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20 dic 2021

Zona arancione, quanto manca per Veneto e Marche. I dati Emilia Romagna

Incidenza e occupazione ospedaliera alta per tutte e tre le regioni. Emilia Romagna ancora in zona bianca grazie ai reparti non critici. Il Veneto è l'unica regione italiana a rischio alto, mentre le Marche entrano oggi in zona gialla. L'analisi approfondita del monitoraggio settimanale

20 dic 2021
francesca delvecchio
Cronaca

Bologna, 20 dicembre 2021 - Da oggi le Marche sono in zona gialla e il Veneto lo è già da sabato 18 dicembre. La maggiore differenza con la zona bianca è l'obbligo di portare la mascherina anche all'aperto oltre che al chiuso. Il passaggio di colore delle due regioni, ma anche della Liguria (che raggiungono così Friuli Venezia Giulia, Calabria e provincia autonoma di Bolzano), è dovuto all'occupazione ospedaliera dei malati covid che ha superato il limite del 10% per le terapie intensive e quello del 15% per i reparti non critici. Il valore dell'incidenza poi è già oltre la soglia dei 50 casi ogni 100mila abitanti già da diverse settimane.

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Mentre prosegue la campagna vaccinale per la terza dose di vaccino anche grazie alle nuove regole sul green pass, l'Emilia Romagna rimane in zona bianca unicamente per merito dei reparti non critici, che sono ancora all'11%, mentre gli altri dati sono già da colore giallo. Vista l'alta incidenza di Marche e Veneto, si avvicina sempre più l'ombra della zona arancione. Il Veneto tra l'altro è l'unica regione italiana classificata a rischio alto. Ma vediamo tutti i dati in dettaglio, prendendo in considerazione l'ultimo monitoraggio del Ministero della Salute, il numero 83 che si riferisce alla settimana dal 6 al 13 dicembre. (Qui il monitoraggio numero 82).

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Zona gialla e arancione: i dati di Emilia Romagna, Veneto e Marche
Zona gialla e arancione: i dati di Emilia Romagna, Veneto e Marche

La media Italia

In Italia, intanto, c'è un leggero calo dell'indice Rt (da 1,18 a 1,13), mentre l'incidenza sale ancora: da 162 a 195. Le terapie intensive sono al 10%, i reparti non critici al 12%. Nel monitoraggio si segnala che "le fasce di età che registrano i più alti tassi di incidenza settimanali per 100mila abitanti sono quelle pediatriche (324, 0-9 anni; 302, 10-19 anni) e quelle tra 30 e 49 anni (215, 30-39 anni; 243, 40-49 anni)". Quel che preoccupa, più che altro, è il prossimo arrivo della variante Omicron in Italia. Al momento rimane preponderante la Delta, ma non si hanno certezze sul comportamento della curva pandemica quando la Omicron diventerà più presente.

L'Esercito per il tracciamento

Per questo è già stata programmata la prossima cabina di regia per questa settimana. Si terrà giovedì 23 dicembre e il governo dovrà decidere come comportarsi in vista delle vacanze di Natale. In quella sede, le Regioni chiederanno "più personale per poter potenziare il sequenziamento e il tracciamento del virus. Servono ulteriori fondi per la lotta alla pandemia". Il presidente dell'Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, ha già chiesto al commissario straordinario, generale Francesco Figliuolo, l'aiuto dell'Esercito.

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Emilia Romagna

L'Emilia Romagna ha un'alta incidenza258.71, contro 218.22 del monitoraggio precedente e con un picco di 292.4, rilevato nei giorni 10-16 dicembre. Dati così alti non di vedevano da marzo scorso. Continuano poi a salire i casi settimanali, che da 9.701 sono diventati 11.501.

I dati più positivi sono l'indice Rt che è sceso da 1,3 a 1,15 e l'occupazione ospedaliera che sale, ma lentamente e permette alla regione di rimanere ancora in zona bianca. Sia terapie intensive sia reparti covid sono cresciuti di un punto percentuale in una settimana e sono all'11%. Inoltre, la classificazione complessiva di rischio da 'moderata ad alta probabilità di progressione' è scesa a 'moderata'.

