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21 apr 2022

Grande folla in chiesa e fuori Palloncini per salutare Lorenzo

Oltre 500 persone a Tredozio. L’omaggio dei compagni di scuola e del Modigliana Calcio

quinto cappelli
Cronaca

di Quinto Cappelli

Oltre cinquecento persone hanno partecipato ieri pomeriggio a Tredozio ai funerali di Lorenzo Dotti, il 15enne (avrebbe compiuto i 16 a dicembre) morto venerdì scorso in un incidente stradale: è finito senza scampo sotto il rimorchio di un trattore, mentre col suo scooter percorreva la strada provinciale 86 del Tramazzo. Tutto il paese si è stretto attorno alla famiglia: il padre Romano, la madre Monia, la sorella Giulia e nonni, ma anche tanti zii e cugini. Poi c’era la squadra del Modigliana Calcio, dove Lorenzo aveva giocato dai 6 agli 11 anni. Da Faenza sono arrivati anche i compagni della classe 2ª D meccanica dell’Istituto Tecnico Industriale ‘Bucci’, che Lorenzo frequentava, con tanti altri amici della stessa scuola e vari professori.

La chiesa di San Michele era stracolma di fedeli: la maggior parte sono rimasti fuori sul piazzale. Durante la messa il parroco don Massimo Monti ha iniziato così l’omelia: "Stiamo facendo quello che nessuno di noi avrebbe mai voluto fare. Ma la vita non finisce qui. E Lorenzo non solo è morto il Venerdì Santo, ma alle ore 15, nello stesso momento in cui moriva Gesù, davanti alla chiesa di Ottignana, dove era stato battezzato". Interrotto più volte dalla forte emozione, don Massimo ha concluso: "Caro Lorenzo, quel Dio che ha servito e pregato tante volte nel mistero, facendo il chierichetto e il catechista, ora lo vedi così come egli è. Perciò pregalo per i tuoi genitori, tua sorella e tutti noi".

Al termine della messa ha preso la parola la sindaca Simona Vietina, a nome di tutti: "Come madre e come sindaco, non posso immaginare un dolore più grande, più profondo e sconcertante di fronte a una morte così inspiegabile e ingiusta. Lorenzo era uno di noi, un giovane di una comunità unita e forte. Era un cittadino, un amico, un compagno di scuola, uno studente, un fratello e un figlio di cui essere orgogliosi. Educato, generoso e altruista, era attivo e presente nelle associazioni del paese, sempre pronto a fare la propria parte, con quell’energia contagiosa che i suoi coetanei sanno sempre tirare fuori".

Al termine del rito religioso, la bara bianca, che gli amici e i compagni di scuola avevano ricoperto di messaggi scritti a penna, a matita e con i pennarelli colorati, ha sostato per alcuni minuti nel piazzale della chiesa circondata dalla folla in silenzio. Poi i ragazzi, diretti dalla sorella Giulia, hanno preso in mano un centinaio di palloncini bianchi, intonando la canzone ‘La musica non c’è’ di Coez, che inizia: "Volevo dirti tante cose, ma non so da dove iniziare…". Al termine una nuvola di palloncini è volata in alto, accompagnata da un lungo e fortissimo applauso di partecipazione di tutti i presenti.

Amici e compagni hanno spinto il feretro, con un carrello, fino al cimitero. Sopra, un cuscino di rose bianche e blu a forma di cuore, dalla famiglia, nonché dalla maglia biancoblù del Modigliana Calcio con il suo numero 9 e la scritta ‘Bum Bum’, il soprannome affibbiatogli dai compagni di squadra: Lorenzo giocava attaccante ed era il bomber della squadra. "Giocava con grande impegno, per questi tutti lo ammiravamo", ha detto Matteo Liverani, dirigente della società modiglianese.

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