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5 mag 2022

Acqua, dalla Romagna ecco il piano per la tutela

Sostenibilità e riduzione dei consumi i temi chiavi del convegno di Rimini. Bernabè (Romagna Acque): "Potenziare il sistema per evitare l’allarme siccità"

oscar bandini
Cronaca

di Oscar Bandini

Contrasto ai cambiamenti climatici e approvvigionamento idrico della Romagna, le Province di Forlì-Cesena, Ravenna, Rimini e i Comuni di Cesena, Forlì, Ravenna, Rimini, Bagno di Romagna, Premilcuore, Santa Sofia decidono un percorso unitario per accrescere la tutela e valorizzazione della risorsa idrica, migliorando lo stato degli ecosistemi, incentivandone un utilizzo sostenibile anche mediante la riduzione dei consumi e degli sprechi. Non solo, migliorandone la qualità e la disponibilità con la prospettiva di dimezzare le perdite di rete, accrescendo e innovando la capacità di stoccaggio, riutilizzando le acque reflue e quelle piovane, cogliendo l’opportunità di candidare progetti all’interno del Pnrr.

Questo è uno dei passaggi della bozza della dichiarazione di intenti che gli amministratori romagnoli hanno consegnato all’assessore regionale all’Ambiente Irene Priolo intervenuta martedì scorso a Rimini nel corso del convegno ‘Cultura dell’innovazione in risposta ai cambiamenti climatici. Sistema idrico in Romagna: visione, competenze e nuovi servizi’ promosso da Romagna Acque - Società delle Fonti SpA nel rinnovato e splendido Teatro Galli alla presenza di oltre 300 persone tra amministratori, tecnici, esperti del settore e rappresentanti delle categorie professionali.

Il la è stato dato dal presidente della società inhouse che gestisce l’Acquedotto di Romagna Tonino Bernabè, ideatore di questo appuntamento, ovvero che "mancano ancora 20 milioni di metri cubi d’acquaanno per mettere in sicurezza il sistema idrico romagnolo che oggi ne consuma 110 milioni ogni anno". Bernabè ha non solo difeso l’attuale modello di società ma ha incassato il prolungamento della concessione fino al 2027 (Corte Costituzionale permettendo) mettendo sul piatto varie ipotesi progettuali sugli scenari di previsione per risolvere le emergenze legate al ripetersi sempre più costante di annate siccitose (ipotesi e progetti già in fase avanzata poi specificate in particolare dal direttore di Romagna Acque Giannicola Scarcella, dal professor Armando Brath del Dicam dell’Università di Bologna e da Giulia Buffi): dal potenziamento del sistema Ridracoli ai nuovi invasi fino al ricarico delle falde e al riuso.

Il commento della giornata fatto dal sindaco di un piccologrande Comune come Santa Sofia riassume il senso delle scelte che nei prossimi mesi il tavolo tecnico-politico romagnolo dovrà dirimere. "Il tema della risorsa idrica legata ai cambiamenti climatici prioritario – precisa il primo cittadino Daniele Valbonesi – che deve vedere impegnato tutto il sistema istituzionale, economico e sociale del territorio romagnolo e regionale. Gli interventi devono tenere conto di due priorità: la ricerca di soluzioni tecniche e la necessità di tutelare il valore ambientale. In base a questo risulta fondamentale il riuso, ormai percorribile in molti settori, l’efficientamento della rete idrica, l’allungamento della galleria di gronda fino al fiume Rabbi e la costruzione di nuovi invasi".

"Nuovi invasi – continua il sindaco di Santa Sofia – che credo debbano pensarsi in territori dove oggi non c’è prelievo e che abbiano le condizioni idrografiche adeguate. Il tutto con la condivisione della Regione Emilia-Romagna che ha dimostrato a Rimini grande disponibilità nell’ascoltare le esigenze e le prospettive di un territorio così complesso e articolato come quello romagnolo".

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