La situazione per ora è sostanzialmente in equilibrio. Fondamentali saranno i dati delle prossime settimane per comprendere se davvero la regione rischia di finire in zona gialla o se si salverà nonostante il periodo festivo in arrivo. 

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Marche

Fino a una settimana fa le Marche rischiavano meno del Veneto di finire in zona gialla, ma il picco di occupazione dei reparti non critici ha determinato subito il cambio di colore. In una settimana, infatti, l'occuapazione dei posti letto da parte di malati covid è salita di ben 5 punti percentuali, da 11 a 16%. Le terapie intensive erano già sopra la soglia del 10% nel monitoraggio scorso e ora sono al 14%. L'incidenza, infine, da 175.04 è passata 189.96, fino a raggiungere il dato di 264 nei giorni 10-16 dicembre. 

Già l'incidenza da sola sarebbe da zona arancione, perché superiore ai 150 casi ogni 100mila abitanti, ma le terapie intensive dovrebbero essere al 20% e i reparti non critici al 30%. Si dovrà tenere monitorata nelle prossime settimane l'occupazione dei posti letto in ospedale. Intanto, però, la classificazione di rischio non è passata ad 'alta', ma è rimasta 'moderata ad alta probabilità di progressione'.

I casi settimanali in regione sono stati 2.852, erano stati 2.628 nella settimana 29 novembre-5 dicembre. L'indice Rt scende da 1,38 a 1,13.

Veneto

Il Veneto è in zona gialla da sabato 18 dicembre, per via di un'ordinanza del governatore Luca Zaia, che ha anticipato il provvedimento ministeriale. Ma anche senza questa decisione, la regione sarebbe gialla da oggi. L'ordinanza del presidente di regione stabilisce che la zona gialla durerà fino al 16 gennaio.

Ecco i dati che hanno determinato il cambio colore per la regione: le terapie intensive sono occupate al 15% e i reparti non critici al 16%. Una settimana fa erano rispettivamente al 12 e al 13%. L'incidenza, invece, è piuttosto alta: 451.48 contro 350.4 del monitoraggio precedente. Il dato dell'incidenza dei giorni 10-16 dicembre, invece, arriva fino a 498.9. È uno dei dati più alti a livello nazionale, secondo solo alla provincia autonoma di Bolzano, che registra 566.8.

Come per la Marche, anche in Veneto l'incidenza è già ben oltre la soglia per porterebbe alla zona arancione e le terapie intensive distano dalla soglia solo di 5 punti percentuali. Non si può parlare però di colore arancione ancora: i reparti non critici non distanti dal 30% che servirebbe per il cambio colore. 

Il Veneto comunque è l'unica regione con una classificazione di rischio 'alta' e l'unico dato positivo è l'indice Rt che è sceso da 1,32 a 1,15. I casi settimanali hanno superato quota 20mila: 21.908 per la precisione (17.003 nella settimana 29 novembre-5 dicembre).

Nonostante questa panoramica, nel monitoraggio si segnala che "la Regione Veneto ha comunicato che le informazioni fornite potrebbero essere parziali a causa di un attacco hacker subìto da una Azienda Ulss della Regione". In seguito a una comunicazione parziale dei dati riguardanti le ospedalizzazioni, quindi, ci potrebbe essere una sottostima dell’Rt calcolato sui soli casi ricoverati in ospedale. "Inoltre, questo inconveniente non pregiudica in alcun modo l’affidabilità dei dati relativi ai tassi di occupazione ospedaliera che sono raccolti da flussi indipendenti coordinati dal Ministero della Salute. Tuttavia, questo problema non ha permesso di calcolare i dati relativi alle proiezioni al giorno 14/01/2022 della probabilità di superare le soglie di occupazione dei posti letto occupati da pazienti affetti da Covid-19".

Si valuteranno meglio i dati effettivi con il prossimo monitoraggio. Ciò non cambia che per il Veneto la zona gialla, salvo proroghe, durerà un mese

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