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29 apr 2022

Nuovo turismo per scoprire le ’Edicole votive’

E le ’Maestà’ lungo sentieri, strade e mulattiere per la scoperta di un nuovo aspetto del territorio

29 apr 2022
gilberto mosconi
Cronaca
Marco Baccini e sindaco di Bagno di Romagna
Marco Baccini e sindaco di Bagno di Romagna
Marco Baccini e sindaco di Bagno di Romagna
Marco Baccini e sindaco di Bagno di Romagna
Marco Baccini e sindaco di Bagno di Romagna
Marco Baccini e sindaco di Bagno di Romagna

di Gilberto Mosconi

Nel vastissimo territorio comunale di Bagno di Romagna, che abbraccia parte dell’Alto Savio e dell’Alta Val Bidente, c’è anche un importante e interessante patrimonio di ’Maestà’ ed ’Edicole votive’, situate in particolare lungo le antiche stradine, le mulattiere, i sentieri e anche vicino ai centri abitati.

Sottolinea il sindaco del Comune termale, Marco Baccini: "Un patrimonio che ora, per nostra iniziativa, è al centro di un progetto per la promozione di un turismo tematico ed emozionale connesso al rilancio dell’intero patrimonio artistico. Un progetto che mira alla valorizzazione artistico-religiosa dei piccoli manufatti dedicati al culto e situati in numerosi punti del territorio del nostro Comune. Questi caratteristici manufatti e piccoli monumenti, realizzati in maggior parte in pietra locale, appartengono all’antico, ricco e diffuso patrimonio di ’Maestà’ rurali, che costella anche l’intero territorio comunale di Bagno. Si può dire che il percorso di ogni strada e sentiero più sperduto è impreziosito da ’Maestà’ ed ’Edicole’ religiose, di pregio storico, che infondono nel viandante un sentimento di fascino e di sereno incanto".

Riguardo all’antica tradizione religiosa e popolare delle ’Maestà’, nella pubblicazione ’I Sentieri dei Passi perduti’, scrive Giuliano Marcuccini, per alcuni decenni Bibliotecario del Comune di Bagno, ora in pensione: "Capita spesso a chi percorre le mulattiere d’incontrare quelle piccole costruzioni, a sviluppo verticale, simili a piccolo campanili, impilate di solito con pietra locale o ricavate dal macigno o altri materiali, dette tabernacoli, pilastrini, edicole, madonnine che in Alto Savio, Alto Tevere, Alto Bidente, sono dedicate in gran parte alla Madonna, che la gente qui chiama ’Maestà’. Sono strumento, assieme alle Croci sui monti, di quella domesticazione o sacralizzazione del territorio con cui l’orizzonte quotidiano, la casa, i campi e gli uomini sono posti sotto la protezione divina".

Purtroppo, con la spopolamento dalle montagne, avvenuto in particolare dagli anni ‘60’70, varie ’Maestà’ sono state abbandonate a se stesse, mentre trovandosi all’aperto, e quindi a dover subìre anche torride estati e rigidi inverni, avrebbero bisogno di avere una periodica manutenzione. Inoltre c’è da dire che, nel corso degli anni, alcune ’Maestà’ sono state danneggiate (a volte sono state portate via anche immagini e sculture situate nei tabernacoli delle ’Maestà’) anche dalla mano dell’uomo con inconcepibili e deprecabili (a dir poco) atti di vandalismo, da condannare duramente e che si spera non abbiano mai più a ripetersi.

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