15 ottobre non potrà accedere al proprio posto di lavoro e, dopo cinque giorni di assenza, verrà considerato assente ingiustificato e non sospeso, ma lasciato senza stipendio. Questo significa che continueranno a decorrere termini per la maturazione delle ferie e dei permessi, del Tfr e tutti i diritti connessi con il regolare svolgimento della mansione lavorativa, ma che il lavoratore verrà considerato in permesso non retribuito, fermo restando il divieto di licenziamento. Le sanzioni per chi accede in azienda senza Green pass vanno dai 600 a 1.500 euro, mentre per il datore di lavoro che non controlla si va da 400 a 1.000 euro. 

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Chi controlla il Green pass al lavoro

Il green pass dovrà essere controllato dal datore di lavoro tutti i giorni. Le misure attuative dell’obbligo di green pass sono al momento contenute nel DPCM 17 giugno 2021 art. 13. Dunque, a meno di un nuovo Dpcm nei prossimi dieci giorni, è a questo che si dovrà fare riferimento. Ricordando che obbligo di green pass non coincide con obbligo vaccinale (al momento a quest’ultimo sono tenuti solo i lavoratori del comparto sanitario e i dipendenti delle Rsa), i preposti al controllo del possesso e della validità del pass sono i datori di lavoro, che all’interno della propria struttura potranno delegare uno o più soggetti autorizzati, che dovranno essere debitamente istruiti. Gli stessi soggetti autorizzati dovranno controllare il pass del datore di lavoro, il quale (si presume) avrà preventivamente controllato a sua volta quello degli autorizzati.

Chi paga i tamponi ai lavoratori dal 15 ottobre?

Per evitare problemi alla produzione, che sta già affrontando la carenza di materie prime e l’impennata dei prezzi energetici, diversi gruppi industriali hanno stabilito che le spese per i tamponi dei no vax saranno a carico dell’azienda.

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Ci saranno tamponi sufficienti per tutti?

Per il governatore del Veneto Luca Zaia scoppierà il caos nelle aziende il 15 : "Non saremo in grado di offrire a tutti i non vaccinati un tampone ogni 48 ore. Gli imprenditori con cui parlo io sono preoccupatissimi". Nella sua regione i No Vax sono 590mila, nella fascia compresa tra i 18 e i 69 anni. "Poniamo che la metà di loro lavori. Ebbene, noi in Veneto, facciamo circa 50mila tamponi al giorno per i positivi e i loro contatti stretti, più altri 11 mila nelle farmacie. Sono 60mila test". Non c'è la capacità "di controllare tutti i non vaccinati ogni due giorni" spiega. E secondo Zaia nemmeno le altre regioni ci riusciranno. 

Zaia rilancia i test fai da te

Il governatore chiede al governo di consentire di fare i test fai da te, suo vecchio cavallo di battaglia, cioè i tamponi nasali, nelle aziende, "con la sorveglianza delle imprese. Sono certificati e diffusi in tutto il mondo. I controlli in questo caso si farebbero direttamente in azienda". 

Salvini: "Allungare il Green pass da 48 a 72 ore"

Salvini, torna a chiedere un intervento urgente del Governo per evitare situazioni di particolare caos. Anche le Regioni, che mercoledì prossimo potrebbero occuparsi della vicenda nel corso di una riunione, si dicono preoccupate, a cominciare dal presidente della Conferenza, il leghista Massimiliano Fedriga. Ma da altri due partiti della maggioranza, Pd e FI, si critica la sortita del Carroccio, e l'invito è di non innescare una nuova polemica.

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