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9 apr 2022

"Cervese bis? Il traffico non la giustifica"

L’assessore regionale ai trasporti, Andrea Corsini: "La nuova opera non supererebbe l’analisi costi-benefici. Attenti all’ambiente"

Andrea Corsini, originario di Cervia, segue turismo e trasporti in Emilia-Romagna
Andrea Corsini, originario di Cervia, segue turismo e trasporti in Emilia-Romagna
Andrea Corsini, originario di Cervia, segue turismo e trasporti in Emilia-Romagna

"La Cervese non è nella priorità della Regione e non compare nel piano regionale dei trasporti che è stato approvato di recente. Gli impegni sulla viabilità, per Forlì-Cesena, riguardano la via Emilia-bis e il ’lotto zero’ della secante di Cesena, la Ravegnana e il completamento della tangenziale di Forlì". Andrea Corsini, cervese, assessore regionale alla mobilità e al turismo, chiude in sostanza il discorso sulle prospettive di un nuovo tracciato.

Come già aveva sottolineato nei giorni scorsi Massimo Bulbi, consigliere regionale, una variante che passi attorno ai centri abitati situati lungo la strada provinciale, non è affatto in calendario e non lo sarà a lungo. "Per realizzare nuovi tracciati – riprende l’assessore – non si può prescindere dalle analisi sui flussi di traffico e quelli della Cervese non giustificano una nuova opera, la cui costruzione si fonda su analisi sul traffico, sul rapporto costi-benefici e sulla sostenibilità ambientale. Non rientra nella nostra programmazione fare nuovi pezzi di strade che sottraggano terreni agricoli".

A motivazioni simili si è richiamato, nei giorni scorsi, anche il sindaco di Forlì Gian Luca Zattini, che non vuole ‘consumare’ suolo nelle campagne a nord della città. Una sensibilità che si è sviluppata in questo periodo. Nel 2010, invece, furono due considerazioni a portare alla presentazione di un nuovo tragitto di 8,1 km tra Carpinello e Casemurate: si stimava che in primavera e in estate lungo la Cervese transitassero fra i 13 e i 15mila veicoli al giorno (che scendevano, ma non di troppo, nelle altre stagioni: dagli 8 ai 14mila) e che fosse una strada tutto sommato stretta e pericolosa. Oggi invece tutti gli enti locali, dal Comune alla Regione, paiono orientati, al massimo, a limitati lavori di manutenzione. "Se si tratta di mettere in sicurezza alcuni tratti – conclude Corsini – se ne può parlare: ma con interventi in sede".

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