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1 mag 2022

Lite in condominio, tragedia sfiorata Decisiva la prontezza dei soccorsi

"Lo sopporto da anni, ora basta". Così un 60enne ha colpito un 29enne in via Anna Frank, a Ca’ Ossi. La lama era lunga 20 centimetri, intervenuti i familiari della vittima: un altro colpo poteva essere fatale

Nessuno sa niente, o ha visto niente, e nemmeno vuole raccontare in quali rapporti fossero aggressore e aggredito. Bocche cucite ieri in via Anna Frank 3 (quartiere Ca’ Ossi), in un condominio di cinque piani (garage inclusi) dove alle 14 di venerdì il rapporto difficile tra due residenti ha rischiato di trasformarsi in una tragedia. Da un lato, coltello alla mano – "ha presente quello di Rambo?", racconta un investigatore –, c’è Andrea Apollinari, 60enne; dall’altro c’è la vittima, un 29enne di nazionalità albanese. I due vivono al terzo piano del condominio e sono dirimpettai. Da anni Apollinari e il ragazzo, più o meno cordialmente, si detestavano.

Venerdì l’ennesimo litigio, nello spazio tra il cancello d’ingresso del condominio e il portone. Litigio che questa volta non si è limitato agli insulti, perché Apollinari (che ha qualche precedente per reati contro la persona) ha tirato da fuori il coltello da caccia, lungo una trentina di centimetri (20 di sola lama). Il colpo è stato singolo, al fianco sinistro del ragazzo. La sua fortuna è stata quella di essere stato soccorso con prontezza (sarebbero stati i suoi familiari a chiamare il 118); operato all’ospedale Bufalini di Cesena, dove è ancora ricoverato, l’uomo non risulta essere in pericolo di vita.

All’arrivo dei carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile, Apollinari è stato ammanettato: deve rispondere di tentato omicidio. In base ai primi riscontri investigativi all’origine dell’accoltellamento non c’è un motivo preciso. ’Semplicemente’ i rancori si sono accumulati lentamente e inesorabilmente nel corso degli anni. "Sono 6 anni che lo sopporto, non ne posso più", ha detto il 60enne mentre gli venivano messe le manette ai polsi, continuando a inveire contro il vicino di casa e presumibilmente senza rendersi conto di quello che aveva appena fatto. L’arrestato, che si trova in carcere a Forlì, è atteso in queste ore dal magistrato, che ascolterà la sua versione dell’episodio durante l’interrogatorio di garanzia. Anche il 29enne era già noto alle forze dell’ordine per alcuni precedenti.

Delle tensioni tra i due vicini di casa nel condominio erano a conoscenza un po’ tutti, incluse le forze dell’ordine, che però non sono mai intervenute direttamente per sedare liti tra il 60enne e il 29enne. La rabbia dell’arrestato – non è chiaro se sia pensionato; ufficialmente non risulta un’occupazione – si è come detto andata accumulando e sedimentando in questi anni, fino all’episodio di venerdì pomeriggio. Il coltello da caccia, se utilizzato per colpire con altri fendenti, avrebbe potuto provocare danni ben più gravi alla vittima della furia di Apollinari.

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