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10 giu 2022

Bardi: "Il Forlì di Cangini sarà talentuoso e unito"

L’allenatore elogia l’amico, suo ds nelle precedenti esperienze biancorosse "Sandro individua le capacità tecniche, ma punta molto sulle persone"

10 giu 2022
franco pardolesi
Sport

di Franco Pardolesi

Il ritorno di Sandro Cangini dietro la scrivania degli uffici del Forlì Calcio ha risvegliato, in tanti sportivi affezionati alle vicende dei galletti, ricordi di vittorie e di gloria: le ultime di oltre un secolo di storia. Insieme al diesse di Riccione l’accoppiata vincente era completata da mister Attilio Bardi che, al suo ritorno a Forlì, dopo il secondo posto del 2001-02 che consentì ai biancorossi il ripescaggio in serie C, seppe dare spettacolo col suo dogmatico 3-4-3. Un’avventura che portò il Forlì a vincere due campionati in tre anni, tra il 2009 e il 2012, prima in Eccellenza poi in serie D col ritorno in C a soli sei anni dalla scomparsa della vecchia società. Furono valanghe di reti, per la precisione 146.

"Con Sandro Cangini – ricorda oggi l’allenatore originario di San Piero in Bagno – eravamo molto affiatati. Ci conoscevamo dalla stagione vissuta assieme nel Montecchio quando, da neopromossi in serie D, centrammo un ottimo quarto posto". A riguardo del direttore sportivo, tornato in questi giorni per la quarta volta al Forlì e già col cellulare acceso 24 ore su 24, l’allenatore aggiunge: "Conoscendo il mio sistema di gioco, Sandro è stato sempre molto abile a formare squadre adatte ai miei principi. La nostra sintonia è stata perfetta e penso che a Forlì, in una piazza alla quale resto legatissimo, sia rimasto un buon ricordo delle nostre imprese". Con Cangini, Attilio Bardi ha condiviso il progetto di un calcio sempre propositivo e molto offensivo: "In effetti in quegli anni la nostra squadra aveva nella facilità di trovare il gol la sua arma più affilata. Ma non trascuravamo la fase difensiva terminando sempre i campionati con una delle migliori difese del girone".

Bardi, che prima di vincere allenando il Forlì aveva già conosciuto il sapore del successo con San lazzaro e Cento, delle squadre assemblate da Cangini ha un ricordo particolare: "Sandro, bravissimo nel ‘battezzare’ tanti giocatori, ha sempre puntato molto sulle persone. Oltre che ai valori tecnici ha sempre dato molta importanza ai valori umani dei giocatori. Sotto la presidenza di Luciano Linari, a conferma di ciò, eravamo una vera e propria famiglia che, partendo dai ritiri di Rocca San Casciano, cementava giorno per giorno un gruppo molto unito capace di affrontare qualsiasi difficoltà. Un ingrediente indispensabile per qualsiasi successo".

Dell’amico Cangini mister Bardi sottolinea i molti pregi e i (pochi) difetti: "L’abilità di Cangini è sempre stata quella di cogliere al volo le caratteristiche dei giocatori e di intuirne capacità e lacune sulle quali lavorare. Nel nostro rapporto non è stato mai invadente. Mi ha sempre lasciato lavorare con tranquillità grazie alla stima che abbiamo maturato nel corso degli anni passati fianco a fianco". A riguardo del carattere, poi, aggiunge: "Per chi non lo conosce a fondo Cangini può sembrare introverso e con un carattere burbero. Ma conoscendolo a fondo questa impressione svanisce. Il nostro è stato un rapporto sempre sincero, schietto e costruttivo".

Mister Bardi, confermando il legame che lo lega ai colori biancorossi, chiude augurando ai galletti di rinverdire gli allori che lui ha potuto vivere in prima persona: "A Cangini, al Forlì ed ai tanti tifosi, che non mancano mai di dimostrarmi il loro affetto, auguro di rivivere quei momenti meravigliosi. I più belli della mia carriera di allenatore".

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